Djoser: vita, opere e misteri del faraone d’Egitto
Chi era davvero il Faraone Djoser e qual è la sua storia in quella dell’Egitto? In questo articolo, vi portiamo ad approfondire la figura di uno dei più famosi e importanti faraoni egizi della III dinastia, esplorandone la vita, la morte, la sua tomba e le opere. Ritenuto il committente della Piramide a gradoni a Saqqara, dispose anche spedizioni militari nella penisola del Sinai. Un viaggio tra storia, misteri e luoghi da visitare per seguire le sue tracce, lasciandovi magari ispirare per il vostro prossimo viaggio in Egitto, ripercorrendo le orme dei grandi sovrani del passato.
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Il Faraone Djoser in breve
| Categoria | Dettagli |
|---|---|
| Nome | Djoser (anche Zoser o Netjerikhet) |
| Dinastia | III Dinastia |
| Epoca | Antico Regno |
| Nascita | ca. 2670 a.C. |
| Morte | ca. 2640 a.C. |
| Periodo di Regno | ca. 2667–2648 a.C. (circa 19 anni) |
| Predecessore | Sanakhte (probabilmente) |
| Successore | Sekhemkhet |
| Relazioni Familiari | Padre: Khasekhemwy (forse) Madre: Nimaathap Consorte: Hetephernebti |
| Fatti salienti | Consolidò il potere centrale in Egitto Promosse riforme amministrative e religiose Commissionò la prima piramide a gradoni della storia |
| Opere costruite | Complesso funerario di Saqqara con la Piramide a gradoni Templi e cappelle nel recinto funerario Strutture rituali per il culto del faraone divinizzato |
| Luogo di Sepoltura | Saqqara, complesso funerario di Djoser |
| Scoperta della tomba | Jacques de Morgan e Cecil Firth (inizio XX secolo) |
| Curiosità | La Piramide di Djoser è considerata il prototipo delle piramidi successive L’architetto fu Imhotep, venerato come dio della saggezza e della medicina |
| Viaggio per scoprirlo | Crociera sul Nilo + Cairo |

Chi era Djoser
Origini e famiglia
Le origini del faraone Djoser, chiamato anche nelle iscrizioni Netjerykhet, cioè divino nel corpo, fu il fondatore della III dinastia e uno dei grandi faraoni dell’Antico Regno. Ricordato per la celebre statua in calcare, oggi al Museo Egizio del Cairo, fu probabilmente figlio di Khasekhemui e della regina Nimaathap. Ereditò un regno prospero e stabile, con la sposa principale, Hetephernebti, identificata in varie steli nel recinto della sua piramide a gradoni di Saqqara. Ebbe una figlia, Inetkaues, ed è possibile anche un’altra consorte, sempre della famiglia reale. Il successore fu invece Sekhemkhet probabilmente.
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Ascesa al trono
L’ascesa al trono del faraone Djoser in Egitto segna il passaggio, nel 2667 a.C., dalla II alla III dinastia, iniziando anche l’Antico Regno. Eredita il potere in un periodo anche di consolidamento dell’Egitto unificato e riorganizzazione politica. Molti reperti archeologici, come sigilli ad Abido nella tomba di Khasekhemui, indicano che Djoser presiedette riti funebri del padre, confermando la successione. La sua fu un’era di centralizzazione e di splendore a livello architettonico, costruendo la sua piramide a gradoni nella necropoli di Saqqara. La sua ascesa segna dunque l’inizio dello splendore faraonico più visibile, creando le fondamenta per le successive dinastie.
Contesto storico e religioso
Dopo le incertezze della II dinastia, il regno del faraone Djoser per l’Antico Egitto fu un periodo di rinascita culturale e politica. In un regno ormai unificato e governato da un forte potere centrale, il faraone era l’incarnazione terrena della divinità. Djoser rafforza anche questa concezione, assumendo il titolo di Netjerykhet, cioè Divino nel corpo. A livello religioso, promuove il culto solare e del dio delle arti e della creazione, Ptah: di cui l’architetto Imhotep era sacerdote. La sua piramide a gradoni, inoltre, era un simbolo ed espressione della divinizzazione del sovrano e del legame con il divino.
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Le opere del Faraone Djoser
Progetti edilizi e restauri
In Egitto sotto il regno del faraone Djoser fiorisce un’intensa attività edilizia, che muta radicalmente l’architettura. Il progetto più celebre è senza dubbio la piramide a gradoni di Saqqara. La prima monumentale costruzione in pietra della storia, ideata dal visir Imhotep. Il complesso funerario vedeva anche cortili e templi, simboli dell’ascesa verso il divino del sovrano. Djoser promuove anche restauri e opere religiose, come i santuari di Hierakonpolis ed Elefantina, dove fa rinnovare templi e consolida così il potere. Innovazioni simboliche e tecniche che mutano l’aspetto architettonico egizio, mettendo le basi per le grandi piramidi delle successive dinastie, come quelle della Necropoli di Giza.
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Stile artistico del regno
Lo stile artistico del regno del faraone Djoser segna un momento decisivo per l’Antico Egitto. Si passa infatti da forme arcaiche della II dinastia a linguaggi più simbolici e monumentali. L’arte è uno strumento di celebrazione per il potere divino e faraonico, usando anche le proporzioni. Emblematica la celebre statua di Djoser in calcare dipinto; oggi esposta al Museo Egizio del Cairo. Questa è infatti la statua più antica a grandezza naturale di un sovrano mai realizzata, oltre che la prima funeraria. Ritrovata nel cortile della piramide a gradoni durante gli scavi, rappresenta il re seduto, avvolto nel mantello dell’Heb-Sed. Un’importante opera che rappresenta l’origine del ritratto regale della successiva arte egizia.
Iscrizioni, decreti e propaganda
Sotto il regno di Djoser, in Egitto la propaganda e i decreti consolidano il potere del faraone divino, oltre che l’unità. Le iscrizioni del Sinai celebrano le sue spedizioni militari, esaltando Djoser come garante dell’ordine e protettore delle risorse del regno. Con rilievi e monumenti, diffonde la sua immagine come sovrano scelto dagli dei, sostenuto da Horus e Seth, il simbolo del caos. La Stele della carestia di Sehel, seppur tolemaica, narra delle costruzioni di Djoser al tempio di Khnum, sull’isola Elefantina, alla Prima cateratta, donando il territorio tra Assuan e Takompso, terminando così una lunga carestia; mostrando anche molti anni dopo la sua fama.

La morte e la sepoltura
Le circostanze della morte
Ancora oggi le cause della morte del faraone Djoser non sono certe, né documentate. Gli studiosi ritengono che siano state cause naturali, dopo un regno di oltre 20 anni. Non esistono inoltre prove di guerre o crisi interne che possono aver provocato il decesso.
La tomba e le sue caratteristiche
Il faraone Djoser viene sepolto nella celebre Piramide a gradoni di Saqqara: la prima piramide egizia e simbolo di una nuova concezione religiosa e architettonica. Progettata da Imhotep, nasce sovrapponendo sei mastabe decrescenti, arrivando a 62 m. Realizzata in pietra calcarea e rivestita in origine di calcare bianco e levigato, custodiva un complesso sotterraneo di più di 7 km tra camere e corridoi, con una camera sepolcrale al centro. I decori alle pareti, con piastrelle, evocano il mondo dei morti. 11 pozzi laterali, inoltre, contenevano altre sepolture reali e cenotafi, con corredi funerari.
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Il corredo funebre e la simbologia
Nei sotterranei della piramide a gradoni del faraone Djoser a Saqqara, è stato rinvenuto il suo corredo funebre. Furono migliaia i vasi e le coppe ritrovate, in granito, diorite, alabastro e basalto. Molti recavano anche i nomi di faraoni precedenti, simboleggiando la continuità e il legame con gli antenati. I decori di maiolica azzurra, invece, simboleggiavano le acque primordiali e la rigenerazione spirituale nell’Aldilà. Le immagini del faraone nel rituale dell’Heb-Sed, incise su rilievi, celebrano il rinnovamento eterno.

La scoperta della tomba
La scoperta
La piramide a gradoni di Djoser, a Saqqara, fu ritrovata e studiata dalla fine del XIX secolo. Scavi più importanti, però, vennero condotti tra 1924 e 1925 dal Servizio delle Antichità Egizie, diretti da Cecil Mallaby Firth e poi Jean-Philippe Lauer, che dedicò la sua vita al suo restauro. In queste ricerche venne ritrovata la statua di Djoser in calcare, nel serdab del complesso. Inoltre, rilevarono un’imponente struttura sotterranea, confermando un progetto geniale di Imhotep.
L’importanza della scoperta
La scoperta della piramide a gradoni a Saqqara fu fondamentale per la comprensione dell’Antico Egitto, e del faraone Djoser. Rivelò inoltre l’origine dell’architettura piramidale, attribuendo al faraone il ruolo di pioniere in questa monumentale costruzione. Inoltre, studiare i sotterranei della piramide ha fornito informazioni anche su religione, simbologia e amministrazione del regno. La scoperta della statua, invece, è un esempio unico di ritratto reale. Una testimonianza complessivamente straordinaria a livello artistico e culturale; fondamentale sito da visitare nel Paese per la storia dell’Antico Egitto.
Miti, misteri e curiosità
La figura del faraone Djoser e della sua piramide a gradoni sono circondate ancora oggi da misteri. La struttura della piramide ha ispirato inoltre leggende sulla sua costruzione e sul potere magico del faraone. Tra il suo dedalo di corridoi, pozzi e camere sotterranee, alimentando l’idea di labirinti protettivi contro i predoni, mentre la leggenda della stele della carestia alimenta la fama eterna di questo faraone, anche nelle dinastie successive.

L’eredità di Djoser
Ruolo nella storia dell’antico Egitto
Come abbiamo visto, il faraone Djoser ha giocato un ruolo fondamentale nella storia dell’Antico Egitto. Fondatore della III dinastia e promotore di opere monumentali, passando dalla mastaba alle celebri piramidi dei faraoni successivi, come Cheope, Chefren e Micerino. Nel suo regno si consolida inoltre l’unità politica, rafforzando il culto divino e collaborando con Imhotep per introdurre importanti innovazioni artistiche e ingegneristiche. Grazie alle sue spedizioni militari e minerarie nel Sinai, oltre che per i progetti di restauro in vari templi. Venerato anche dalle dinastie successive, segna l’inizio dei grandi costruttori di Piramidi.
Presenza nella cultura moderna
Oggi, il faraone Djoser continua a esercitare il suo fascino fascino nella cultura di massa, comparendo in letteratura, cinema e giochi. Nella narrativa fantasy-horror, H.P. Lovecraft lo collega al misterioso Nephren-Ka nel Ciclo di Cthulhu, evocando atmosfere legate all’Antico Egitto. In ambito romanzesco storico è protagonista di opere come Il mago del Nilo: Imhotep e la prima piramide, che esplorano il lato architettonico e la costruzione della piramide a gradoni. Così, Djoser rimane simbolo di innovazione, mistero e grandezza nell’immaginario collettivo ancora adesso!

I viaggi per scoprire la storia e le opere del Faraone Djoser
Luoghi da visitare in Egitto
Per scoprire il faraone Djoser, il sito principale che possiamo visitare in Egitto è la Necropoli di Saqqara, con la Piramide a gradoni e i sotterranei. Il Museo Egizio del Cairo conserva reperti e copie della statua. Abydos mostra le tombe dei predecessori e la continuità dinastica. Hierakonpolis e Eliopoli custodiscono resti di costruzioni e templi da lui commissionati.
Musei che custodiscono i suoi tesori
- Grand Egyptian Museum (Giza, Egitto – prossima apertura completa nel 2025)
- Museo Egizio del Cairo
- Museo di Saqqara
- Museo Egizio di Torino (mostre temporanee)
- Louvre di Parigi
- British Museum di Londra
Itinerari suggeriti in Egitto per scoprire Djoser
Il nostro Gran Tour Egitto è un viaggio dal Cairo a Luxor via terra, con Crociera sul Nilo da Luxor ad Aswan. Per i veri amanti dell’Antico Egitto e dell’archeologia, con un occhio di riguardo verso gli spettacoli naturali dell’antica Terra dei Faraoni.
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Fonti e approfondimenti
| Tipo | Titolo / Nome | Autore/Ente | Link o riferimento |
|---|---|---|---|
| Libro | Djoser: The Father of Pyramid Building | Thomas Wilke | Link |
| Documentario | The Step Pyramid of Djoser, an Architectural Revolution | SLICE HISTORY | Link |
| Articolo | Il complesso sistema idraulico che permise la costruzione della piramide di Djoser in Egitto | Focus | Link |
| Fonte ufficiale | Ministero del Turismo e delle Antichità | Governo Egiziano | Link |
| Pubblicazione accademica | The Step Pyramid Complex of Djoser | egymonuments.gov.eg | Link |






