Guida alla visita dei Colossi di Memnone in Egitto
I Colossi di Memnone, nella città di Luxor, sono due enormi statue gemelle. Conosciute anche con il nome di es-Salamat, queste statue rappresentano il faraone Amenhotep III e sono collocate di fronte al suo tempio funerario, oggi in rovina. Costruite intorno al 1350 a.C. queste costruzioni identiche sono tra le più importanti che possiamo trovare nel sito archeologico di Luxor, un tempo conosciuta come Tebe, capitale dell’Antico Regno egizio. Attorniate da un alone di storia e magia, fin dal passato hanno incuriosito gli egittologi e i curiosi che all’alba le sentivano “cantare“. In questa guida, scopriremo le caratteristiche di ogni colosso di Memnone, statue da non perdere durante il vostro Viaggio in Egitto, approfondendo la ricca storia di questo Paese.
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- I Colossi di Memnone: le Info Utili
- Dove si trovano i Colossi di Memnone
- Storia in breve dei Colossi di Memnone
- La Pianta dei Colossi di Memnone
- Le caratteristiche dei Colossi di Memnone
- Cosa vedere dei Colossi di Memnone
- Visita ai Colossi di Memnone, FAQ
- I Colossi di Memnone: il video di archètravel On Tour
- Consigli per la visita ai Colossi di Memnone in Egitto
- Come visitare i Colossi di Memnone con i nostri tour
I Colossi di Memnone: le Info Utili
| Indirizzo | Thebes, Al Qarnah, Al Qarna, Luxor Governorate 1341703, Egitto |
|---|---|
| Come arrivare | In auto: da Luxor è possibile raggiungere i Colossi in 35 min, in direzione Assuan. Inoltre, è possibile raggiungere il sito grazie a una crociera sul Nilo, prima di giungere alla Valle dei Re. |
| Orari di Apertura | Dal lunedì al sabato: dalle 06.00 alle 17.00 Domenica dalle 06.00 alle 18.00 |
| Prezzo | Gratis |
| Consiglio | Visitare il sito dei Colossi insieme a Luxor, attraverso una crociera sul Nilo e giungendo fino alla Valle dei Re. |
Dove si trovano i Colossi di Memnone
Le statue gemelle dei Colossi di Memnone si trovano sulle rive del Nilo, dal lato occidentale, proprio di fronte alla città di Luxor. Sono collocati davanti al tempio funerario di Amenhotep III, oggi in rovina, che rappresentava uno dei più importanti templi di quella che in passato era la necropoli di Tebe, antica capitale. Queste massicce statue di pietra erano già conosciute durante il periodo greco e romano, nonché dai primi egittologi che visitarono questo sito. Attraversando il Nilo, il sito dista da Luxor solo 6 km circa. Inoltre percorrendo la Kings Valley da qui è invece possibile raggiungere in pochi minuti la Valle dei Re e delle Regine durante il vostro tour in Egitto.
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Storia in breve dei Colossi di Memnone
La costruzione dei Colossi
Gigantesche statue con oltre 3.400 anni di storia, i colossi di Memnone sono mastodontiche costruzioni gemelle che rappresentano il faraone Amenhotep III seduto sul trono. La loro posizione rivolta a est non è casuale, infatti guardano direttamente il Nilo dalla parte in cui sorge il sole. Sulla parte posteriore e da entrambi i lati di ambedue le sculture sono incise varie figure, come quella della regina consorte e della madre del faraone. Inoltre vennero incise anche le figure di varie divinità del culto, come quella del dio Hapy, simbolo del Nilo e dell’abbondanza che esso rappresentava. Per la costruzione di questi colossi è stata utilizzata la quarzite, pietra proveniente dalle cave di Giza. Questo materiale, poco resistente, non ha tuttavia permesso la loro conservazione ottimale.
In origine il loro scopo era quello di proteggere il tempio funerario di Amenhotep III, costruito per volere stesso del faraone. Questo tempio aveva la funzione di venerare il sovrano anche in seguito alla sua morte, elevandolo a divinità. In passato questo complesso templare era uno dei più importanti di tutto l’Egitto e occupava oltre 35 ettari di terreno. Superava infatti in dimensioni anche il complesso templare di Karnak e il Ramesseum.
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Il significato del loro nome
Tra storia egiziana e leggenda, Memnone era un semidio, figlio di Tritone e di Eos, l’aurora. Regnò sulla Persia e l’Etiopia, schierandosi con i Troiani durante l’omerica guerra. Quando Ettore morì in battaglia, Memnone tornò nella sua terra con un nutrito esercito, composto dai migliori guerrieri assiri, etiopi, indiani e persiani. Le sue armi, narra la leggenda, erano forgiate da Efesto in persona. Il suo più grande errore fu sfidare il Pelide Achille, il che li portò a un lungo e sanguinario scontro che terminò con la decapitazione di Memnone. Così Troia fu perduta e la dea dell’alba pianse così tanto per il figlio che creò la rugiada.
Oggi non è ancora ben chiaro perché ai colossi di Memnone, che rappresentavano il faraone Amenhotep III, venne dato il nome di questo mitico eroe. Molto probabilmente, gli antichi greci e romani che visitarono queste statue in passato pensavano che il loro suono fosse proprio il pianto di Memnone per sua madre. Questo fenomeno, infatti, avveniva proprio all’alba. Ciò diede anche il nome di Memnonium a tutta la necropoli di Tebe. Fu solo nel XIX secolo che lo storico Abney William sentì le popolazioni arabe chiamare i colossi Tama e Shama, ovvero idoli.

Le statue che cantavano
Oltre che rendere i colossi molto sensibili alle calamità atmosferiche e ai vari terremoti che si sono succeduti in questa zona, il materiale di cui sono composti ha anche creato uno strano fenomeno all’interno delle statue. Infatti, fin dall’antichità si pensava che potessero cantare. Anche il filosofo di Atene Filostrato parlò di questo fenomeno così curioso quanto magico. Infatti all’alba era possibile sentire le statue cantare quando il sole toccava una delle due bocche. Quasi sicuramente ciò diede anche il nome alle statue, in quanto vennero ricollegate all’eroe greco Memnone, che salutava sua madre piangendo.
Grazie al fenomeno particolare del suono emanato da queste statue enormi fin dall’antichità furono mete di viaggi e turismo. Anche l’imperatore Adriano nel 130 a.C. si recò in visita dai colossi. Su una delle due statue, inoltre, è possibile leggere i versi in epigrammi della poetessa Balbilla, ispirata da Saffo. Questa usanza particolare di lasciare iscrizioni sui colossi continuò fino al 199 d.C. quando, a causa dei lavori di restauro e di mantenimento delle statue, smisero di emettere il loro suono.

I Colossi di Memnone oggi
Durante l’antichità il sito venne colpito da numerosi terremoti che danneggiarono i due colossi e non solo. Nel 2014, grazie a dei recenti lavori di scavo e restauro nei pressi del tempio, vennero alla luce dei blocchi di quarzite, la stessa pietra di cui sono composti i colossi gemelli. Ciò ha portato gli studiosi a dedurre che i colossi a guardia del tempio funerario del faraone in passato non erano unicamente due. Sicuramente di dimensioni minori, erano infatti presenti altre tre coppie di colossi, alte all’incirca 11 metri. Ancora oggi nell’area si svolgono dei lavori di scavo e conservazione cercando di ristabilire l’antico splendore di questo sito, che nel 1200 a.C. fu praticamente distrutto da un forte terremoto.
Anche se non cantano più i Colossi di Memnone rappresentano delle sculture spettacolari da osservare nei pressi di Luxor. Una tappa fondamentale in Egitto prima di giungere al tempio di Hatshepsut e alla Valle dei Re. Inoltre è possibile raggiungere questo sito grazie a una suggestiva crociera sul Nilo.

La Pianta dei Colossi di Memnone
Per comprendere nel modo migliore la collocazione di ogni colosso di Memnone all’interno del sito archeologico del tempio diAmenhotep III, una pianta può essere molto utile. In questo modo riusciremo a orientarci nel modo migliore durante la visita.

Le caratteristiche dei Colossi di Memnone
Dopo aver osservato la disposizione dei colossi attraverso la pianta, conosciamo più da vicino le loro caratteristiche.
Essendo statue gemelle, le loro caratteristiche sono praticamente identiche. Questi colossi rappresentano infatti il faraone Amenhotep III seduto sul suo trono con le mani sulle ginocchia. Lo sguardo, invece, è simbolicamente rivolto a est, guardando la città di Tebe e il sorgere del sole. Sulla parte anteriore del trono, di fianco alle gambe su entrambi i colossi, è scolpita la figura di Tiye, moglie del faraone, e della madre, Mutemwiya. Sui lati di ogni colosso di Memnone, invece, è presente un bassorilievo che raffigura Hapy, il dio del Nilo e dell’abbondanza.
Entrambi i colossi si presentano molto danneggiati, i volti ad oggi non sono più riconoscibili. Inoltre, del sito in cui sono collocati non rimane molto, anche a causa della sua collocazione in unapiana alluvionale del fiume Nilo. Essa venne infatti colpita da numerose inondazioni, distruggendo il tempio dalle fondamenta. Altri danni furono arrecati dai Faraoni che regnarono successivamente, che smantellarono il tempio e i suoi monumenti per utilizzare il materiale.
Materiale e dimensioni
Il materiale di realizzazione di questi colossi è la quarzite arenaria, estratta dalle cave nei pressi del Cairo, che vennero trasportate nell’allora Tebe per ben 675 km. Sebbene recenti studi, visto anche il peso complessivo delle pietre, ipotizzano che siano invece provenienti dalle cave di Edfu, vicino Assuan.
Calcolando anche le piattaforme di 4 m circa, i colossi di Memnone sono alti complessivamente circa 18 m e hanno un peso ciascuno di 720 tonnellate. La distanza che intercorre tra di loro, invece, è di 15 m circa.
Cosa vedere dei Colossi di Memnone
Il colosso di destra
Il colosso di Memnone di destra ha i lineamenti irriconoscibili e presenta una grande spaccatura nella parte inferiore. La parte superiore, invece, è stata ricostruita con blocchi di pietra differenti, ma sempre di arenaria. Molto probabilmente questa ricostruzione fu voluta da Settimo Severo durante il suo dominio in Egitto. Nel 27 a.C. un terremoto molto probabilmente lo fece crollare al suolo distruggendo la parte del busto. Numerose testimonianze antiche, inoltre, dicono che sia proprio questo il Colosso che cantava all’alba.

Il colosso di sinistra
A differenza del suo gemello di destra, il colosso di Memnone di sinistra è ancora oggi costituito da un solo pezzo di pietra, quello della sua costruzione originale. Pur avendo riportato molti meno danni, la parte superiore è comunque totalmente irriconoscibile ed erosa dagli agenti climatici. In entrambi i colossi, invece, sono ancora oggi visibili alcune delle iscrizioni presenti sul trono e sulla base.

Visita ai Colossi di Memnone, FAQ
La visita ai colossi dura circa 1 ora.
I Colossi sono visitabili dal lunedì al sabato, dalle 06.00 alle 17.00, e la domenica dalle 06.00 alle 18.00.
La visita al sito è gratuita.
Vista la posizione, soprattutto in estate, è consigliato portare un copricapo e dell’acqua.
Si possono raggiungere i Colossi in auto: da Luxor in 35 min, in direzione Assuan.
Inoltre, è possibile raggiungere il sito con una crociera sul Nilo.
Vi consigliamo di visitare il sito dei Colossi insieme a Luxor, attraverso una crociera sul Nilo e giungendo fino alla Valle dei Re e al tempio di Hatshepsut.
I Colossi di Memnone: il video di archètravel On Tour
Per scoprire da vicino i Colossi di Memnone, guarda questo estratto dell’episodio di archètravel On Tour, la spedizione in Egitto di archètravel dedicata a un’esplorazione culturale alla scoperta delle grandi civiltà. In questa tappa della spedizione, il video accompagna alla scoperta dei Colossi di Memnone, tra statue monumentali, memoria faraonica e il fascino di uno dei luoghi più iconici della riva occidentale di Luxor.
Consigli per la visita ai Colossi di Memnone in Egitto
Se volete visitare nel modo migliore i Colossi di Memnone nei pressi di Luxor, vi consigliamo di arrivare al sito del tempio alla mattina evitando in questo modo, specialmente durante la stagione estiva, il caldo torrido. Inoltre, per vivere nel modo migliore il vostro viaggio in Egitto, abbinate alla visita dei colossi la Valle dei Re, la Valle delle Regine e il Tempio di Hatshepsut.
Meglio ancora, visitate questi siti grazie a una suggestiva crociera sul Nilo, per vivere in modo unico i vostri itinerari.
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Come visitare i Colossi di Memnone con i nostri tour
Gran Tour Egitto
Questo itinerario è pensato per chi ama la storia e l’archeologia e desidera esplorare i complessi architettonici più significativi dell’Antico Egitto. Prevede tappe nei principali luoghi simbolo della civiltà faraonica, tra cui Luxor e i suggestivi Colossi di Memnone, testimonianza monumentale di Tebe. È l’opzione migliore per chi vuole veramente approfondire la conoscenza dell’Antico Egitto grazie al suo itinerario molto completo.
Tour Egitto Classico: Crociera sul Nilo + Cairo
Se avete pochi giorni a disposizione, questo itinerario consente di visitare anche i Colossi di Memnone a Luxor, ottimizzando gli spostamenti tra le diverse tappe. Il programma combina la navigazione sul Nilo con la visita ai principali siti del Cairo, offrendo una panoramica dei luoghi più rappresentativi dell’Antico Egitto e un primo approfondimento sulla storia del Paese.





