La Storia della Cina
La storia della Cina è importante per comprendere in breve una terra affascinante, attraverso il nostro riassunto. Sede di una delle civiltà più antiche della storia, dalle prime dinastie nel II secolo a.C., all’unificazione del paese che crea il Celeste Impero. Tra periodi di decadenza e splendore, sulla rotta della Via della Seta e al comunismo, arrivando alla Repubblica Popolare Cinese. Oggi, la Cina è uno dei paesi più ricchi al mondo di cultura e siti archeologici, oltre che paesaggi incredibili. Andiamo quindi a scoprire insieme la storia cinese grazie al nostro riassunto, comprendendo il paese durante il vostro Viaggio in Cina!
La Storia della Cina
La storia della Cina affonda le radici a oltre 5.000 anni fa, con i primi insediamenti lungo il Fiume Giallo, culla della civiltà cinese. Nel 3000 a.C. nascono le prime dinastie, città e la scrittura. La lunga vicenda storica del paese si divide in quattro grandi fasi: antica, imperiale, repubblicana e comunista. Il periodo imperiale, durato fino al 1911 con l’abdicazione dell’ultimo imperatore Pu Yi, vede il susseguirsi di potenti dinastie e la fondazione di capitali come Luoyang, Xi’an, Nanchino e Pechino. Dopo la proclamazione della Repubblica, la Cina attraversò guerre interne ed esterne, fino alla nascita della Repubblica Popolare Cinese nel 1949, voluta da Mao Zedong. Dal periodo maoista all’apertura verso l’Occidente, la Cina ha avviato una trasformazione economica e sociale senza precedenti, diventando una potenza mondiale. Oggi è un paese moderno che, nella crescita, continua a guardare i valori antichi del confucianesimo…
Le fasi della Storia Cinese
| Periodo | Epoche Storiche |
|---|---|
| Età preistorica | 500 000 anni fa – 2070 a.C. |
| Storia Antica | 2100 a.C. – 256 a.C. |
| Dinastia Qin | 221 – 206 a.C. |
| Dinastia Han | 206 a.C. – 220 d.C. |
| Tre Regni | 220 – 265 |
| Dinastia Jin | 265 – 420 |
| Dinastie del Nord e del Sud | 420 – 589 |
| Dinastia Sui | 581 – 618 |
| Dinastia Tang | 618 – 907 |
| Dinastia Liao | 907 – 1125 |
| Dinastia Song | 960 – 1279 |
| Dinastia Yuan | 1271 – 1368 |
| Dinastia Ming | 1368 – 1644 |
| Dinastia Qing | 1644 – 1911 |
| Repubblica di Cina | 1912 – 1949 |
| Repubblica Popolare Cinese | 1949 – … |
Preistoria cinese
Il riassunto della storia della Cina inizia dal Paleolitico inferiore, oltre un milione di anni fa, come dimostrano i ritrovamenti nelle aree di Xiaochangliang, Xihoudu e Shanxi. Le prime abitazioni risalgono a Lantian e Yuanmou, mentre uno dei reperti più celebri è l’Uomo di Pechino, i cui fossili, datati a 700.000 anni fa, furono rinvenuti a Zhoukoudian. Altri resti si trovano nella grotta di Liuzhou. Durante il Neolitico, 14.000 anni fa, compaiono insediamenti stabili e prime forme di agricoltura. La cultura di Peiligang, diffusa nell’Henan e Xinzheng, rappresenta una delle più antiche testimonianze di comunità agricole. Successivamente la cultura Yangshao, 5000-3000 a.C., sviluppata nella valle del Fiume Giallo, diede vita a villaggi come Banpo, presso Xi’an. Nel Ningxia sono state rinvenute incisioni rupestri, tra i più antichi proto-scritturali cinesi. Con la cultura Longshan, 3000-2000 a.C., nascono le prime città fortificate, come Taosi, e inizia l’allevamento del baco da seta…

Le Dinastie leggendarie
La storia della Cina antica, nel nostro riassunto in breve, è complicata da datare a causa della mancanza di scritti. Come in altri casi, la realtà spesso si unisce alle leggende, definendo la nascita di un popolo. Nei siti di Sanxingdui e Erlitou troviamo reperti dell’età cinese del bronzo. Nelle Memorie di uno storico, di Sima Qian, del II secolo a.C. si parla dei tre augusti e dei cinque imperatori. Re semi-leggendari ed esempi di moralità, come l’Imperatore Giallo Huang Di. Le cariche di governo ereditarie, in questo momento, iniziarono solo durante la dinastia Xia, portandole anche nella Zhou e Shang.

La Dinastia Xia
Dal 2070 al 1600 a.C. prende forma la dinastia Xia, considerata la prima della storia della Cina, a lungo rimasta tra storia e mito. Nascono anche forme statali organizzate, con una società stratificata, lo sviluppo di agricoltura, artigianato e tecniche idrauliche. Il primo dei 17 sovrani fu Yu il Grande, celebre per le opere sulle acque del Fiume Giallo, mentre l’ultimo, Jie, è noto per corruzione e decadenza, venendo detronizzato da Shang Tang. Con lui inizia la dinastia Shang, dal 1600 al 1046 a.C., per lungo tempo tramandata oralmente e avvolta nel mito. Solo dagli anni ’50, grazie agli scavi di Erlitou nello Henan, sono stati rinvenuti reperti e palazzi che ne hanno confermato la storicità. La società Shang era rigidamente gerarchizzata, come dimostrano sepolture e abitazioni, con un’economia agricola alla base e un crescente ruolo di arti e metallurgia.
Storia Antica
Dinastia Shang/Yin e Zhou
La dinastia Shang, dal 1600, è considerata la prima con fonti storiche certe della storia cinese. Successiva alla leggendaria dinastia Xia è stata fondata dal comandante ribelle Shang Tang. Il dominio si estendeva nella parte settentrionale della valle del Fiume Giallo e si basava su agricoltura, allevamento e caccia. Importanti progressi furono la scrittura, la produzione di vasellame e la raffinata lavorazione del bronzo. Le capitali furono diverse, fino a stabilirsi a Yin Xu intorno al 1350 a.C., dando inizio al periodo d’oro e assumendo anche il nome di dinastia Yin. Il governo aveva carattere teocratico, con il sovrano investito di funzioni rituali e religiose. La caduta arriva nel 1046 a.C., con la battaglia di Muye, quando il re Wu fondò la dinastia Zhou. Introduce inoltre il concetto di Mandato Celeste, legittimando il potere imperiale e vedendo fiorire la filosofia di Laozi e Confucio.

Epoca delle primavere e degli autunni
Dal 770 al 454 a.C. inizia il periodo delle primavere e degli autunni. Questo poetico nome è dovuto alle cronache degli Annali di Confucio, che raccontano lo stato di Lu. Periodo iniziato quando i capi dell’esercito Zhou iniziano guerre interne per l’egemonia, arrivando all’invasione di popoli provenienti da nord-ovest, come i barbari di Quanrong. Gli Zhou si spostarono a est, a Luoyang, dando inizio alla seconda dinastia. Da questo periodo nascono 7 stati principali in lotta perenne. Gli wang, cioè i loro principi, avevano il potere, ma servivano la dinastia. Fu un periodo fiorente per la storia cinese, a livello filosofico e politico, vedendo nascere le Cento scuole di pensiero.

I regni combattenti
Dal 475 al 221 a.C. inizia il periodo di Zhan Guo. In questo periodo i diversi stati combattevano tra di loro per la supremazia sul territorio, vedendo la vittoria del Regno di Qin. Per ottenerla, ci furono violenti scontri, inganni, omicidi e diplomazia. L’unificazione arrivò con l’ascesa di Ying Zheng al trono nel 247 a.C., prendendo il nome di Qin Shihuangdi, mitico sovrano. In questo periodo della storia cinese si sviluppa la lavorazione delle armi con il ferro, mentre la sua influenza arrivò fino all’odierno Sichuan e Zhejiang.
La storia della Cina Imperiale
Grazie alle sue doti, Ying Zheng riesce a sconfiggere gli altri regni, realizzando l’unificazione. Diventa Qin Shi Huang Di, il primo imperatore, e inizia la dinastia Qin, usando un termine che prima indicava i grandi imperatori durante l’antichità. Così, il re si pone al loro livello, legittimandosi. Inizia una serie di riforme, consigliato dal primo ministro Li Si. Esautorata l’aristocrazia, i nobili si spostarono a Xianyang, i territori divisi in distretti e governatorati a loro volta. Inoltre, unificò le misure, monete e scrittura, aiutando la comunicazione tra i popoli e costruì circa 6000 km di strade.

La dinastia Qin
La dinastia Qin, dal 221 a.C., segna la nascita del primo impero della storia cinese sotto Shi Huang Di, che unifica regni. Rafforza i confini a nord, iniziando la Grande Muraglia, unendo tratti preesistenti. La sua politica è segnata da durezza e controllo: introduce la responsabilità collettiva, obbliga i contadini a lavori forzati e a bruciare testi antichi, salvando quelli scientifici. Nonostante le grandi opere, la repressione e il peso fiscale alimentarono malcontento. Alla morte di Shi Huang Di, nel 210 a.C., la corte precipita in intrighi: il cancelliere Li Si fu eliminato da Zhao Gao, l’erede si suicidò e il nuovo imperatore, Er Shi Huang Di, venne presto assassinato. Nel 209 a.C. esplodono rivolte popolari che culminarono con Xiang Yu, che nel 206 a.C. depose l’imperatore Ziying, ponendo fine ai Qin e aprendo la via alla dinastia Han…

Le Dinastie Han
La dinastia Han, dal 206 a.C., rappresenta un periodo di espansione e consolidamento per il nostro riassunto della storia della Cina. Fondata dai Liu, vede due fasi: gli Han occidentali, con capitale Chang’an, e gli Han orientali, con capitale Luoyang. Il confucianesimo diventa filosofia ufficiale di Stato, guidando l’amministrazione e l’educazione. Vengono promossi l’agricoltura, il commercio e gli scambi culturali, sviluppando tecniche innovative come la produzione della carta. L’esercito Han estende i confini fino alla pianura del Tarim, garantendo sicurezza sulla Via della Seta, instaurando rapporti tributari con stati vicini, inclusi Corea e Vietnam. Le relazioni diplomatiche comprendono anche matrimoni con principesse cinesi inviate a regni stranieri. Chang’an diventa una delle metropoli più grandi dell’epoca, centro di cultura, arte e scienza. La dinastia lascia un’eredità duratura, influenzando cultura, politica e società cinese, tanto che la popolazione è ancora chiamata Han.

Il Medioevo cinese
Durante la storia medievale cinese, vediamo il periodo dei tre regni. Gli storici lo identificano come il tempo tra la nascita del regno di Wei e la presa del regno Wu nel 280. Questo momento inizia nel 184, dopo l’insurrezione dei turbanti Gialli: il definitivo declino della dinastia Han in seguito alle rivolte contadine. Il medioevo della storia cinese termina nel 589, con l’unificazione sotto la dinastia Sui. Come quello europeo, anche qui vediamo anarchia, guerre interne, economia di sussistenza e fervore buddista. Continua l‘idea imperiale, fino all’arrivo dei barbari e il crollo dell’impero.
I 16 Regni e le dinastie del nord e del sud
La dinastia Jin, dal 265, si divide in due fasi: Jin occidentale (265–316), che unifica la Cina dopo la conquista del regno di Wei da parte dei Sima e successivamente del regno Wu, e Jin orientale (317–420), che governa il sud con capitale a Jiankang; oggi Nanchino. Nonostante l’unificazione iniziale, il regno fu minacciato dai popoli nomadi del nord, causando il collasso della dinastia occidentale e l’esodo di molte popolazioni verso sud. Questo porta alla frammentazione della Cina settentrionale in 16 regni governati in gran parte da non cinesi tra il 304 e il 439. Nel nord, i Tuoba fondarono la dinastia Wei nel 440, iniziando un nuovo periodo di consolidamento. Al sud, dopo la caduta dei Jin orientali nel 420, emersero le Quattro Dinastie meridionali: Chen, Song, Qi e Liang, con corte a Jiankang. Mantenendo viva la tradizione culturale nella storia cinese nonostante la divisione.

La dinastia Sui e Tang
Dopo la caduta della dinastia Wei nel 534, il nord della Cina rimase frammentato fino all’ascesa di Yang Jian, fondatore della dinastia Sui. Riesce nel riassunto della storia della Cina a unificare ancora l’impero e a spostare il centro politico a nord. Suo figlio, Yangdi, pur realizzando grandi opere, come il Canale Imperiale, che collegava la valle del Fiume Giallo con quella dello Yangzi, si rivela inetto. Le disastrose campagne militari in Corea, l’oppressione fiscale e le rivolte interne portarono al suo assassinio nel 618. Seguì l’ascesa della dinastia Tang, fondata da Li Yuan, che consolida il potere, eliminando gli eredi di Yangdi, e organizzando un efficiente sistema amministrativo ancora alla base della Cina odierna. Sotto Tang, l’impero conosce un periodo di splendore, con grande sviluppo della letteratura, come le celebri Trecento poesie Tang, e consolida le strutture statali e territoriali, che segnano un’epoca d’oro nella storia cinese.

La prima Imperatrice
Durante il riassunto della storia della Cina, Wu Zetian, una concubina, fonda nel 690 la dinastia Zhou: diventando così l’unica donna imperatrice. Spietata e abile, estende l’impero fino alla Grande Muraglia e in Asia Centrale, rafforzando la Via della Seta e i commerci con India, Persia e Mediterraneo. Sposta la capitale a Luòyáng e riforma la burocrazia, ma i confuciani osteggiano la fede buddhista, e nel 705 è costretta ad abdicare a favore di Xuanzong. Questo sposta la capitale a Cháng’ān e affida l’esercito a etnie periferiche per prevenire colpi di stato. Ma, nel 755, il generale turco-sogdiano An Lushan inizia la rivolta, indebolendo l’aristocrazia e favorendo i mercenari. Le tensioni, unite a pressioni fiscali, calamità naturali e guerre contro tibetani e sud della Cina, portarono il declino del potere Tang. Nel 907, dopo le rivolte, la dinastia Tang crolla, segnando la fine di un’epoca.

La Dinastia Song
Con il crollo del regno Tang, inizia nel 960 la dinastia Song: piccolo impero tra i regni dei Liao e dei Xixia. Nel 1126 Kāifēng, la capitale Song, è presa dai jurchen, prima alleati. La capitale è spostata a Hángzhōu, iniziando il periodo dei Song meridionali. Intanto, i jurchen fondarono il regno Jin, con capitale vicino a Pechino, inoltre pretendono pagamenti in tributi vari. La dinastia Song è ricordata come un periodo di progressi matematici, archeologici e medici. Nel mentre, fiorisce la calligrafia e l’arte, come la filosofia e la risicoltura nel VIII secolo. Nasce l’industria tipografica e quella della polvere da sparo, intensificando i commerci con Giappone e sud-est asiatico. A Hángzhōu nasce la vita notturna, dopo aver revocato il coprifuoco, diventando una città nota, ancora, per lo splendore. Emerge l’élite di burocrati, ceto all’apice fino al XIX secolo.

L’arrivo di Gengis Khan e il Khanato mongolo
Durante la storia cinese, mentre la dinastia Song fiorisce e i letterati approfondiscono i codici morali, dalla Mongolia emerge Gengis Khan. Vendica la morte del padre e, nel 1206, diventa capo tribù e inizia l’espansione. Nel 1213 apre una breccia nella Muraglia, nel 1215 conquista Pechino e sconfigge il regno Xixia e la dinastia Jin. La marcia si estende verso Russia, Ucraina, Corea, Vietnam e Persia, creando l’Impero Mongolo: il più vasto mai esistito fino allora. Nel 1234 cade il regno Jin e nel 1279 i Song; il nipote, Kublai Khan, fonda la dinastia Yuan, con capitale Khanbalig: Pechino. I Mongoli dominarono, favorendo commerci e missionari europei, come Marco Polo. Nel XIV secolo iniziarono rivolte interne, tra cui la società dei Turbanti Rossi, che portarono Zhu Yuanzhang a fondare la dinastia Ming nel 1368, segnando la fine del dominio mongolo.

La dinastia Ming
Durante il riassunto della storia della Cina, Zhu Yuanzhang, fondatore della dinastia Ming, è un leader spietato, ricordato come despota. La capitale inizialmente fu Nánjīng, mentre nel XV secolo è trasferita a Běijīng. L’imperatore Yongle avvia la costruzione della Città Proibita e promuove una politica espansionistica oltremare, con grandi spedizioni guidate dall’eunuco Zheng He. Raggiunge Aden e fonda ambasciate in Egitto. Nel 1439, i Mongoli invadono l’impero, imprigionando l’imperatore e spingendo i sovrani successivi a rafforzare i confini ed estendere la Grande Muraglia. Tuttavia, le coste sono vulnerabili e nel XVI secolo gli attacchi dei pirati aumentano. Contemporaneamente, europei come i portoghesi si stabilirono a Macao nel 1557 e missionari come Matteo Ricci entrano a corte. Grazie ai contatti con il Nuovo Mondo e alle importazioni di nuovi prodotti, il commercio diventa l’attività economica principale dell’impero.

Il declino Ming
Verso la fine della dinastia Ming, il potere degli eunuchi, come Wei Zhongxian, indebolisce il governo, promuovendo il culto della propria persona. La mancanza di un leader, insieme a carestie, genera rivolte. I Manciù rafforzano lo stato militare, tentano invasioni, senza superare la Muraglia. Nel 1644, la capitale cade per mano del contadino Li Zicheng, poi cacciato, aprendo la strada alla dinastia Qing. Nel XIX secolo, la storia cinese affronta crisi: nel 1851 Hong Xiuquan fonda il Regno Celeste della Grande Pace, scatenando una rivolta civile repressa nel 1864 con l’aiuto britannico. Questo periodo coincide con le guerre dell’oppio, che vedono la Cina sconfitta dal Regno Unito e costretta ai trattati commerciali che permettono l’importazione di oppio. L’orgoglio nazionale è ferito, aumentando sentimenti xenofobi e nazionalisti. Per contrastare il colonialismo, nascono organizzazioni e scuole di Kung Fu, culminando nella Ribellione dei Boxer nel 1899.

La Dinastia Qing
La dinastia Qing, chiamata anche Manciù-Qing, nasce in Manciuria e si espande conquistando la Cina e territori dell’Asia interna. Nel 1644 prende Pechino, unificando il paese nella storia cinese e governa fino al 1912. Fondata nel 1616 come dinastia Jin Posteriore, fu l’ultima dinastia cinese, caduta con la Rivoluzione Xinhai, che segna la nascita della Repubblica nel nostro riassunto della storia della Cina. Alcuni territori, come Taiwan e la Mongolia, passarono sotto varie signorie e poi sotto il controllo giapponese. Il Grande Qing diventa l’impero più vasto della storia cinese, superando i Tang e il quinto più ampio al mondo, oltre che il più popoloso al tempo. Dopo la morte dell’imperatore Guangxu nel 1908, il trono passa al piccolo Zaifeng, causando critiche. Nel 1911 la rivoluzione Xinhai pone fine al Celeste Impero, chiudendo la millenaria storia imperiale della Cina.

La Repubblica di Cina
Con la deposizione dell’imperatore Pu Yi nel 1912, nasce la Repubblica di Cina, comprendente circa l’80% del territorio dell’ex Grande Qing. La repubblica è proclamata il 1º gennaio 1912, con Sun Yat-sen come presidente provvisorio. Poco dopo, per evitare conflitti, cede il potere al generale del nord Yuan Shikai, che aveva deposto l’imperatore. Dopo la caduta della monarchia, territori come Xinjiang, Tibet e Mongolia dichiararono l’autonomia. Lo stesso anno è fondato il partito nazionalista Kuomintang, sciolto poi da Shikai, che nel 1915 tenta di instaurare un impero personale. Sconfitto dai repubblicani nel 1916, la Cina cade nell’anarchia, divisa dai signori della guerra. Nel 1915 il Giappone impose le 21 richieste, provocando una reazione nazionale. Da questo nasce il Movimento di Nuova Cultura, guidato da Chen Duxiu, che promuoveva democrazia e riforma culturale. Nel 1921, a Shanghai, è fondato il Partito Comunista Cinese, con Chen come primo segretario.

Le basi Rosse
Negli anni ’20 e ’30, il Guomindang è riorganizzato come partito di massa seguendo il modello sovietico, dando vita all’epoca delle basi rosse. Nelle aree liberate sono introdotte riforme radicali, come distribuzione delle terre, parità di diritti tra i sessi, repressione dell’usura, della corruzione e del brigantaggio. In questo contesto emerge Mao Zedong, che nel 1931 fonda la Repubblica Sovietica Cinese, basata sul controllo delle aree rurali e la creazione di un proprio sistema giudiziario e amministrativo. Il potere è distribuito principalmente alla classe contadina, agli operai e all’Armata Rossa Cinese, esercitando il principio della dittatura del proletariato. Questa esperienza consolida le strategie politiche e militari del Partito Comunista, rafforzando Mao come leader centrale e preparando il terreno per la futura rivoluzione che avrebbe trasformato il paese in stato socialista.
Il decennio di Nanchino e le guerre sino-giapponesi
Nel 1925, alla morte di Sun Yat-sen, emerge Chiang Kai-shek, guidando la marcia al nord per unificare la Cina. Elimina i signori della guerra e reprime elementi comunisti. Nel 1927 costringe i comunisti alla clandestinità, iniziando una guerra civile fino al 1950: il decennio di Nanchino. L’espansionismo giapponese provoca l’invasione di Shanghai e della Manciuria, iniziando la guerra sino-giapponese. Intanto, Mao Zedong e i comunisti fondano la Repubblica Sovietica Cinese nel sud, iniziando la Lunga Marcia per sfuggire all’esercito. Nel 1936, a Xi’an, Chiang negozia con i comunisti, formando un fronte unito contro il Giappone. Dopo la II Guerra Mondiale e la sconfitta dell’Asse, la Cina ottiene un seggio all’ONU. La guerra civile riprese tra 1946 e 1949, con i comunisti al nord e i nazionalisti al sud, fino alla fuga di Chiang a Formosa e alla fondazione della Repubblica Popolare Cinese.

La Repubblica Popolare Cinese
Nel 1949, dopo la vittoria di Mao Zedong sui nazionalisti di Chiang Kai-shek, nasce la Repubblica Popolare Cinese, annunciata da Mao a Pechino, di fronte al monumento di Tiananmen. La nuova Cina socialista si allinea al blocco comunista guidato dall’Unione Sovietica. Nel 1950, con lo scoppio della guerra di Corea, Mao invia truppe a sostegno della Corea del Nord, affermando l’impegno del paese nel comunismo internazionale. Parallelamente, è attuata la riforma agraria, eliminando i proprietari terrieri e ridando le terre ai contadini, completata nel 1953. La tradizionale agricoltura è sostituita da industrie pesanti, collettivismo socialista e proprietà statale. Le imprese private sono nazionalizzate, e la corruzione interna aumenta. Tra il 1951 e il 1952 si registrano suicidi tra imprenditori, mentre la Campagna per la soppressione dei controrivoluzionari e il Movimento Sufan perseguitano oppositori, consolidando il controllo del Partito Comunista e segnando l’inizio di repressione e trasformazioni sociali radicali.
La visione di Mao Zedong
Nel 1956, Mao Zedong lancia la Campagna dei Cento Fiori, invitando intellettuali a esprimere critiche e proposte per il progresso dello stato socialista. Tuttavia, le critiche portarono alla Campagna contro la destra, durante la quale molti intellettuali furono inviati ai lavori forzati, consolidando il monopartitismo nel riassunto della storia della Cina. Nel 1958 Mao si distacca dall’influenza sovietica, avviando la collettivizzazione agricola e programmi per incrementare l’industria. Queste politiche falliscono, provocando la grande carestia nella storia cinese; la più grave del paese. Scoppiano rivolte popolari, come l’incidente Xunhua nel Qinghai, e nel 1959 la rivolta di Lhasa, con oltre 90.000 morti; il 14° Dalai Lama fugge in India, fondando un governo in esilio. Nel 1962, di fronte alle critiche delle politiche, Mao si ritira dalla guida quotidiana, cedendo il potere a Liu Shaoqi e Deng Xiaoping, che introducono riforme, viste da Mao come una minaccia al socialismo.

La rivoluzione culturale
Negli anni ’60, come si legge nel nostro riassunto della storia della Cina, il paese attraversa un periodo d’instabilità politica e ideologica, segnato dal conflitto tra destra e sinistra all’interno del Partito Comunista, in particolare tra Mao Zedong e Lin Biao. Nel 1961 è avviato il movimento di educazione socialista, con scarso impatto. Nel 1966 Mao lanciò la Rivoluzione Culturale, affidata a Chen Boda, coinvolgendo i giovani nell’indottrinamento politico, sfociando in episodi di fanatismo, persecuzioni, violenze e conflitti, con gravi conseguenze. Il 1971 segna una nuova crisi interna, Lin Biao e alcuni collaboratori muoiono in un incidente in Mongolia. Nonostante le tensioni, la Cina sviluppa importanti progressi tecnologici e militari, realizzando missili nucleari, la prima bomba atomica e a idrogeno e un satellite. La morte di Mao nel 1976 segna la fine della Rivoluzione Culturale, lasciando un’eredità di traumi, persecuzioni e vittime: uno dei periodi più tragici della storia cinese.
La Transizione di Deng
Dopo la morte di Mao nel 1976, Hua Guofeng diventa leader nel riassunto della storia della Cina, arrestando la Banda dei Quattro e terminando la Rivoluzione Culturale. Continuando le politiche maoiste, nel 1977 reintegra Deng Xiaoping, che lo sostituisce come guida. Fu introdotto il Boluan Fanzheng per eliminare l’ideologia radicale, ripristinando l’esame di ammissione. Nel 1981 la Rivoluzione Culturale è formalmente condannata e le viene attribuita la responsabilità dei disastri al regime. Dal 1978, con le riforme e apertura, Deng inizia una nuova era economica, basata sui Quattro principi cardinali. Emula modelli di crescita stranieri, investimenti esteri e abolisce le comuni popolari. Città come Shenzhen diventano centri tecnologici, con la nascita di aziende come Huawei e ZTE. Introduce il Programma 863 per l’istruzione obbligatoria e la controversa politica del Figlio Unico, contro la crisi demografica, segnando una trasformazione profonda della società e dell’economia nella storia cinese.

La terza generazione e Jiang Zemin
Nel 1989 avvenne il massacro di piazza Tienanmen, evento cardine del nostro riassunto della storia della Cina. Deng passa il potere alla terza generazione di leader, a capo Jiang Zemin. Nel 1992 Deng inizia il famoso tour del Sud; un punto fondamentale nella storia cinese. Riesce a salvare l’economia della Cina e la borsa, preservando la società. Li Peng, conservatore, è il primo premier fino al 1998, sostituito dal riformista Zhu Rongji. Negli anni ’90, in seguito alle riforme di mercato, ci fu una forte crescita, anche di consumi elettrici, aumentando l’inquinamento ambientale: un serio problema. Deng Xiaoping si ritira dalla vita politica nel 1992 e muore nel 1997. Hong Kong nello stesso anno torna alla Cina e Macao nel 1999. Nel 2001 è fondata Organizzazione per la cooperazione di Shanghai.
La quarta generazione
A Jiang Zemin, nel Partito Comunista Cinese, succede Hu Jintao nel 2002, diventando l’anno dopo presidente della Repubblica Popolare. L’economia in questo periodo, come si legge nel riassunto della storia della Cina, cresce rapidamente, superando il Giappone al 2° posto nell’economia mondiale. Ci sono molti progressi e scoperte scientifiche, soprattutto grazie al Programma 863, arrivando ai successi spaziali nel 2003. La Cina è il 3° paese al mondo a mandare un astronauta nello spazio. Nel 2012 Mo Yan fu il primo cinese a vincere il Premio Nobel per la letteratura. A Pechino nel 2008 si sono tenute le Olimpiadi e, nel 2010, a Shanghai l’Expo Mondiale. Hu Jintao e il Partito crearono il Partito dei 50 centesimi, influenzando le opinioni online a favore del governo.

La quinta generazione e Xi Jinping
Nel 2012, durante la storia cinese recente, Xi Jinping diventa segretario generale e nel 2013 presidente. Dopo l’entrata in carica, insieme ai suoi alleati inizia campagne anticorruzione verso i rivali. Nel 2018 eliminò alcuni emendamenti, tra cui il limite di mandato presidenziale, innescando la paura che potesse governare per tutta la vita. In questo periodo vennero completati e iniziati molti progetti importanti, tra cui il Ponte Hong Kong-Zhuhai-Macao. Xi Jinping consolidò il suo potere nazionale, abbandonando la diplomazia per essere visto come un uomo forte a livello globale e lanciando una Nuova Via della Seta.
La Cina Oggi
Oggi la Cina è una potenza globale con il Partito Comunista al governo. La leadership attuale ha trasformato la passività storica in una strategia di rivendicazione nelle dispute territoriali, come quella su Taiwan. Dal 2018 la Cina e gli USA sono le principali potenze economiche, spesso in tensione. La Repubblica Popolare Cinese è il 2° Stato più popoloso al mondo, con capitale Pechino: 22 province, 5 regioni autonome, 4 municipalità e 2 regioni speciali: Hong Kong e Macao. Grazie alla millenaria storia, la Cina ha influenzato la civiltà mondiale. Oggi è una meta ambita per i viaggiatori, grazie ai suoi tesori architettonici, monumenti storici, siti archeologici e paesaggi diversificati. La cultura cinese, con la sua cucina tra le più apprezzate al mondo, offre esperienze uniche in un Paese vasto, affascinante e ricco di storia, arte e tradizioni…

Sulle tracce della storia della Cina
Dalla Città Proibita di Pechino alla Grande Muraglia, passando per l’Esercito di Terracotta di Xi’an, le grotte buddhiste di Datong e Luoyang e le antiche città lungo la Via della Seta, la Cina conserva le tracce di oltre 2000 anni di dinastie, commerci e scambi culturali. Se desiderate visitare i luoghi più significativi della storia della Cina, potete dare un’occhiata alla pagina dedicata ai viaggi organizzati in Cina di archètravel, dove trovate tutti gli itinerari per conoscere le diverse epoche e culture che hanno plasmato il Paese.





