La Storia della Bolivia
La storia della Bolivia è importante per comprendere con un riassunto in breve il passato e il presente del paese, attraverso la storia boliviana. La storia del Paese è segnata dal suo passato indigeno, dall’impero Inca, fino all’arrivo degli spagnoli del XVI secolo. La colonizzazione porta allo sfruttamento del paese e alla riduzione degli indigeni, arrivando all’indipendenza del 1825. Andiamo quindi a scoprire insieme la sua storia in breve nel nostro riassunto, comprendendo al meglio il paese durante il vostro Viaggio in Bolivia!
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La Storia della Bolivia
Per comprendere il presente è importante conoscere il passato grazie a un riassunto della storia boliviana. La storia della Bolivia in breve, come vedremo nel nostro riassunto, ha passato molte fasi, anche complesse. Caratterizzata da millenarie culture indigene cambiamenti in seguito alla colonizzazione. Prima del XVI secolo, quando arrivarono gli spagnoli, il territorio era abitato dai popoli Tiahuanaco e dopo dall’Impero Inca. Nel 1538, con la conquista spagnola, diventa per l’impero coloniale un importante fonte di argento, soprattutto proveniente da Potosí, diventando uno dei principali centri.
Durante questo periodo, i popoli indigeni sono sfruttati dal sistema mita; una tipologia di lavoro forzato. Solo nel 1825 la Bolivia raggiunge l’indipendenza, con il generale Simón Bolívar; che dà il nome al Paese. I periodi della storia boliviana dal XIX al XX secolo, sono segnati da conflitti e instabilità, come la Guerra del Pacifico e del Chaco. Fino all’arrivo della democrazia, nel 1982, il paese è segnato da dittature e colpi di Stato. Oggi, la Bolivia è un paese in crescita, che affronta la sua svolta politica, tra riforme e aiuti per gli indigeni. Un paese meraviglioso a livello culturale e paesaggistico, che aspetta solo di essere visitato.
Andiamo quindi a scoprire nel nostro riassunto la storia della Bolivia!
Le fasi della Storia Boliviana
| Periodo | Epoche Storiche |
|---|---|
| Periodo Precolombiano | 20.000 anni fa – 1532 |
| Colonizzazione Spagnola | 1532 – 1825 |
| Indipendenza | 1825 |
| Guerra del Pacifico | 1879 – 1884 |
| Guerra del Chaco | 1932 – 1935 |
| Dittature e Instabilità | XX secolo |
| Transizione democratica | 1982 |
| Periodo di Evo Morales | 2006 – 2019 |
| Transizione e Bolivia odierna | 2019 – … |
Periodo Precolombiano
Il nostro riassunto della storia boliviana inizia dalla sua preistoria. L’altopiano andino della zona della Bolivia, durante la sua storia in breve nel riassunto, è stato permanentemente abitato per 21.000 anni. Reperti dimostrano l’inizio dell’agricoltura qui dal III millennio a.C. e, 1.500 anni dopo, l’inizio della lavorazione del metallo. Nelle aree dei bassipiani tropicali, invece, nascono insediamenti complessi, come nell’attuale zona del Beni. Vediamo inoltre le culture di Baures, Moxos e Lomas durate per oltre 3.000 anni. Questi popoli, inoltre, convivevano con le inondazioni periodiche del Rio delle Amazzoni.
Le culture Tiwanaku e Aymara
La cultura Tiwanaku si sviluppa a sud del Titicaca dal II secolo a.C., concentrandosi attorno alla città omonima e sparendo verso il 1200. Molte società sviluppate furono presenti fino al XIII secolo intorno all’odierna capitale La Paz. Con il collasso della società Tiwanaku, nascono i sette regni Aymara; tra i più potenti intorno al Lago Titicaca, erano un popolo belligerante. Vivevano in città fortificate su alture, adattandosi a condizioni climatiche estreme e sviluppando tecniche agricole.
Le colonie erano principalmente in valli semi-tropicali, nelle zone orientali della Ande, e sulle coste pacifiche. I loro clan prendevano il nome di ayllu, distribuendo terre ai membri e organizzando il lavoro. Dominarono la cultura Uru, sebbene erano presenti prima degli Aymara nella zona, impoverendosi dal XII secolo e perdendo le loro terre.

Impero Inca
Durante la storia della Bolivia riassunto, neanche gli Aymara riescono a contenere il popolo Quechua durante la sua espansione. Intorno all’area di Cusco, odierno Perù, dopo la caduta dei Tiwanaku, nasce una città-stato quechua. Dal XV secolo, i Quechua sono conosciuti come Inca, diventando il gruppo più potente dell’altopiano a nord, costruendo un impero temuto: il Tahuantinsuyo. Gli Aymara iniziano il loro declino, arrivando alla metà del XV secolo conquistati dagli Inca. L’altopiano in Bolivia durante la sua storia in breve in questo periodo prende il nome di Collasuyo, una delle 4 province, le suyo, del Tahuantinsuyo. Il suo governatore rispondeva all’imperatore Inca, supervisionando i governi locali che controllavano anche i nobili Aymara con il sistema del mita; una leva obbligatoria.
Per gli Inca lavoravano nelle miniere, nell’esercito o per realizzare opere architettoniche. Pur cercando di costruire un impero centralizzato, gli Inca non modificano il regno Aymara, che rimane autonomo. Conservano infatti lingua, cultura e religione, e i nobili aymara mantengono le proprietà, mentre i giovani sono mandati a Cusco per istruirsi. Gli Inca li tollerano, fino al 1470, quando ci fu la rivolta Aymara, che vengono poi sconfitti. Nelle valli a sud della valle vengono poi fondate Sucre e Cochabamba. Dal XVI secolo, gli Inca mettono il completo dominio sul Collasuyo. Non riescono però a conquistare i nomadi della Bolivia orientale, lasciando altre civiltà e gruppi nativi sulle pianure.

L’Epoca coloniale
Se dal 1440 al 1450 l’impero Inca durante la storia in breve del paese nel nostro riassunto, inizia la sua espansione verso l’odierna Bolivia, nel 1531 gli spagnoli, guidati da Francisco Pizarro, entrano in Ecuador e iniziano l’invasione anche della Bolivia. La missione inizia navigando nel 1524 verso sud alla ricerca della leggendaria terra di Biru, oggi Perù. Nel 1532, catturano e giustiziano Atahualpa, ultimo sovrano dell’impero Inca, sconfiggendoli definitivamente nella battaglia di Cajamarca, in Perù.
La sottomissione Inca fu molto veloce, i nativi iniziano però a ribellarsi durante il periodo coloniale. Manco Inca, appoggiato dagli spagnoli per la sua giovane età, si ribella ai coloni, creando un nuovo stato inca a Vilcabamba, mantenendola fino all’esecuzione nel 1527 di Túpac Amaru.
La conquista
Ci furono altre rivolte sulle montagne boliviane durante la sua storia, organizzate però da piccole comunità e anziani. Nei primi 20 anni di controllo spagnolo l’area del Charcas, il territorio montagnoso boliviano, è teatro di una guerra civile tra l’esercito di Pizarro e Almagro. Le guerre terminano nel 1537, con Almagro che conquista Cusco, fermando la rivolta di Manco Inca e Pizarro che nel 1538 uccide Almagro; venendo però ucciso a sua volta tre anni dopo dai suoi uomini.
Gonzalo Pizarro, suo fratello, prende il controllo della zona, venendo poi condannato e ucciso nel 1548, durante la ribellione contro i Reali Spagnoli. La Spagna riporta la sua autorità nel territorio, fondando La Paz, che diventa in poco un importante centro dei commerci e di trasbordo. Sulle pianure boliviane, la resistenza degli indigeni ritarda la colonizzazione. Ma gli spagnoli nel 1561 fondano Santa Cruz de la Sierra, mentre il Chaco rimane una zona di scontri violenti con i coloni.

L’autonomia dell’Alto Perù
Oggi Bolivia, durante la sua storia in breve nel riassunto prendeva prima il nome di Alto Perù, parte del Vicereame del Perù e amministrato da Chuquisaca, oggi Sucre. Questa zona era ricca di argento e minerali preziosi, soprattutto a Potosí, rendendola un luogo cruciale per i commerci spagnoli. La Spagna, inoltre, aveva il controllo delle colonie attraverso la burocrazia e gli uffici reali del Corregidor, che raccoglieva dai nativi i tributi. Dal 1776, L’Alto Perù passa sotto il nuovo Vicereame del Río de la Plata, con capitale Buenos Aires.
La regione aveva sempre la sua autonomia amministrativa ed era sempre fondamentale per l’economia spagnola coloniale. La Chiesa cattolica, che dal XVI secolo era penetrata nell’area, influenza in questo periodo i popoli indigeni con l’introduzione del cristianesimo, accettando però il sincretismo religioso, creando in Alto Perù anche una fusione culturale. Per questo, fu presente un’identità locale forte e una resistenza crescente ai coloni spagnoli, sfociando nelle ribellioni indigene durante la storia boliviana. Fino alle guerre d’indipendenza dal XIX secolo, il controllo della Spagna rimase comunque forte.

Le rivolte verso l’Indipendenza…
Per i popoli nativi, durante la storia Bolivia riassunto in breve, la conquista spagnola in Alto Perù fu un evento devastante. Morirono in milioni per abusi coloniali e malattie. I tributi nel XVIII secolo aumentano, come la produzione delle miniere e lo sfruttamento, peggiorando le condizioni dei popoli indigeni, aumentando il consumo di alcol e droghe, soprattutto a Potosí. Il malcontento porta nel 1780 alla rivolta di Túpac Amaru II.
Tra Perù e Bolivia, durante la storia, la rivolta coinvolge oltre 60.000 persone, la repressione è però brutale, arrivando nel 1781 all’esecuzione di Amaru; ma la resistenza continua in Alto Perù con Julián Apaza, conosciuto anche come Túpac Catari, e Tomás Katari. Catari assedia per 100 giorni La Paz, ma la rivolta è soppressa nel 1783, con numerosi morti nativi. Nello stesso momento anche i creoli spagnoli nati nelle colonie iniziano a ribellarsi al dominio dei coloni per via delle restrizioni economiche e dell’esclusione amministrativa, venendo influenzati soprattutto dalla Rivoluzione francese e dell’Illuminismo. Sono così gettate le basi durante la storia boliviana per la sua indipendenza.

L’indipendenza boliviana
Al termine del XVIII secolo durante il riassunto della Bolivia storia in breve, allora ancora Alto Perù, gli spagnoli nati nelle colonie del Nuovo Mondo sviluppano il malcontento a causa delle esclusioni dei creoli da impieghi amministrativi e le numerose restrizioni economiche. Mossi dall’Illuminismo e dagli echi della Rivoluzione, alimentano la loro sete di cambiamento, riforme e, soprattutto, indipendenza. Con l’invasione della Spagna da parte di Napoleone nel 1808, la lealtà verso la corona è messa alla prova e, nel 1809, i creoli si ribellano, chiedendo l’indipendenza. La rivolta è repressa ma, lo stesso anno, Pedro Domingo Murillo guida una nuova ribellione popolare proclamando lo stato indipendente di La Paz, seguito da Potosí, Oruro e Cochabamba.
La Spagna sopprime le rivolte, ma l’Alto Perù è un campo di battaglia in questo momento della storia boliviana tra indipendentisti argentini e spagnoli. Anche se le invasioni argentine falliscono, la guerriglia dei locali resiste, prendendo delle zone rurali. Nel 1817 l’Alto Perù è stabile sotto Lima, ma le tensioni crescono, arrivando alla battaglia di Ayacucho nel 1824 e alla disfatta spagnola. Pedro Antonio de Olañeta, ultimo comandante spagnolo, è sconfitto nel 1825 terminando così il dominio coloniale. La Bolivia nel 1825, 16 anni dopo l’indipendenza proclamata da Murillo, diventa una repubblica autonoma, prendendo il nome da Simón Bolívar. Il 28 ottobre 1880 è introdotta la prima Costituzione della storia boliviana.

Storia contemporanea Boliviana
Durante il riassunto della Storia Bolivia in breve, dopo l’indipendenza proclamata nel 1825, non arriva anche la stabilità per il paese. Per ben 60 anni si sono infatti susseguiti colpi di stato e brevi costituzioni. Dal 1828 al 1900 la Bolivia entra in guerra con Perù, Cile, Paraguay e Brasile per questioni di giacimenti, risorse o confini. Come per la guerra dell’Acre per il caucciù, fino al conflitto più importante, la Guerra del Pacifico, che evidenzia la debolezza militare boliviana, perdendo lo sbocco sul Pacifico e campi a favore del Cile. L’incremento del costo dell’argento, però, porta la Bolivia nel XIX secolo a una breve prosperità e stabilità a livello politico.

Il XX secolo
Dal XX secolo durante la storia boliviana la sua economia è dominata dall’industria dello stagno, controllata da personaggi come Simón Iturri Patiño. I popoli indigeni, tuttavia, vivono sempre nello sfruttamento tra miniere e haciendas; proprietà agricole su modello feudale. Con l’arrivo della I guerra mondiale, si dichiara neutrale, partecipando però con il Paraguay alla Guerra del Chaco, che porta alla sconfitta devastante e segna la svolta politica, facendo salire al potere militari nazionalisti; come Germán Busch. Con gli anni ’50, inizia la Rivoluzione Nazionalista del 1952 guidata da Víctor Paz Estenssoro.
Un evento che ha un grande impatto nella Bolivia storia, introducendo il suffragio universale e nazionalizza le miniere con la riforma agraria. Continuano però le instabilità politiche e i colpi di stato, come quello di René Barrientos, vedendo anche coinvolte figure come Che Guevara. Dopo lunghi anni di governi militari, nel 1982, con Hernán Siles Zuazo, è restaurata la democrazia. Negli anni ’80 l’iperinflazione colpisce il paese e sono sempre presenti crisi economiche e instabilità politiche. Però le successive amministrazioni migliorano l’economia, introducendo nuove riforme neoliberali, privatizzando le risorse e conducendo il paese alla modernizzazione, ma anche a tensioni.

Il XXI secolo
Arriviamo quindi alla storia contemporanea della Bolivia nel nostro riassunto in breve, per scoprire le evoluzioni più recenti. Dal 2000 al 2005 durante la storia boliviana, il paese ha visto un periodo di protesta per la privatizzazione delle risorse, come gas e acqua. A Cochabamba e El Alto, nel 2000, le manifestazioni hanno costretto il governo ha revocare la decisione e, nel 2002, Gonzalo Sánchez de Lozada diventa presidente, superando Evo Morales. Il progetto di de Lozada per esportare attraverso un gasdotto per Messico e Stati Uniti il gas, però, crea nuove proteste, evidenziando il risentimento del popolo verso la privatizzazione delle risorse per gli interessi stranieri.
La repressione del governo e i numerosi morti portano alla fuga di de Lozada. Il successore, Carlos Mesa, cerca di mediare il conflitto, ma le tensioni etniche e sociali continuando, dando nel 2005 le dimissioni durante l’assedio della capitale. Evo Morales, il primo presidente indigeno, sale al potere nel 2005, attuando riforme radicali iniziando con l’Assemblea Costituente per rifondare il Paese, portando un grande cambiamento sociale e politico.

La Bolivia oggi
Oggi, la Bolivia, lo Estado Plurinacional de Bolivia, confina con Brasile, Perù, Argentina, Cile e Paraguay. La sua capitale costituzionale e giudiziaria è Sucre, mentre il centro governativo è La Paz. Non ha sbocchi sul mare ma, dal 2010 grazie ad accordi con il Perù, utilizza il porto di Ilo. Grazie a Morales, la sua economia ha subito un netto miglioramento ed è oggi in crescita tra i paesi andini. Un meraviglioso paese del Sud America, con un vasto territorio dalle Ande, al deserto, fino alla foresta Amazzonica e ai suoi meravigliosi panorami sul lago Titicaca.
Considerato un vero e proprio paradiso naturale grazie ai suoi altopiani e le distese verdeggiante. Qui, inoltre, sono presenti anche molte culture, grazie alla presenza dei popoli indigeni che compongono il 60% della popolazione. Inoltre, questo è considerato un luogo da record, grazie alla città più alta al mondo, Potosì, e la più alta capitale, La Paz. Qui le cose da vedere e fare sono moltissime e la Bolivia non vede l’ora di accogliere i viaggiatori!

Sulle tracce della storia della Bolivia
Dai resti dell’antica civiltà di Tiwanaku alle città coloniali di Sucre e Potosi, passando per i percorsi dell’Altipiano e le comunità indigene che ancora oggi conservano tradizioni ancestrali, la Bolivia racconta una storia profondamente legata alla natura e alle culture che l’hanno attraversata. Se desiderate visitare i luoghi più significativi della storia della Bolivia, consultate la pagina dedicata ai viaggi organizzati in Bolivia di archètravel, dove trovate tutti gli itinerari per scoprire questo Paese.





