La Storia del Brasile
La storia del Brasile è importante per comprendere con un riassunto in breve la storia brasiliana, il passato e il suo presente. Un periodo storico lungo e complesso, dalle prime civiltà, fino all’arrivo dei portoghesi nel 1500, arrivando al 1822 con l’Indipendenza. Da questo momento si susseguono periodi di instabilità, dittature e molti cambiamenti sociali, fino ad arrivare a oggi, dove il Paese ricopre un ruolo fondamentale nell’America Latina. Andiamo quindi a scoprire insieme la sua storia in breve nel nostro riassunto, comprendendo al meglio il paese durante il vostro Viaggio in Brasile!
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La Storia Brasiliana
Per comprendere il presente è importante conoscere il passato grazie a un riassunto della storia brasiliana in breve. La storia odierna del Brasile si può dire che inizi nel 1500, con la conquista portoghese dopo l’arrivo di Pedro Álvares Cabral. La colonizzazione del Brasile per più di tre secoli lo rende una colonia ricca di ricchezze naturali, tra legno, zucchero e oro. Tratta centrale anche per il traffico di schiavi provenienti dall’Africa, segnando tragicamente la storia e la cultura brasiliana a causa dei numerosi deportati per il lavoro in miniere e piantagioni.
I movimenti indipendentisti e i cambiamenti europei portano nel 1822 a molte pressioni e il principe Dom Pedro I dichiara l’indipendenza dal Portogallo. Nasce così l’Impero del Brasile, con una monarchia costituzionale stabile, abolendo la schiavitù. Ma i problemi sociali portano nel 1888 a una nuova crisi e l’anno dopo l’imperatore è deposto da un colpo di stato militare. Dal XX secolo la storia del Brasile in breve nel riassunto è caratterizzato da dittature e brevi democrazie. Nel 1985 torna la democrazia e la storia nazionale costruisce la sua società, più libera e in crescita. Oggi è tra i leader economici dell’America Latina e un paese ricco di meraviglie naturali e culturali.
Andiamo quindi a scoprire nel nostro riassunto la breve storia del Brasile!
Le fasi della Storia del Brasile
| Periodo | Epoche Storiche |
|---|---|
| Periodo precoloniale | Fino al 1500 |
| Colonia del Brasile | 1500 – 1822 |
| Regno del Brasile | 1808 – 1822 |
| Indipendenza | 1822 |
| Impero del Brasile | 1822 – 1889 |
| Prima Repubblica | 1889 – 1930 |
| Periodo di Vargas | 1930 – 1945 |
| Seconda Repubblica | 1876 – 1911 |
| Dittatura | 1964 – 1985 |
| Democrazia e Brasile odierno | 1985 – … |
Storia Precolombiana brasiliana
La storia Brasile riassunto inizia con le prime popolazioni che abitarono il territorio brasiliano. I popoli indigeni, conosciuti come povos indígenas brasileiros, comprendevano diversi gruppi etnici presenti prima degli europei. I primi esploratori che arrivarono qui nel 1500 diedero loro il nome di indios. In origine divisi in tribù semi-nomadi, vivevano di agricoltura e caccia, oltre 2000 vennero sterminate dai coloni. Altre, invece, sono oggi assimilate nel popolo.
Quello dei popoli precolombiani è considerato uno dei maggiori genocidi dell’umanità. Molte tribù si sono isolate, rifugiandosi nell’Amazzonia remota ed evitando contatti pacifici con il mondo. L’America meridionale era già spartita tra Spagna e Portogallo e, dal 1494 con il trattato di Tordesillas, venne già dichiarata la frontiera brasiliana. Dividendo così il continente dall’odierno Pará, fino alla città di Laguna; modificandola dopo l’espansione dei coloni portoghesi.

Colonia del Brasile
Gli esploratori non avevano nei propositi mercantili la colonizzazione del territorio brasiliano, usato soprattutto per scambi commerciali. Infatti, l’inizio della colonizzazione fu complicata a livello economico per il Portogallo. Nel XVI secolo, i vari problemi si riflettevano soprattutto nel banditismo, le condizioni precarie di lavoro all’interno della colonia e le poche possibilità di arricchirsi.
L’esploratore Pedro Álvares Cabral scoprì ufficialmente il paese durante la storia del Brasile riassunto, il 22 aprile del 1500, arrivando nell’odierno Porto Seguro, a Bahia. La vera occupazione inizia però nel 1532, con la nascita di São Vicente a opera di Martim Afonso de Sousa, con la capitaneria di Nova Lusitânia. Giovanni III del Portogallo, però non era soddisfatto e crea così un governo centrale per risolvere i problemi delle capitanie. Tomé de Sousa è inviato come primo governatore nel 1549, che fonda la capitale Salvador. Dal XVI secolo inizia la schiavitù prima degli indigeni, poi dei popoli africani portati qui.

Varie fasi del periodo coloniale
Nello stesso periodo inizia l’esplorazione del territorio interno, come quelle dei bandeirantes. Le condizioni degli schiavi erano terribili nei campi e nelle miniere d’oro, e la popolazione schiavile non aumentava autonomamente. Molti fuggirono fondando le quilombos. Così gli africani diventano una parte fondamentale del popolo brasiliano, già da prima del termine della schiavitù nel 1888; fondendosi con gli europei. Andando contro il Trattato di Tordesillas e alla bolla papale, altre potenze europee cercano di insediarsi nel territorio brasiliano, come i francesi a Rio de Janeiro dal 1555 al 1567.
Il tentativo di intrusione olandese fu più problematico per il Portogallo, depredando e saccheggiando Bahia e conquistando nel Salvador dal 1630 al 1654. Fondano inoltre la Nuova Olanda nel Nordeste. La presenza del governatore Maurizio di Nassau a Recife, però, fa sentire costantemente assediati gli olandesi, che dopo varie guerre, nel 1661 si ritirano. Sia francesi che olandesi lasciarono poche tracce culturali ed etniche nel territorio durante la storia in breve del Brasile nel riassunto.

Il Regno del Brasile
Durante la storia del paese, nel nuovo mondo, con l’impero messicano, era uno dei pochi paesi con un vero stato monarchico, durato per 90 anni circa. Rio de Janeiro dal 1808 al 1821 è stata capitale del grande Impero Portoghese, esteso tra Asia, Africa ed Europa. Il regno del Brasile dura dal 1815 al 1822, nazione di Regno Unito di Portogallo, Brasile e Algarves.
La sua breve durata fu causata dai problemi e contrasti tra Brasile e Portogallo, portando così alla nascita dell’Impero del Brasile nel 1822. La Corona portoghese nel 1808 si rifugia, scortata dai britannici, in Brasile, a Rio de Janeiro per sfuggire dalle truppe napoleoniche. Il re portoghese governò da lì, fino al ritorno in Portogallo per via dei contrasti.

Il Regno Unito di Portogallo, Brasile e Algarves
Territorio costituito da Brasile, Portogallo e Algarves durante la storia in breve del Brasile durante il riassunto, questo Regno Unito è creato quando Giovanni di Braganza, reggente portoghese in seguito alla malattia di Maria I, sposta la corte nella colonia durante le guerre napoleoniche. La colonia è così elevata a regno, unendolo con gli altri con la legge del 1815 durante il Congresso di Vienna. Lo status venne definito nel 1825, con il trattato di Rio de Janeiro; terminando così la Guerra d’Indipendenza.
L’Indipendenza
Parlando dell’indipendenza del paese, ci riferiamo al processo di rottura con il Portogallo, dal 1821 al 1825. La contrapposizione tra le parti fu violenta nel Regno Unito di Portogallo, Brasile e Algarves. Nel 1820 la Cortes Gerais e Extraordinárias da Nação Portuguesa, con la rivoluzione liberale, decise dal 1821 di ridurre lo stato di Brasile, riportandolo alla condizione di colonia. Lo spostamento della corte portoghese in Brasile, però, insedia il Tribunal de Justiça a Rio de Janeiro, trasformando anche la politica del paese. Viene eletto così nel 1815 un principe reggente e il paese diventa un Regno. Con la Rivoluzione del 1820, la famiglia reale torna a Lisbona.
Dom João, prima però, incarica il figlio Dom Pedro de Alcântara de Bragança come principe reggente. Sebbene fedele al padre, la volontà di rimpatriarlo delle cortes, riportando il Brasile a una colonia, la portano alla ribellione. La data ufficiale dell’indipendenza, è il 7 settembre 1822. Quando avviene il Grito do Ipiranga, sulle rive del fiume Ipiranga, dove oggi sorge San Paolo. Qui il 12 ottobre 1822 il principe prende il nome di Dom Pedro I, diventando imperatore. L’incoronazione avviene il 1 dicembre 1822 e, durante la storia nel riassunto del Brasile, diventa un Impero.

L’Impero del Brasile
A Recife, nel 1824, l’esercito dell’impero del Brasile attacca le forze confederate. L’evento scatenante della guerra d’indipendenza è l’espulsione da Pernambuco dei portoghesi e la fondazione dell’Exército Brasileiro. Prima composto solo da mercenari, coloniali portoghesi e civili. Da qui inizia il movimento rivoluzionario della Confederazione dell’Equatore, che voleva formare un governo repubblicano; però duramente represso.
Un conflitto di 3 anni, al cui termine il Portogallo riconosce l’indipendenza e, il 29 agosto 1825, è firmato il Trattato di Rio di Janeiro. In cambio della sovranità, il Brasile doveva riconoscere al Regno del Portogallo un risarcimento e chiudere un trattato commerciale con Regno Unito, che aveva mediato.

Primo Impero e Reggenza
Dal 1822 al 1831 durante la storia in breve nel nostro riassunto, il Brasile raggiunge l’indipendenza, governato da Pietro I. Fino alla sua abdicazione in favore del figlio, Pietro II quando aveva solo cinque anni nel 1831. Un periodo chiamato Primo Impero, caratterizzato da varie lotte per il potere e per strutturare politicamente il paese. Con un’assemblea costituente, nel 1823 si cerca di redigere una costituzione, ma Pietro I la scioglie, impedendo in questo modo che i suoi poteri venissero limitati. Viene emanata così nel 1824 una nuova costituzione, creando il Potere Moderatore. L’imperatore ottiene così il controllo su tutti i poteri dello Stato. Un governo autoritario che durante la storia fu molto criticato.
Nel nord-est scoppia la Confederazione dell’Equatore nel 1824, una rivolta che fu però repressa duramente. Anche Rio Grande do Sul emerge il malcontento, con la guerra dei Farrapos, a cui partecipa anche Giuseppe Garibaldi. Pietro I prova a ristabilire la pace, ma incontra manifestazioni e opposizioni, abdicando così per lasciare la reggenza al figlio. Avendo solo 5 anni, Pietro II è affiancato da José Bonifácio de Andrada e Silva, capo politico influente. Lo scoppio di molte proteste, però, porta ad anticipare la maggiore età del principe, che doveva avvenire nel 1843, nel 1840.
Secondo Impero, Pedro II del Brasile
L’assemblea nazionale, il 23 luglio 1840, dichiara Pietro II del Brasile, maggiorenne e sovrano. Nel 1850 è arginata la minaccia della Confederazione Argentina con un’alleanza tra Uruguay e Brasile, insieme agli argentini contro la dittatura Rosas. L’evento che scatena la Guerra del platino e la caduta della dittatura argentina con la vittoria brasiliana, nel 1852. Nel 1864 il Brasile invade l’Uruguay, iniziando la guerra lampo uruguaiana, terminata dopo un anno. Nello stesso periodo, iniziano tra i missionari gesuiti i movimenti per la liberazione degli schiavi, soprattutto indigeni.
Nel 1815, durante il Congresso di Vienna, è decisa la fine del traffico negriero. Dall’Inghilterra, inoltre, provenivano al Portogallo molte richieste di repressione del traffico dal 1845, usando la Legge Aberdeen; approvata dalla regina Vittoria. Viene approvata dal Parlamento brasiliano nel 1871, firmata dalla Principessa Isabella, reggente al momento. Chiamata Legge 2.040, dichiarava che i figli degli schiavi, dai 21 anni, sarebbero stati liberi. Nel 1888 Isabella firma invece la Legge d’Oro, abolendo definitivamente la schiavitù.

La Repubblica
La storia brasiliana, dal 1889 a oggi, si può riassumere in sei Repubbliche. Un colpo di stato repubblicano militare, nel 1889, guidato da Deodoro da Fonseca, depone Pietro II e instaura la Repubblica degli Stati Uniti del Brasile. Il governo di da Fonseca si presenta come una democrazia di stampo costituzionale, anche se dominavano San Paolo e Minas Gerais. Essendo grandi zone di produzione di latte e caffè, questa fu chiamata anche la Politica del caffellatte. Un periodo della storia in breve del Brasile conosciuto come Vecchia Repubblica.
Questa porta crescita economica grazie all’esportazione, e il caffè diventa una delle risorse più importanti, portando industrializzazione e immigrazione europea. Una Repubblica segnata anche da tensioni sociali e politiche, a causa dell’oligarchia localizzata che teneva il potere. Le contestazioni popolari e l’insoddisfazione dei ceti più poveri porta nel 1930 a una crisi, con la conseguente perdita della fiducia popolare e un nuovo colpo di Stato, deponendo la Vecchia Repubblica a favore di Getúlio Vargas. Un regime centralizzato, che affronta le divisioni interne del paese, aprendo una nuova era nella Brasile Storia: l’era Vargas.

L’Estado Novo
Getúlio Vargas nel 1930 diventa, durante la storia Brasile in breve, presidente di un governo provvisorio. Nomina dei delegati per governare gli stati, creando tensioni nell’élite di San Paolo, che organizza nel 1932 la Rivoluzione Costituzionalista; chiedendo una nuova costituzione. Le forze federali, nonostante il supporto del Mato Grosso e San Paolo, sconfiggono i ribelli e nel 1934 Vargas diventa presidente.
Una situazione politica polarizzata, con destra e sinistra in opposizione con un tentativo di rivoluzione fallita nel 1935. Vargas instaura così un clima di terrore nel 1937 per mantenere il potere, con lo Stato Nuovo: dittatura ispirata al regime fascista. Nella II Guerra Mondiale, il Brasile si allea con gli USA, rompendo il rapporto con l’Asse. Al termine della guerra, il fascismo è caduto e il governo di Vargas è debole. Fu così nel 1945 costretto alle dimissioni, iniziando una fase democratica nella storia brasiliana.

La Repubblica del ’46
Dopo la rinuncia forzata di Vargas, inizia nel 1946 la Repubblica, con la promulgazione di una costituzione democratica. Il generale Dutra diventa presidente, ma Vargas torna al potere nel 1950 fondando Petrobras. A causa delle pressioni politiche, però nel 1954 si suicida nel Palácio do Catete a Rio de Janeiro, e sale al potere Café Filho. Juscelino Kubitschek si succede nel 1955, iniziando il programma 50 anni in 5, basato sul progresso industriale ed economico.
Nel 1960 inaugura Brasilia come nuova capitale. João Goulart nel 1960, dopo la rinuncia di Quadros diventa presidente, in carica fino al 1964; rovesciato dal colpo di stato militare. Il governo di Goulart è segnato dall’inflazione e dalla crisi, con la crescita delle ostilità da parte delle forze armate supportate dall’Operazione Condor. Goulart è deposto così da un colpo di stato e il potere passa a vari presidenti militari, come Médici e Castelo Branco.
Il Regime
Un momento nero per la storia brasiliana, caratterizzato da violenze contro i guerriglieri, censura, violenze e torture. Con l’AI-5 del 1968 sono sospesi alcuni diritti ed è sciolto il Congresso. Sotto la presidenza di Geisel, nel 1974, inizia parzialmente un’apertura alla democrazia, culminata con Figueiredo e l’amnistia per i prigionieri politici e per il multipartitismo, escludendo sempre il partito comunista.
Durante questa dittatura scomparvero e furono uccise circa 500 persone, con oltre 20.000 torturati; ma le vittime furono probabilmente molte di più, senza contare gli indigeni delle tribù amazzoniche che sparirono per sempre. Con le elezioni indirette nel 1984 finisce il regime, con Tancredo Neves come presidente.

La Sesta Repubblica
Nel 1985, nel paese torna la democrazia dopo l’elezione di Neves, che purtroppo morì prima di salire in carica e il suo vice José Sarney prende il posto. Sarney guida il paese con una nuova costituzione nel 1988, instaurando lo stato democratico. Gli anni dopo, la storia brasiliana attraversa vari piani per contenere la crisi economica, come con il Plano Real del ministro Cardoso, che sarà presidente dal 1994 al 2003.
Lula da Silva, leader del Partito dei Lavoratori, sale in carica nel 2003, promuovendo politiche per ridistribuire il reddito e diminuendo le disuguaglianze sociali. Durante la storia brasiliana recente però, questo periodo fu caratterizzato da corruzione e scandali. Nel 2006 è rieletto Lula, seguito nel 2011 da Dilma Rousseff: la prima donna presidente del Brasile, rieletta nel 2014. Nel 2016, però è destituita a causa di un impeachment relativo al bilancio e assume la presidenza il suo vice: Michel Temer. Il candidato di destra Jair Bolsonaro, nel 2018 vince le elezioni e nel 2019 torna la destra al potere.

Il Brasile Oggi
Infine, dopo aver visto insieme il nostro riassunto della sua storia in breve, il Brasile è tra i paesi più influenti e importanti dell’America Latina. Ha una stabilità democratica e affronta comunque varie sfide politiche, economiche e sociali. La Repubblica Federale del Brasile è il paese più vasto del Sud America e il terzo del Continente Americano, dopo USA e Canada. Inoltre, è il settimo stato più popoloso. La maggior parte del suo territorio è tropicale, la foresta Amazzonica copre gran parte del suo territorio.
Ciò lo rende anche uno dei paesi che ospita il maggior numero di specie di animali al mondo. Dopo Salvador e Rio de Janeiro, oggi la sua capitale è Brasilia. Grazie alla storia brasiliana, un viaggio qui rappresenta anche un viaggio nella cultura e tra meravigliosi paesaggi su 8.515.514 km². Una meta che offre numerose esperienze tra le sue attrazioni e luoghi d’interesse. Tra samba, carnevale e calcio, ma anche molto di più! Tra le sue antiche città che ospitano retaggi coloniali, i suoi oltre 70 parchi nazionali, la foresta amazzonica e le cascate dell’Iguazú. Il Brasile non vede l’ora di accogliere i viaggiatori!

Sulle tracce della storia brasiliana
Dalle città coloniali ai popoli indigeni, passando per Salvador de Bahia, Ouro Preto e Paraty, passando per le architetture barocche del Minas Gerais e i luoghi correlati al passato della tratta atlantica degli schiavi, ogni regione racconta un capitolo della formazione di questo Paese. Se desiderate visitare i luoghi più significativi della storia del Brasile, consultate la sezione dedicata ai viaggi organizzati in Brasile di archètravel, dove trovate gli itinerari per scoprire la storia e le diverse culture del Paese.





