El Khasneh al Faroun: Il Tesoro del Faraone di Petra
El Khasneh al Faroun, ovvero il Tesoro del Faraone, è sicuramente il monumento più famoso della città di Petra, simbolo della sua storia, fiore all’occhiello del parco archeologico giordano.
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El Khasneh al Faroun, L’Architettura del Tesoro del Faraone
La facciata del tempio è larga 28m e alta 39m, interamente scolpita nella falesia di arenaria rossa, pietra soffice e facile da lavorare.
Oltre alla facciata monumentale, sono presenti 3 camere anch’esse scavate nella roccia all’interno del cuore della parete molto semplici e senza decori.
L’opera risale al I secolo a.c. sotto il periodo di regno di Areta IV, durante l’apice del regno Nabateo.

Lo stile architettonico di El Khasneh al Faroun
Lo stile architettonico del Tesoro del Faraone è di spunto ellenistico costituito da due ordini sovrapposti.
Il primo ordine si compone di sei colonne lisce con capitelli di spunto corinzio che sostengono la grande trabeazione. Quest’ultima, riccamente decorata, presenta al centro un timpano che ospita una scultura raffigurante la testa di un Gorgone. Nei comparti laterali, al fianco delle colonne, sono scolpite due figure a cavallo identificati come Dioscuri.
Al di sopra si compone il secondo ordine del Tesoro del Faraone. Gli avancorpi laterali decorati ospitano nella loro rientranza un Tholos con tetto a cono che regge un’urna decorativa.
- Rappresentazione dei Dioscuri negli scoparti laterali
- Particolare del capitello di una delle sei colonne del primo ordine
- Il Tholos appartenente al secondo ordine
Il complesso scultoreo della facciata negli anni è stato vandalizzato e parzialmente distrutto. Tuttavia questo fa comprendere quanto questo popolo di commercianti apprendesse dalle culture mediterranee e come queste culture hanno influenzato il gusto architettonico Nabateo di quel periodo.
La tecnica costruttiva
La tecnica usata per la costruzione del palazzo El Khasneh al Faroun è quella dall’alto verso il basso. Questa tecnica creava scale scolpite nella pietra (ancora oggi parzialmente visibili), per raggiungere piattaforme naturali da dove si lavorava la facciata. Per comprendere tale metodo sono stati importanti gli studi archeologici compiuti su edifici simili rimasti incompiuti.
Gli strumenti usati erano semplici come testimoniano i segni lasciati e si limitavano a picconi, scalpelli e mazzuoli. Il materiale di risulta veniva suddiviso in grandi blocchi e riutilizzato per la costruzioni di edifici a struttura libera all’interno della stessa città. Il progetto del Tesoro del Faraone quindi assume due connotati quello di palazzo monumentale e allo stesso tempo cava di materiale.
El Khasneh al Faroun, La Storia e la Funzione
La funzione del tempio è stata ampiamente discussa durante gli anni, ma solo recentemente sono state trovate prove certe che la identificano. Nel 2003 gli scavi di Petra effettuati dall’equipe dell’archeologo Suleiman Farajat hanno riportato alla luce quattro camere funerarie 6m al di sotto dell’attuale piano di calpestio su quello che era il piano originale.
Secoli di sabbia e detriti hanno celato questa cripta nella quale sono stati rinvenuti i resti di 11 corpi e diversi oggetti come ciotole per contenere incenso, vasi e monete.
Lo studio di questi resti consegna al monumento la funzione di mausoleo del re nabateo Areta IV. Ed infatti all’interno di esso che si svolgevano funzioni religiose e riti legati al mondo dei defunti. A testimonianza di ciò sono i ritrovamenti di ciotole per l’incenso, ganci usati per appendere doni all’interno della cripta ed alcuni catini di raccolta scolpiti nella pietra per effettuare piccoli sacrifici.
El Khasneh al Faroun nella Cultura Popolare
Oggi il palazzo è divenuto un’icona, un’immagine usata spesso dal cinema e da registi che lo scelsero e continuano sceglierlo come set per film di successo.
Tra i tanti registi citiamo il più famoso, Steven Spielberg e il suo film “Indiana Jones e l’ultima crociata”. Infatti Spielberg, nel 1989, immaginò il tempio come dimora dell’ultimo cavaliere crociato che custodiva al suo interno il calice usato nell’ultima cena da Cristo, “il Santo Graal”. Harrison Ford e Sean Connery approdano a cavallo dalla gola e si addentrano oltre le sue colonne per vivere una fantastica avventura.

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