La Storia del Kazakistan
La storia del Kazakistan in breve è importante per comprendere con un riassunto l’evoluzione di uno dei paesi più estesi nel mondo e il maggiore della steppa eurasiatica. Crocevia di popoli e culture, nella sua storia diversi imperi trovarono qui la loro sede. I kazaki da sempre sono conosciuti come un popolo nomade, hanno vagato tra terre aride, costruendo solo in pochi punti di questo vasto territorio vere e proprie città che possiamo ammirare ancora oggi. Dal domino dell’impero mongolo a quello Russo del XVI secolo, fino ad arrivare all’indipendenza dall’Unione Sovietica. Scopriamo insieme la storia di questo meraviglioso Paese, preparandovi così nel modo migliore al vostro Viaggio in Kazakistan.
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La Storia del Kazakistan
Per comprendere il presente di un paese e di un popolo è indispensabile conoscere la sua storia, vediamo quindi quella del Kazakistan in breve, creando un riassunto completo. Le prime fonti scritte della storia kazaka risalgono solo al XV secolo. Il dominio di Alessandro Magno in Kazakistan iniziò nel 330 a.C., prendendo il territorio all’Imperatore Achemenide. Sotto il condottiero, questa vasta terra divenne punto nevralgico per commerci e scambi culturali, come per le carovane che attraversavano la Via della Seta. Nel IX secolo la maggior parte della popolazione era convertita all’islam, fino ad arrivare all’invasione mongola del 1219, arrivando ai confini d’Europa e durando fino alla colonizzazione della Russia dopo la morte del condottiero Gengis Khan, lasciando il posto a Tamerlano. I kazaki sono un popolo fiero, discendente dai mongoli, dai turchi e dalle commistioni di vari popolazioni.
Su questo arido territorio tra i più vasti al mondo si sono susseguiti invasori e dominii, fino all’annessione all’Unione sovietica e alla nascita della RSS Kazaka nel 1919. A causa dei progetti sovietici e del suo utilizzo sperimentale del territorio kazako per test nucleari, parte del territorio venne devastata in modo irreparabile. Solo nel 1991 il Kazakistan divenne indipendente, aderendo all’ONU e all’UNESCO. Oggi, il Kazakistan è uno stato con un mercato in crescita e stabile, grazie ai suoi nuovi investimenti e il suo patrimonio culturale, storico e paesaggistico attira ogni anno sempre più turisti, sviluppando costantemente anche il suo settore terziario.
Le Fasi
| Periodo | Epoche Storiche |
|---|---|
| 3000 a.C. – 500 a.C. | Preistoria |
| I – VIII secolo | Invasioni Unne |
| VIII – XV secolo | Invasioni Mongole |
| 1465–1731 | Khanato kazako |
| 1731–1917 | Impero Russo |
| 1920-1991 | Unione Sovietica |
| 1986 – Oggi | Indipendenza |
La Preistoria
Il Kazakistan, secondo i reperti ritrovati nella zona, è abitato dal paleolitico inferiore. Principalmente da popoli nomadi e dediti alla pastorizia, che si adattarono al clima arido della regione. Dall’età del bronzo si susseguirono le culture Andronove, Afanaseve e Srubne. Fino al 500 d.C., invece, questo paese fu la culla degli Unni e degli Saka, primi nomadi guerrieri conosciuti.
Già da questo periodo storico, il popolo dell’allora Kazakistan era abile a cavalcare e ad allevare i cavalli, animale che consideravano quasi sacro e utilizzato in moltissime attività.

I secolo – VIII secolo
Dal I millennio della storia del Kazakistan, le steppe erano abitate da molti popoli nomadi, come Aorsi, Budini, Wusun e Alani, ma anche Saci e Massegeti che parlavano lingue uraliche e indoeuropee. Tra di loro questi popoli formavano spesso nuove comunità e stati, come i Kangju e gli Yancai. Con il trascorrere dei secoli, la lingua principale divenne il turco, insieme ad altre esogene arrivate con i popoli dell’est e altri invasori. Con l’ingresso del popolo Unno, molti popolazioni migrarono, e questi nomadi guerrieri si spinsero fino alla regione nell’odierna parte nord-occidentale del Paese della regione di Atyrau, spostandosi progressivamente verso le steppe orientali.
Non avendo documentazioni di questi secoli, oggi abbiamo solo testimonianze apocrife o leggende. Dal II secolo, il popolo degli Xiongnu si stabilì nella zona est del paese. Nei periodi successivi arrivarono gli Avari della Pannonia, Bulgari e Sabir. Dal VI secolo, il Khaganato di Rouran unì molte aree identificate nella parte orientale. I turchi Göktürks, si spostarono a ovest, respingendo gli Unni a sud. A metà del VI secolo la steppa eurasiatica era sotto il controllo del Khaganato turco. In seguito ad alcune guerre interne, il Khaganato si divise, terminando nel 659. Solo nel VII secolo gli stati vennero uniti sotto il Secondo Khaganato turco, fino alla fondazione dello stato di Oguz il nel 766.

VIII – XV secolo
Dal VIII al IX secolo, nel riassunto della storia del Kazakistan, molte parti meridionali del paese passarono sotto il controllo arabo, introducendo l’Islam. Gli Oghuz turchi controllano la zona occidentale invece fino al XI secolo, mentre Kipchak e Kimak, turchi, l’est. Dal XII secolo al 1220 in alcune zone era presente anche il dominio dei Cumani. Per questa ragione la steppa centrale venne anche chiamata di Kipchak.
Lo Stato Karakhanide venne fondato nel IX secolo, dopo la conquista della parte nord, attuale Amu Darya. Il XI secolo è caratterizzato da numerose battaglie trai popoli Karakhanidi e Turchi Salgiuchidi. Nel 1130 i Kara Khitay, un popolo mongolo conquistò i Karakhanidi, reggendo il loro dominio fino all’arrivo di Genghis Khan nel 1219. Dopo l’invasione mongola, venne creato il Khanato dell’Orda d’Oro e nel XV secolo la struttura della popolazione sul territorio era divisa in vari gruppi.

Khanato kazako
La fase della storia del Kazakistan sul khanato kazako inizia con la sua fondazione nel 1465, collocandosi nella parte orientale a sud del Paese. Con Kasym Khan il khanato raggiunse la massima espansione, istituendo il primo codice legislativo nella storia del Kazakistan nel 1520, chiamato la Strada Luminosa di Kasym Khan. Dal 1541 al 1545 il khanato passo a Muhammad Haidar Dughlat e fino al 1599 a Kadyrgali Kosynuli Zhalayir. Al massimo del suo splendore, il regno si trovava in gran parte dell’Asia Centrale e nella Cumania, alcuni nomadi kazaki arrivarono anche in vari territori russi. Il khanato del Kazakistan, però, non fu sempre unificato, suddividendosi in zhuzes medi, anziani e giovani. Solo nel 1731 i tre zhuzes vennero incorporati all’interno dell’Impero Russo; ponendo fine al potere del khanato.

L’Impero russo
Andiamo avanti con il nostro riassunto della storia del Kazakistan arrivando all’impero Russo iniziato nel XVII secolo, quando i primi cosacchi, soldati e commercianti russi arrivano nel territorio nord-occidentale. Costruirono città, come quella di Yaitsk e odierna Oral, Atyrau, allora Guryev, e forti in varie zone. Mentre i khanati si preoccupavano di respingere gli invasori Zungari, i russi presero gran parte del territorio, trasferendosi nella parte est dal XVI secolo. I kazaki, quindi, rimasero a ovest, tra russi e Calmucchi. Trovandosi in difficoltà, un’orda minore nel 1730 chiese assistenza ai russi, per un alleanza provvisoria per contrastare i Calmucchi. In questo modo, però, i russi s’impadronirono dell’orda, prendendo poi nel 1798 anche l’orda di Mezzo, mentre quella Grande fino al 1820 riuscì a mantenere la sua indipendenza.
Ma l’espansione di Kokand e del suo khanato la costrinse ad accettare la protezione – e quindi l’annessione – russa. I russi iniziarono la costruzione di numerosi forti, per garantisti la protezione territoriale, prendendo molte più terre rispetto quelle a disposizioni delle popolazioni nomadi, obbligandoli così a uno vita sedentaria. Il XIX secolo della storia del Kazakistan, in breve, è caratterizzata dalla colonizzazione russa, che in questo periodo venne rallentata però per molti anni da varie guerre e insurrezioni interne. Dopo aver emanato nuove politiche, prese il diritto ad annettere le aree ribelli ai confini, conquistando in questo modo la restante parte dell’Asia Centrale. Il territorio era diviso in due distretti: Governor-Generalships all’interno della parte russa del Turkestan e la steppa.
XIX Secolo – 1920
Nel XIX secolo, il popolo kazako ebbe una crescita demografica, aumentando di oltre il 70% fino al 1820, arrivando a quasi il 90% fino al 1880. I kazaki in questo momento erano in numero maggiore rispetto alla popolazione russa nel Paese, ma in questo momento storico la Russia stava conquistando numerosi paesi, rivoluzionando anche la sua politica. La ragione per la quale il Kazakistan presentava comunque una popolazione maggiore rispetto alle altre nazioni, oggi Uzbekistan, Turkmenistan e Kirghizistan, probabilmente è da ricercare da una crisi nutrizionale che nel popolo kazako non era presente. Nel XIX secolo le fortificazioni russe presenti nel paese creano maggiori limitazioni ai nomadi delle steppe, non permettendogli di muovere le greggi.
Lo stop al nomadismo iniziò nel 1890, quando i russi arrivarono nella parte orientale e settentrionale nel Paese. Dopo la costruzione della ferrovia Trans-Aral, la colonizzazione russa fu più semplice da portare avanti, costruendo numerose fattorie fino al 1912 volute dal Ministero degli Interni russo. Ciò portò gravi danni al popolo kazako. Le risorse idriche, già scarse, vennero eccessivamente sfruttate e i pascoli occupati. A causa della fame e dell’insoddisfazione, i kazaki si unirono al movimento Basmachi, con lo scopo di contrastare la politica imperiale russa e lo zar, istituito nel 1916 dopo la I Guerra Mondiale. In seguito ai sanguinosi scontri, molti kazaki fuggirono in Mongolia e in Cina, altri cercarono di contrastare l’acquisizione al comunismo, resistendo fino al 1920 fondando nel 1917 l’autonomia Alash.

Unione Sovietica
Il riassunto della storia del Kazakistan dal 1920 è caratterizzato dalla Repubblica Sovietica Socialista Autonoma Kazaka, chiamata inizialmente Repubblica Sovietica Socialista Autonoma Kirghiza prima della distinzione dei kazaki dal Kirghizistan nel 1925. Almaty divenne capitale nel 1929 e, nel 1936, il territorio venne diviso in Repubblica socialista sovietica kazaka e Repubblica socialista federativa sovietica russa. In questo momento della storia, in breve, l’SSR kazako era la seconda maggior repubblica dell’Unione Sovietica. Stalin dal 1929 al 1934 iniziò un progetto per collettivizzare il settore agricolo. Ciò portò nella storia del Kazakistan, come vedremo in questo riassunto, a una grande carestia. Alcuni kazaki cercarono di scappare in Cina, molti però morirono di fame.
1938-1953
Nel 1937 iniziò una repressone massiva contro i traditori della patria con l’ordine chiamato NKVD 00486. Vennero istituiti campi di prigionia per donne, mogli dei traditori, arrestate anche senza prove di colpevolezza. Oltre 18.000 donne vennero arrestate. I campi ospitavano le mogli dei traditori della patria, degli statisti o dei personaggi politici che contrastavano l’Unione Sovietica. Solo nel 1953 si chiusero i campi. Un triste capitolo della storia del Kazakistan che non bisogna dimenticare in questo riassunto.
1954 – 1991
Durante la Seconda Guerra Mondiale molti sovietici si trasferirono in Kazakistan, spostando anche il settore industriale. Per evitare la loro collaborazione con i tedeschi, musulmani, Tatari della Crimea e tedeschi vennero deportati nel SSR in Kazakistan, insieme ai polacchi. Tra il 1953 e il 1965, per volere dell’allora premier sovietico Krusciov, nel Paese molti campi vennero adibiti alle coltivazioni di cereali e al pascolo, aggiungendo altri insediamenti tra gli anni 60′ e 70′, iniziando a sfruttare anche i giacimenti sotterranei di risorse di cui l’Asia Centrale è ricca. Per questa ragione, principalmente, dopo il 1991 la popolazione kazaka è mista, ma non assimilata a livello di tradizioni e costumi; come vedremo poi in questo riassunto della storia del Kazakistan in breve.

Dal 1986 – anni 90′
Dal 1986 iniziarono numerose manifestazioni per aver eletto come segretario generale Kolbin, un non kazako, venendo poi sostituito dopo violenti sconti e repressioni nel 1989 dal kazako Nazarbayev. Mosca, nel 1990, dichiarò la sovranità sul Kazakistan, creando molte tensioni tra i vari gruppi etnici all’interno della repubblica, che erano in egual numero. Russi e kazaki iniziarono a manifestare nei pressi del parlamento kazako, evitando così l’emanazione della sovranità, che venne comunque adottata. Nazarbayev venne eletto come presidente della repubblica, delegato sempre all’Unione Sovietica. Però, continuò la sua battaglia per il controllo delle risorse minerarie e industriali del Kazakistan.
Mosca, dopo vari colloqui e insistenze, cedette il controllo delle risorse nel 1991; Gorbaciov così iniziò a perdere la sua autorità. Nell’agosto dello stesso anno, ci fu un tentato colpo di stato contro Gorbaciov, mai attuato. Nazarbayev vide questa mossa come uno spiraglio di luce per il Kazakistan, iniziando a preparare il Paese all’indipendenza. Radunò esperti, economisti e dirigenti, fondando illegalmente il Partito Comunista del Kazakistan e, grazie a un ennesimo tentativo di colpo di Stato, Nazarbayev riuscì a prendere il quasi completo controllo dell’economia.

L’indipendenza del Kazakistan
Una settimana dopo la sua elezione come presidente di stato, venne firmata la dissolvenza dell’Unione Sovietica da Bielorussia, Ucraina e Russia, convocando successivamente gli altri stati dell’Asia Centrale. Ad Almaty venne firmato il protocollo dei Commonwealth degli Stati indipendenti e, nel dicembre del 1991, il Kazakistan fu l’ultima delle repubbliche a proclamare la sua indipendenza. Il Kazakistan mantenne la medesima struttura governativa e Nazarbayev rimase al potere per ancora cinque anni. La sua popolarità si deve principalmente alle misure economiche adottate per evitare una gravi crisi economica dopo la separazione con l’Unione Sovietica. La capitale nel 1997 venne spostata ad Astana.
Per quanto riguarda la sicurezza della nazione ed economica, la Russia rimane nella storia del Kazakistan come punto di riferimento negli anni 90′, accrescendo anche i rapporti con la Cina ed evitando in questo modo di creare tensioni diplomatiche.

Il Kazakistan Oggi
In questo nostro riassunto sulla storia del Kazakistan non può mancare anche una panoramica in breve sulla situazione odierna del Paese. Oggi, lo stato intrattiene rapporti diplomatici neutrali sia con America che con la Russia. Sul territorio nazionale si parla sia il kazako che il russo. Questo paese è uno dei maggiori esportatori al mondo di gas, petrolio, carbone, cromo, uranio, zinco e piombo. La sua capitale Atana oggi è conosciuta anche come Nur Sultan, è una grande città, con un occhio rivolto al futuro e sede di importanti centri finanziari. In altre zone del Paese, come nelle steppe vaste e aride, parte della popolazione è ancora nomade.
Si può dire che il Kazakistan ricopre un ruolo fondamentale nell’Asia centrale, attirando investitori, ed è un ponte di cultura tra Asia ed Europa. Inoltre, il Kazakistan si sta aprendo sempre di più al turismo, attirando grazie al suo patrimonio culturale e ai suoi vasti e incredibili paesaggi viaggiatori da tutto il mondo.
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Sulle tracce della storia del Kazakistan
Per comprendere la storia del Kazakistan vi consigliamo di seguire le tracce dei popoli nomadi delle steppe e delle antiche rotte commerciali. Turkistan conserva importanti testimonianze islamiche, mentre i siti archeologici e le antiche città lungo la Via della Seta raccontano il ruolo della regione negli scambi culturali. Anche Almaty e Astana vi permettono di conoscere la storia più recente del Paese. Se desiderate visitare i luoghi più significativi della storia del Kazakistan, trovate vari itinerari nella pagina dedicata ai viaggi organizzati in Kazakistan di archètravel.





