La Storia del Kenya
La storia del Kenya è importante per comprendere con un riassunto in breve la storia keniota, il passato e il suo presente. La storia odierna del paese, in Africa Orientale, per quanto riguarda soprattutto l’area costiera e nelle immediate vicinanze inizia con l’arrivo della spedizioni di Vasco da Gama. Un paese meraviglioso, oggi popolare per le sue riserve naturali e i meravigliosi paesaggi. Andiamo quindi a scoprire insieme la sua storia in breve nel nostro riassunto, comprendendo al meglio il paese durante il vostro Viaggio in Kenya!
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La Storia del Kenya
Per comprendere il presente è importante conoscere il passato grazie a un riassunto della storia keniota in breve. Sito in Africa Orientale, il Kenya ha una storia complessa, come vedremo nel nostro riassunto in breve, affondando le radici a milioni di anni fa. Infatti, questo paese è considerato una delle culle dell’umanità. Inizialmente cacciatori e raccoglitori, dal I millennio d.C., le sue coste vennero influenzate dai commerci persiani e arabi. Furono loro a fondare le prime città lungo le coste, come Lumu e Mombasa; centro della cultura swahili nel paese. Dal XIX secolo il paese fu oggetto degli interessi europei, diventando un protettorato britannico nel 1895.
Fu soprattutto la costruzione della ferrovia fino a Mombasa a favorire la colonizzazione dei fertili altopiani centrali. Ciò porta negli anni ’50 alla rivolta dei Mau Mau. Il 12 dicembre 1963 il Kenya ottiene l’indipendenza. Da quel momento, vede periodi di crescita, ma anche tensioni, attraversando molte fasi economiche e politiche. Oggi, tra le economie africane è tra le più avanzate ed è un paese con una grande diversità culturale, popolare per le sue bellezze e la fauna qui presente, che ancora sta affrontando molte sfide per la sua continua crescita.
Andiamo quindi a scoprire nel nostro riassunto la storia keniota!
Le fasi del Kenya Storia
| Periodo | Epoche Storiche |
|---|---|
| Preistoria | Milioni di anni fa – 1.000 a.C. |
| Periodo Antico e Medioevo | 1.000 a.C. – 1.500 d.C. |
| Colonizzazione Portoghese | 1498 – 1720 |
| Dominazione Araba Omanita | 1720 – 1895 |
| Colonizzazione Britannica | 1895 – 1963 |
| Indipendenza | 1963 |
| Governo Kenyatta | 1963 – 1978 |
| Era Moi | 1978 – 2002 |
| Transizione Democratica | 2002 – 2013 |
| Presidenza Uhuru Kenyatta | 2013 – 2022 |
| Kenya Contemporaneo | 2022 – … |
Preistoria in Kenya
Il nostro riassunto della storia keniota inizia dalla sua preistoria, importantissima per quanto riguarda lo sviluppo dell’umanità. Infatti questo periodo della storia Kenya presente nel nostro riassunto è fondamentale per l’evoluzione, essendo considerata tra le culle dell’umanità e tra i luoghi con più reperti fossili nel mondo. Nella zona del Lago Turkana è conosciuta per le sue scoperte paleoantropologiche. Tra i principali reperti, troviamo fossili dei primi ominidi e strumenti in pietra.
Il sito Koobi Fora, nei pressi del lago, conserva fossili del diretto antenato dell’uomo moderno, oltre che reperti di strumenti più avanzati. Altro sito importante del periodo preistorico è nella Rift Valley: Olorgesailie. Qui, sono state rinvenute sce risalenti a 600.000 anni fa. Conoscere la storia e la preistoria kenyota, quindi, è fondamentale per conoscere la storia dell’uomo stesso.

L’Antichità e il Medioevo Keniota
Nel riassunto della storia Kenya in breve, durante la sua antichità e nel medioevo si vedono emergere civiltà complessa. Iniziano i primi scambi commerciali lungo le coste africane e dal I milliennio d.C. vedendo la colonizzazione bantu. Viene introdotta l’agricoltura e la lavorazione del ferro, creando nell’entroterra le prime comunità. Intanto, durante la sua storia le coste keniote diventano un crocevia commerciale, vendendo la nascita di città-stato della cultura swahili.
Tra queste le più importanti sono Lamu, Malindi e Mombasa e trovarono prosperità anche grazie ai commercianti arabi, indiani, persiani e cinesi. Si uniscono così varie influenze, adottando come religione dal IX secolo l’Islam. Durante il medioevo della Kenya storia, ci furono diversi conflitti dovuto alle alleanze delle città stato con imperi, come il Sultanato dell’Oman. Dal XVI secolo il suo potere nel territorio divenne dominante, soprattutto nella costa. Il suo declino avvenne a causa dell’arrivo dei portoghesi.

La dominazione portoghese
Parlando della storia keniota, al termine del XV secolo, inizia la dominazione portoghese. L’evento fu l’arrivo di Vasco da Gama, che raggiunge le coste orientali dell’Africa nel 1498, durante un viaggio verso l’India. Attirati dalle rotte commerciali dell’Oceano Indiano, i portoghesi stabiliscono nei centri swahili il loro controllo. Tra le più importanti, Mombasa viene conquistata nel 1505. Qui, costruiscono il Forte Jesus, con lo scopo di difesa dagli attacchi arabi e dei popoli locali.
L’occupazione portoghese, nello storia Kenya riassunto, fu caratterizzata dalla repressione, oltre che per lo sfruttamento delle risorse e il commercio di schiavi, avorio e spezie. Inoltre, venne sempre minacciato dalla resistenza locale e dall’influenza del Sultanato dell’Oman. Dopo lunghi conflitti, nel 1698 gli omaniti arabi scacciano i portoghesi da Mombasa. Ancora oggi, l’influenza portoghese è visibile in alcuni aspetti culturali e architettonici in Kenya; soprattutto lungo le sue coste.

Il dominio arabo e omanita
Nel breve storia del Kenya del riassunto, dal termine del XVII secolo inizia il dominio omanita, cacciando i portoghesi. Gli arabi dell’Oman conquistano nel 1698 Mombasa, stabilendo un controllo duraturo sulle coste. Sotto il loro controllo, la città diventa un fiorente centro culturale e commerciale. La capitale del sultanato si trovava a Zanzibar, nell’odierna Tanzania, esercitando comunque la sua influenza sull’area orientale costiera.
Viene promosso il commercio, sopratutto di spezie, e fiorisce la cultura swahili, prosperando e integrandosi con quella islamica e africana. In questo momento della storia kenyota vediamo anche la nascita di palazzi e forti, di cui ancora oggi possiamo osservare i resti. Arriviamo fino al termine del XIX secolo, quando l’influenza europea e le pressioni coloniali sono sempre più forti, portando alla cessione al Regno Unito.

Colonizzazione britannica
L’inizio formale della colonizzazione britannica a durante la storia del Kenya in breve, inizia nel 1895. Il territorio diventa un protettorato sotto la British East Africa Company. I britannici si trovavano qui, soprattutto per le risorse e i commerci presenti, oltre che per la posizione geopolitica. Nel 1896 inizia il progetto per la costruzione della ferrovia Mombasa-Uganda; che ebbe un ruolo chiava per l’accesso nell’entroterra e l’espansione della colonia. Il protettorato nel 1920 diventa una colonia e i britannici stabiliscono qui i loro insediamenti, sfruttando soprattutto la fertilità dell’altopiano centrale, abitato dai popoli locali. Tra questi erano presenti Masai, Kalenjin e Kikuyu.
Le loro terre, espropriate dai coloni, furono ragioni di conflitti. Questo malcontento generale dei popoli locali, porta negli anni ’50 della storia keniota alla rivolta dei Mau Mau. Un movimento contro l’oppressione coloniale. Dopo molti anni di repressioni e conflitti, il Kenya arriva all’indipendenza il 12 dicembre 1963. Il primo presidente del paese indipendente è Jomo Kenyatta. Così è segnata la fine del dominio coloniale britannico.

Il percorso verso l’indipendenza
Uno dei personaggi principali della storia keniota dagli anni ’20 fu il giovane Jomo Kenyatta. Difensore e rappresentante del popolo Kikuyu, oltre che segretario della Kikuyu Central Association laureato a Londra, dove visse anche fino al 1946. Kenyatta, mosso dagli ideali di riscatto e liberazione per il suo continente, a Manchester organizza il quinto Congresso Panafricano. L’anno seguente torna in Kenya, spiccando da subito come leader del neonato movimento nazionalista. Nel 1947 è scelto come presidente del Kenya African National Union. Nel 1952 inizia la rivolta Mau-Mau, della tribù kikuyu e Kenyatta viene accusato di averla ispirata, organizzata e guidata. Inizia così contro di lui un processo politico, ricevendo la condanna delle autorità britanniche a 7 anni di reclusione.
Mutati dopo il conflitto all’esilio nella Northern Frontier Province. La Gran Bretagna cerca di riportare la calma in Kenya con la repressione, giustiziando molti Mau-Mau. Contemporaneamente , introdusse alcune riforme costituzionali, come il Consiglio legislativo, dove erano ammessi anche rappresentanti africani, iniziando nel 1960 una nuova politica. Ciò doveva condurre il territorio a un autogoverno, poi alla sovranità e all’indipendenza. La KANU si impose nel nuovo Consiglio da subito, con una maggioranza africana. La sua condizione per la partecipazione ai lavori, fu subito per il suo leader e la sua liberazione.

Il ruolo di Jomo Kenyatta
Introdotto nuovamente alla sua funzione, Kenyatta ha da subito un ruolo centrale nelle conferenze delle autorità coloniali. Inizia da subito la rivalità tra la KANU, di Kenyatta e Mboya, e la KADU, di Ronald Ngala. Queste due, tuttavia, nel 1964, si fonderanno nella Kanu. I primi volevano uno stato unitario, gli altri federale. Nel 1963, grazie anche al governo inglese, si arriva al compromesso con lo stato federale. Nello stesso momento, a Zanzibar il sultano rinuncia alle pretese delle coste, dietro un pagamento annuo.
Nel 1º giugno 1963, nel nostro riassunto della storia del Kenya in breve, il paese arriva all’autonomia e il 12 dicembre all’indipendenza nel Commonwealth. Nel 1964, diventa una Repubblica presidenziale e Jomo Kenyatta il primo presidente, fino alla sua morte nel 1978.

Il percorso difficile dopo l’indipendenza
Il Kenya indipendente, durante la sua storia in breve, inizia con un difficile percorso, oltre che una politica moderata e centralistica. In ambito estero, invece, la tendenza era filoccidentale. Solo le abilità del presidente, rieletto fino al 1974, riuscirono a non far degenerare i rapporti tra i vari gruppi etnici e non mettere così in dubbio l’unità. A Kenyatta successe alla presidenza Daniel Arap Moi, con difficoltà durante i primi anni, dovute soprattutto a scandali e a un colpo di Stato fallito. Inizia così nella storia keniota una dura repressione per mantenere il controllo.
Arap Moi mantenne buoni rapporti con l’occidente e migliora quelli con i paesi limitrofi. Il KANU prese sempre più il controllo su vita pubblica e gruppi dirigenti, rinforzandosi nel 1986. Dalla metà degli ’80, cresce l’attività clandestina antigovernativa del movimento interetnico, chiamato Unione dei nazionalisti per liberare il Kenya, il Mwakenya. La repressione contro il movimento da parte del presidente culmina con moltissimi arresti nel 1987.

Il ruolo di Daniel Arap Moi
Nel 1988, nello storia del Kenya riassunto, Arap Moi, privo di avversari, viene eletto per la terza volta. Il 1990 si apre con una crisi politica, seguita dall’uccisione di Robert Ouko: ministro degli Esteri e rappresentante dell’etnia Luo. Iniziarono molti disordini contro l’amministrazione a Kisumu e nella capitale, continuati in tutto il paese e alimentati dal malcontento delle condizioni economiche che peggioravano.
Venne richiesta una liberalizzazione del sistema politico, anche da creditori internazionali, che interrompono per questo nel 91 le concessioni di aiuti economici, richiedendo una democratizzazione politica. Moi è così costretto a una riforma della Costituzione, introducendo il sistema multipartitico e numerosi emendamenti; cambiamenti però solo di facciata. Nel 1992, infatti, la situazione interna peggiora ulteriormente e nelle zone occidentali scoppiano numerosi disordini tra le etnie.
I contrasti interni
Per gestire i conflitti interni avvenuti dal 1992 della storia keniota, dovuti all’opposizione della politica di Moi, dimostrando che il paese non era adatto al regime pluralistico. Nonostante i disordini e la violenza, lo stesso anno si svoltono le prime elezioni multipartitiche. Molti partiti si presentarono divisi e questa crepa favoriva solo i piani del presidente, che venne eletto per la quarta volta. Nella Rift Valley nel 1993 scoppiarono molti scontri. Le condizioni di vita della popolazione peggiorava e venivano applicati rigidi programmi per rinnovare le riforme e le strutture, in cambio di concessioni internazionali e prestiti ingenti. Pur avendo problemi con i governi occidentali, quelli con la Tanzania limitrofa migliorarono, come con l’Uganda. I tre paesi nel 1994 decidono così di creare una commissione di cooperazione politica-economica.

Le violenze e la situazione economica
Dal ’94 al ’95 la storia del Kenya nel riassunto è caratterizzata dalle violenze e degli scontri tra tribù ed etnie, aumentando i disagi. Di conseguenza aumenta la criminalità nelle città, respinta dall’opposizione e la repressione delle autorità. Accusati più volte di metodi brutali, nel 1996 la Germania e altre ex potenze coloniali decidono di non mandare prestiti e concessioni, aspettando l’introduzione di nuove riforme per i diritti umani e politiche. Nel 1997 avvennero numerose proteste contro il governo, arrivando all’uccisione del capo di un movimento studentesco. Ciò da vita a imponenti manifestazioni e la richiesta di riforme.
Anche nel 1998, soprattutto nella Rift Valley, la storia keniota è caratterizzata dagli scontri etnici, la politica austera viene accolta da manifestazioni violente e dilaga la corruzione e gli scandali contro il presidente, arrivando a un attentato all’ambasciata Usa di Nairobi. Nel ’99 il presidente riceve un duro colpo quando l’Assemblea nazionale approva un nuovo emendamento della Costituzione che riduce i poteri del Capo di Stato, dandone al Parlamento. Intanto, nel 1999, si concretizza il tentativo di ristabilire l’East Africa Community. Ad Arusha, Kenya, Tanzania e Uganda siglano un accordo e nasce un’unione doganale e un mercato comune, con l’idea di creare una sola moneta e federazione politica.

L’era Kibaki
Mwai Kibaki, capo del Democratic Party, durante le elezioni del 2003 prevale grazie all’opposizione della National Rainbow Coalition. Propone nel 2005 una nuova Costituzione, però bocciata, la sua rielezione del 2007 innesca un periodo di scontri e numerose vittime. Una guerra civile terminata solo nel 2008 grazie a un accordo tra Kibaki e Raila Odinga, primo oppositore. La nuova Costituzione viene approvata dal Parlamento nel 2010, lasciando il sistema presidenziale ma prevede alcune prerogative sociali e politiche all’alta camera del Parlamento e introduce la Corte Suprema e la Carta dei Diritti. Dal 2022, il presidente è invece William Ruto.

Il Kenya oggi
Oggi, il Kenya dopo la sua storia turbolenta, ma ricca di contaminazioni culturali, vista in questo riassunto, è un Paese in crescita. Tra i più influenti dell’Africa orientale, ha un ruolo centrale e la sua capital Nairobi è soprannominata la Silicon Savannah per la scena tech fiorente. Ancora oggi, però, il Kenya affronta sfide economiche e sociali. Ha un’economia diversificata, con settori dall’agricoltura, il finanziario e sempre di più il turismo gioca un ruolo centrale. Inoltre, ha visto un incremento delle infrastrutture e investimenti nell’energia rinnovabile.
Il focus politico del paese ad oggi è lo sviluppo dell’unità nazionale ed economica. Una terra ricca di luoghi incredibili da visitare, affacciato sull’Oceano Indiano e ricco di riserve naturali; come quella del Maasai Mara. Tra i luoghi più amati per assistere alla Grande Migrazione ed effettuare safari, ma è anche molto di più. Il Kenya è tra le mete più amate dai viaggiatori che cercano la natura e i Big 5 e non vede l’ora di accogliervi!

Sulle tracce della storia del Kenya
Possiamo leggere le tracce della storia keniota nelle antiche popolazioni che hanno abitato la regione, nei commerci lungo la costa swahili e nell’eredità del periodo coloniale. Lamu conserva l’architettura e la cultura delle città mercantili dell’Oceano Indiano, mentre Fort Jesus a Mombasa racconta la lunga storia dei commerci e delle dominazioni lungo la costa. Nell’entroterra, i musei e i siti archeologici vi permettono di approfondire il periodo ancestrale del paese. Se desiderate visitare i luoghi più significativi della storia del Kenya,nella pagina dedicata ai viaggi organizzati in Kenya di archètravel troverete vari itinerari per scoprire il Paese in prima persona.





