La Storia del Madagascar
La storia del Madagascar è importante per comprendere con un riassunto in breve la storia malgascia, il passato e il suo presente. La storia passata dell’isola è in gran parte un racconto di isolamento, che ha permesso lo sviluppo di specie uniche al mondo e culture indigene che si sono sviluppate indipendenti dal resto del’Africa. Un luogo misterioso, sempre più amato dai viaggiatori per la sua incredibile fauna e flora che vive in questa grande isola. Andiamo quindi a scoprire insieme la sua storia in breve nel nostro riassunto, comprendendo al meglio il paese durante il vostro Viaggio in Madagascar!
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- La Storia del Madagascar
- Preistoria e antichità del Madagascar
- I primi contatti con Arabi ed Europei
- Il Regno di Boina e lo schiavismo
- Il Regno del Madagascar
- La stirpe delle regine malgasce
- Il colonialismo francese
- Il percorso verso l'indipendenza
- La Repubblica dal 1993 al 2009
- Il Madagascar Oggi
- Sulle tracce della storia del Madagascar
La Storia del Madagascar
Per comprendere il presente è importante conoscere il passato grazie a un riassunto della storia malgascia in breve. Enorme isola sita al largo, a sud dell’Africa, è l’habitat di numerose specie di vegetali e animali unici al mondo. Conosciamo insieme la sua storia in breve nel nostro riassunto, comprendendo così il Madagascar oggi. Quarta isola più grande al mondo, ha una storia isolata e complessa. Sul suo territorio si svilupparono diverse società tribali e i Merina divennero il gruppo principale intorno al XIX secolo. I portoghesi, nel 1500, furono i primi europei sull’isola, a cui seguirono francesi e inglesi. Nel 1896 la Francia inizia la colonizzazione dell’isola, che diventa nel 1897 ufficialmente una colonia.
I francesi sfruttarono le risorse dell’isola e imposero ai popoli locali numeri cambiamenti, alla cultura e alla società. In seguito alla seconda Guerra mondiale, il sentimento e il movimento indipendentista cresce, arrivando all’indipendenza il 26 giugno 1960. Il Madagascar durante la sua storia attraversa periodi complessi, di instabilità e regimi. In tempi più recenti, ha cercato la stabilità politica ed economica, affrontando numerose sfide come deforestazione e povertà, mantenendo però la sua identità ben definita, come la sua biodiversità unica al mondo, che attira viaggiatori amanti della natura e del turismo balneare sulle sue spiagge da sogno.
Andiamo quindi a scoprire nel nostro riassunto la storia malgascia!
Le fasi della Storia del Madagascar
| Periodo | Epoche Storiche |
|---|---|
| Preistoria e antichità | Fino al 500 d.C. |
| Società tribali | 500 d.C. – 1500 d.C. |
| Prime esplorazioni europee | 1500 – 1810 |
| Regno Merina e Unificazione | 1810 – 1895 |
| Periodo Coloniale Francese | 1896 – 1960 |
| Post-Indipendenza e Prima Repubblica | 1960 – 1972 |
| Regime Militare e Socialista | 1972 – 1991 |
| Transizione Democratica e Seconda Repubblica | 1991 – 2002 |
| Terza Repubblica | 2002 – 2009 |
| Quarta Repubblica | 2010 – … |
Preistoria e antichità del Madagascar
Il nostro riassunto della storia del paese inizia dalla sua preistoria. Durante la storia in breve nel nostro riassunto del Madagascar, ritengono che l’isola fosse inizialmente una parte del supercontinente chiamato Gondwana, unito all’Africa. Il canale di Mozambico separava inizialmente, durante la Madagascar storia, il continente dalla costa, con dimensioni ridotte. Qui, inizialmente viveva solo qualche forma di vita vegetale o animale. In seguito al completo distaccamento dell’isola dal continente, le forme di vita presenti in Madagascar iniziarono a svilupparsi in modo indipendente.
L’isolamento biologico, ad esempio, ha dato vita a lemuri e fossa, un tipo di mangusta. L’isolamento è ben visibile anche dal tasso di endemismo di fauna e flora; testimone silenzioso dell’antico distaccamento. Seppur lo stretto del Mozambico non avesse dimensioni tali da rendere impossibile l’attraversamento ai popoli africani, i primi uomini arrivarono qui solo 2.000 anni fa. Antichi colonizzatori che, però, non erano africani.

I primi uomini
La storia Madagascar riassunto si unisce alla mitologia malgascia quando arrivarono i primi colonizzatori. Da questi, discendono tutti i popoli indigeni presenti sull’isola. Un popolo misterioso conosciuto come Vazimba. Ancora molti malgasci credono che gli spiriti degli antenati vaghino sul territorio e molti clan vantano questa discendenza diretta o pura con la leggendaria stirpe. Secondo gli storici, questi primi coloni arrivano da Indonesia e Malaysia, navigando per oltre 6.000 km attraverso oceano Indiano e colonizzando anche le Comore.
Costeggiarono l’Asia e poi l’Africa; infatti le imbarcazioni indonesiane tipiche sono presenti in quest’area. Il popolo malgascio, a rafforzare questa tesi, presenta molti elementi che richiamano l’origine asiatica, come la lingua nativa, la cultura e i tratti somatici. Probabilmente, questo fu parte del grande movimento di espansione austronesiana. Dai coloni malesi-indonesiani discendono, ad esempio i Merina malgasci. Poco dopo, arrivano i coloni bantu dall’Africa, insieme ad altri gruppi africani e creando culture miste. Lo strumento musicale valiha è un esempio della cultura bantu presente in Madagascar; lo strumento nazionale.

I primi contatti con Arabi ed Europei
Nel riassunto della storia in breve del Madagascar nel riassunto, durante la sua antichità i navigatori arabi conoscevano già l’isola da tempo, prima degli europei. Anche Marco Polo, probabilmente, scrivendo il Madagascar nell’opera Il Milione, pur non avendolo visitato, ne aveva sentito parlare in Asia o da fonti arabe. Polo, per gli studiosi, probabilmente si confuse con Mogadiscio, in Somalia, ma da qual momento gli europei iniziarono a segnare sulle carte l’isola come Madagascar. Infatti, l’esploratore narra anche di alcuni elefanti; che non ci sono in Madagascar.
Gli arabi sull’isola
Durante la storia, gli arabi arrivarono sull’isola come profughi della guerra civile nel 632 d.C., dopo la morte di Maometto. Nel X e XI secolo si hanno le prime tracce di insediamenti, soprattutto di mercanti di schiavi da Zanzibar, oggi in Tanzania, che sfruttavano anche i popoli malgasci. Molte etnie presenti oggi sull’isola discendono degli schiavisti, come Antanosy e Antemoro. Tra le varie colonie, Vohemar e Mahajanga, erano sotto il controllo feudale dei sultanati.
L’etnia Antalaotra, invece, discende dagli arabi che portarono in Madagascar l’islam successivamente. Numerose tracce della cultura araba è presente in quella locale, come nella lingua, le pratiche astrologiche di divinazione dei ombiasy e l’antico sistema patriarcale, che sostituì quello matriarcale dei popoli austronesiani. In seguito alla migrazione araba durante la storia Madagascar in breve, si contavano 18 etnie; un vero caleidoscopio di popoli.

I primi europei
Diogo Dias e il suo equipaggio, nel 1500, sono i primi europei che arrivano in Madagascar nel riassunto della sua storia. Ciò fu dovuto a una deviazione per il maltempo sulla rotta per il Mozambico. Dias, il 10 agosto, chiamò l’isola Ilha de São Lourenço. Molte potenze europee successivamente, come Gran Bretagna e Francia, provano a insediarsi stabilmente in Madagascar, usando l’isola come scalo o rifornimento verso Capo di Buona Speranza, in Sudafrica, o per l’Asia. Ci furono però molti ostacoli, come le malattie e gli sconti con i locali.
Fort Dauphin, oggi Tolagnaro, fu tra i primi insediamenti della colonia francese. Alcuni sopravvissuti e profughi europei, entrano in contatto con i locali e l’isola diventa al termine del XVII secolo, essendo fuori dal controllo europeo, un rifugio di pirati sulla rotta delle Indie. Soprattutto l’isola di Sainte-Marie era base di oltre 1.500 pirati, paragonata spesso a Tortuga, oggi ad Haiti. Il patrimonio locale venne arricchito dall’unione anche con questi popoli con i malgasci. In questo periodo nasce anche Libertalia, nazione anarchica del libro di Charles Johnson.

Il Regno di Boina e lo schiavismo
Parlando della storia nazionale, molti popoli locali vendevano i prigionieri come schiavi, soprattutto agli arabi. Sotto il colonialismo, aumenta la necessità di operai da mandare nelle Americhe, la richiesta di schiavi aumenta, soprattutto da parte degli europei. Il fenomeno della tratta degli schiavi verso le Americhe fu cruciale per la storia del paese dal XVI al XVII secolo, soprattutto per aumentare i commerci con l’Europa, importando armi e alcool, vendendo gli schivi. In questo momento nascono i regni di Sakalava di Menabe, degli Zana-Malata e Merina sull’altopiano, al centro dell’isola.
La nascita dei primi regni e i tentativi dell’unificazione
Andrianahifotsy, figlio del fondatore del Regno di Menabe Andriamisara I, cerco per primo di unificare il Madagascar sotto la sua corona. Tentativo che fallì durante la storia malgascia. Dal XVII al XVIII secolo il clan Tsitambala, con alla guida Ramanano, conquista la costa orientale. Il suo esercito nel 1712 viene però sconfitto dal leader dei o Zana-Malata, Ratsimilaho, figlio di Thomas White, un pirata britannico e della principessa indigena Antavaratra. Ratsimilaho riesce a unificare tutti i popoli del Madagascar orientale durante la sua storia nel riassunto; nasce così il regno di Betsimisaraka.
Bety, sua figlia, diventa a 15 anni regina e nel 1750 sposa un francese naufrago, a cui dona l’isola di Sainte Marie. Jean Filet la cede poi alla corona francese, un episodio piccolo, ma che dona ai francesi anche un pretesto per l’occupazione del Madagascar. Zanahary, suo successore, si trova a gestire vari attriti e il sentimento nazionalistico, spaccando il regno e riducendolo solo alla zona di Fenoarivo. In questo momento, Maurice-Auguste Beniowski si insedia ad Antongila e si proclama imperatore del Madagascar.

Il Regno del Madagascar
Durante la storia malgascia, nel centro dell’isola, sull’altopiano, viveva il popolo Merina. Considerando la sua posizione, per lungo tempo rimase al di fuori delle vicissitudini storiche di regni e coste. Andrianampoinimerina, il loro re, al termine del XVIII secolo unisce i popoli del centro sotto la sua corona, ottenendo ciò soprattutto grazie a matrimoni politici e forza militare.
Il sovrano si è distinto soprattutto per la sua amministrazione innovativa e saggia. Introdusse nuovi strumenti e pratiche per supportare l’agricoltura e come capitale sceglie, per la sua posizione strategica, Antananarivo. Le ambizioni del re, però, riguardano tutta l’isola, che chiamava la sua risaia il cui solo confine era il mare. Nel 1810, alla sua morte, non raggiunse i suoi obiettivi. Radama I, chiamato Il Grande, suo figlio, cercò di concludere i paterni piani.
L’ascesa Merina
Radama, durante la storia del Madagascar in breve, è anche favorito dalla situazione storica mondiale. Napoleone Bonaparte introduce nel 1814 un nuovo assetto, dove domina la Gran Bretagna, che inizi azioni per prendere il dominio sui francesi nell’Oceano Indiano. Conquistano Mauritius e riconoscono il Regno del Madagascar come Nazione sovrana e Radama come suo sovrano. In questo modo, fermano le mire coloniali francesi sull’isola.
Insieme agli inglesi, Radama I stringe molti accordi, dichiarando inoltre illegale il commercio di schiavi, danneggiando ulteriormente le colonie della Francia. In Madagascar arrivano missionari inglesi, che diffondono religione e cultura, ricevendo oro e altri preziosi, oltre che armi e uniformi militari. L’esercito di Merina crebbe, sovrastando i rivali, come Betsimisaraka e Sakalava. Il sovrano, nel 1824, dichiara di avere il dominio su tutta l’isola e di esserne il solo padrone.

Ranavalona I la Crudele
Proseguiamo il nostro riassunto della storia del Madagascar, arrivando al 1828, quando Radama muore e il potere passa a sua moglie. Ranavalona I, conosciuta dalla storia come La Crudele, inizia il dominio sterminando i suoi eredi e parenti del re, dedicandosi inoltre alla cancellazione di tutte le innovazioni apportate dal marito e da Andrinampoinimerina, essendo molto legata alle tradizioni malgasce. A corte tornano stregoni e aristocratici prima allontanati, caccia i missionari e vieta il cristianesimo, iniziando persecuzioni sui convertiti e uccide oltre 150.000 persone.
Questo periodo della storia del paese è ricordato come il periodo in cui la terra era oscura: tany maizina. Cancella le riforme legali e riporta millenarie usanze, come il veleno di una pianta in tribunale e offerte agli dei, riducendo al minimo i rapporti con gli europei. Radama II, il figlio, inizia così a tramare contro di lei, essendo in segreto vicino a circoli nazionali francesi e al cattolicesimo.
Radama II e il colpo di Stato
Nel 1854 scrive a Napoleone III, chiedendo di invadere il Madagascar e destituire la madre, firmando nel 1855 un documento che concede al francese Joseph-François Lambert lo sfruttamento esclusivo delle risorse minerarie dell’isola e dele foreste, in cambio di tributi alla dinastia. Un ulteriore pretesto per la Francia. Radama non riceve risposta da Napoleone III e, insieme ai francesi nazionalisti progetta un colpo di Stato, che Ranavalona sventa nel 1857; radicalizza così ulteriormente la sua posizione, cacciando gli stranieri.
Nel 1861, alla morte della madre, Radama II sale al trono, ripristinando le riforme paterne. L’aristocrazia malgascia, tornata a corte con la regina, non gradiva tali mosse, dimostrandosi avversa strangolando il re nel 1863, dopo solo 2 anni al potere. L’ultimo uomo sul trono del Madagascar durante la sua storia, in breve.

La stirpe delle regine malgasce
Nel riassunto della Madagascar storia, l’assassinio del re venne attribuito a Rainivoninahitriniony, il primo ministro allora, e al fratello Rainilaiarivony. I due divennero figure importante per la politica malgascia durante la storia. Sul trono sale la vedova del re nel 1863, Rasoherina, guidata da Rainilaiarivony nelle sue scelte. Ripristina la libertà di culto, rafforza i rapporti con i britannici, USA e Francia. Sposa prima Rainivoninahitriniony e poi il fratello, regnando fino al 1868, quando morì. Ranavalona II, sposa di Rainilaiarivony, sale al trono nel 1869. Dichiarata cristiana, istruita alla London Missionary Society e battezzata, l’anglicanesimo divenne religione di Stato. Fece bruciare in piazza i talismani sacri chiamati sampy, considerati sacri da Ranavalona I.

La Guerra franco-hova
I missionari erano sempre più presenti e vennero costruite chiese e scuole. In questo periodo della storia la cultura malgascia venne velocemente trasformata seguendo modelli europei e l’inglese diventa la seconda lingua. Rainilaiarivony sempre sceglie nel 1883, come regina e moglie, Ranavalona III. Lei equilibra i rapporti con la Francia e chiede la protezione degli Stati Uniti, fallendo. L’esercito francese nel 1883 arriva sull’isola, iniziando la guerra franco-hova. Ranavalona è costretta a pagare un risarcimento agli eredi di Lambert, cedendo Antsiranana, Nosy Be e Île Sainte-Marie; che diventano protettorati della Francia.
Durante questo periodo della storia del paese, nel riassunto di quella africana, l’Europa si sta dividendo l’Africa in un complesso contesto storico. La Gran Bretagna rinuncia al Madagascar e i francesi sono liberi di dichiarare l’isola nel 1890 un protettorato. Ranavalona III cerca di opporsi apertamente, i francesi così iniziano nel 1895 un’invasione dell’isola, da Mahajanga ad Antananarivo: la seconda guerra franco-hova. Questa, però, si conclude velocemente e, nel 1896, il Madagascar è ufficialmente una colonia francese. I Merina vengono mandati in Algeria in esilio.

Il colonialismo francese
Nella storia in breve del Madagascar, Antananarivo, la capitale, è occupata dai francesi nel 1895 e il primo ottobre viene firmato un trattato di pace che impone il protettorato sul regno Imerino. Joseph Simon Gallieni, Governatore del Madagascar, dopo cospirazioni a corte soppresse, esilia ad Algeri l’ultima regina. L’opera dei francesi all’inizio della storia coloniale malgascia è quella di eliminare dall’isola l’influenza inglese e introdurre anche come lingua ufficiale il francese.
Impone severi regimi fiscali, creano numerose piantagioni di caffè espropriando i terreni e privatizzandoli. Sotto il dominio francese, il Madagascar entra nella prima e seconda guerra mondiale, combattendo in Siria, Marocco e Francia. Il governo filo-tedesco di Vichy, con la caduta francese, prende il Madagascar fino al 1942; quando inizia l’invasione inglese dell’isola a scopo preventivo contro il Giappone. In seguito alla guerra, il Madagascar tornò alla Francia.

Il percorso verso l’indipendenza
Nel secondo dopoguerra, si diffonde nell’isola il sentimento indipendentista e nazionalista. Ricevendo un’istruzione europea, combattendo anche spesso all’estero, permette ai giovani malgasci di essere trattati come francesi. Nel 1947 si tiene la prima rivolta, con numerosi caduti, e negli anni ’50 nascono molti movimenti indipendentisti e partiti malgasci. Nel 1956 mutano gli atteggiamenti francesi nei confronti del Madagascar, introducendo la legge quadro Defferre e l’istituzione di governi locali nelle colonie elette a suffragio universale, con una parziale autonomia dalla Francia.
La Nascita della Repubblica
Durante la breve storia del Madagascar riassunto, nel 1958, il ritorno di Charles de Gaulle segna la possibilità per i malgasci di votare per l’indipendenza. Nel 1959 entra in vigore la costituzione nazionale e nel 1960, il 26 giugno, il Madagascar diventa una Repubblica indipendente e Philibert Tsiranana il primo presidente. La sua politica era incentrata a preservare lo status quo e gli interessi francesi; ragion per cui fu molto criticato da chi lottò per l’indipendenza del paese. Tsiranana si ritira nel 1972 e lascia il posto al generale Gabriel Ramanantsoa. Istituisce un governo militare provvisorio, iniziando rapporti con l’Unione Sovietica.

La Repubblica Democratica Malgascia
Il colpo di stato del 1975 porta un altro militare al potere durante la storia malgascia. Didier Ratsiraka fu presidente per più di 7 anni e la sua politica fu socialista, seguendo il modello di Ramanantsoa. Nazionalizza le imprese private e il sistema scolastico subisce una malgascizzazione. L’opposizione era limitata, come la libertà di stampa e, nel 1977, l’Avant-garde de la Révolution Malgache è l’unico partito ad essere legale. In questo periodo della storia Madagascar, l’economia è in declino e il Madagascar sempre più isolato. Alla fine degli anni ’80, il regime è indebolito, soggetto alle pressioni esterne.
Per contrastare l’economia in declino, Ratsiraka introduce riforme liberali, ma non sufficienti per calmare i movimenti antigovernativi, come l’Hery Velona, molto radicato ad Antananarivo, inizia rivolte e proteste pacifiche, oltre che scioperi. L’esercito del governo, nel 1991, apre il fuoco a Iavoloha sui manifestanti, uccidendo molte persone. Ratsiraka, in una posizione difficile, accoglie di negoziati per un governo transitorio e vengono così create istituzioni ad interim. Il presidente perde molti poteri e inizia il processo per creare il governo costituzionale. Il Consiglio delle Chiese Cristiane Malgasce propone nel 1992 una nuova costituzione, accettata l’anno seguente con un referendum di maggioranza.

La Repubblica dal 1993 al 2009
Albert Zafy, leader del Hery Velona, nel 1993 trionfa contro Ratsiraka alle nuove elezioni presidenziali, subendo l’esito opposto però nel 1997. L’AREMA, il partito di Ratsiraka, nel 1998 crea una nuova costituzione che rafforza i poteri presidenziali. Nel 2001, le elezioni furono controverse ed entrambi i candidati si dichiararono vincitori. Il ministro dell’interno dichiara però la vittoria di Ratsiraka, nuovamente iniziano proteste e ne segue una crisi, sabotaggi e manifestazioni considerate – probabilmente in modo eccessivo – come una guerra civile. Tra le ragioni dei disordini ci furono anche scontri etnici; in quanto Ravalomanana era dei Merina e Ratsiraka delle coste.
Ratsiraka nel 2002 si ritira in esilio in Francia e Ravalomanana sale al potere, iniziando progetti, riforme e battaglie per eliminare la corruzione. Il 2009 durante la storia malgascia è caratterizzato da un nuovo colpo di Stato guidato da Andry Rajoelina, leader dell’opposizione. Dopo aver obbligato alle dimissioni con l’esercito Ravalomanana, acquisisce pieni poteri. Anche l’Unione Europea, insieme a quella Africana e ONU; si oppongono a ciò; iniziando in Madagascar un regime. Nel 2013, Rajaonarimampianina diventa dopo le elezioni presidenziali il nuovo presidente. Dal 2019, è invece rieletto Andry Rajoelina.

Il Madagascar Oggi
Dopo aver visto nel nostro riassunto la storia del Madagascar, per comprendere così al meglio il suo presente, questa meravigliosa isola aspetta i viaggiatori di tutto il mondo! Stato insulare nell’Oceano Indiano, al largo della costa orientale africana e di fronte al Mozambico, è la quarte isola più grande. Famosa per ospitare una flora e una fauna uniche sulla Terra, come rane, lemuri e i baobab tipici. Il malgascio oggi è la prima lingua, mentre la seconda il francese.
Il Paese, pur essendo ricco di risorse naturali e minerali – nel 2005 è stata dichiarata la scoperta del petrolio -, rimane tra i più poveri al mondo e una delle sue risorse principali è il turismo. Un viaggio qui è un’avventura incredibile per chi ama la natura, gli animali, o rilassarsi sulle sue spiagge, tra verdi distese dell’altopiano, o fare il bagno nelle sue acque cristalline; mettendo così d’accordo ogni viaggiatore. Da Nosy Be, alla baia di Antsiranana e il Parco Nazionale della Montagna d’Ambra, fino alla capitale Antananarivo e al parco dei Tsingy, certamente non mancano le cose da vedere o fare!

Sulle tracce della storia del Madagascar
La storia del paese è conservata nei villaggi, nelle capitali antiche sugli altopiani e nelle testimonianze dell’eredità dei regni malgasci. Ad Antananarivo potete vedere le tracce della monarchia Merina, mentre sulle coste e lungo le antiche rotte commerciali emergono influenze africane, arabe, asiatiche ed europee, che hanno contribuito a forgiare la cultura locale. Se volete approfondire i luoghi più importanti della storia del Madagascar, potete consultare la nostra pagina dedicata ai viaggi di gruppo in Madagascar.





