La Storia del Messico
La storia del Messico è importante per comprendere con un riassunto in breve la storia messicana, il passato e il suo presente. Un periodo storico lunghissimo, di oltre 3100 anni, dalle prime civiltà precolombiane, arrivando ad oggi. Un racconto ricco e complesso, dalle grandi civiltà alla conquista spagnola, arrivando nel 1821 all’indipendenza. Andiamo quindi a scoprire insieme la sua storia in breve nel nostro riassunto, comprendendo al meglio il paese durante il vostro Viaggio in Messico!
Leggi anche: Messico, Cosa Vedere, fare e in Quanti Giorni »
La Storia Messicana
Per comprendere il presente è importante conoscere il passato grazie a un riassunto della storia messicana in breve. Una storia variegata e lunga, difficile da riassumere e che affonda le radici in grandi civiltà. Prima dell’arrivo degli europei, sul territorio abitavano Maya, Aztechi e Olmechi, che svilupparono sistemi complessi e imponenti architetture. Inoltre, possedevano conoscenze avanzate di matematica e astronomia. Gli Aztechi, ad esempio, fondarono Tenochtitlán, dove oggi sorge Città del Messico. Hernán Cortés arriva dalla Spagna il 1519, conquistando il territorio azteco nel 1521 e iniziando il periodo coloniale spagnolo. In questo momento della storia messicana, il paese è tra le colonie principali del Vicereame della Nuova Spagna.
Un periodo caratterizzato dallo sfruttamento di risorse e cancellazione di culture e religioni locali. Il Messico raggiunge l’indipendenza nel 1821, dopo lunghe lotte guidate da importanti figure, come Hidalgo e Morelos. A questa segue un periodo di instabilità, conflitti internazionali e guerre civili, oltre alla guerra con gli USA fino al 1848, arrivando alla perdita di parte del territorio. La rivoluzione del 1919 segna importanti cambiamenti e nuove riforme, oltre alla fine della dittatura di Díaz. Oggi, il Messico è un paese molto apprezzato dai viaggiatori di tutto il mondo per la sua storia, i paesaggi e la cultura.
Andiamo quindi a scoprire nel nostro riassunto la storia Messico in breve!
Le fasi della Storia del Messico
| Periodo | Epoche Storiche |
|---|---|
| Epoca Precolombiana | Fino al 1519 |
| Conquista Spagnola | 1519 – 1521 |
| Vicereame della Nuova Spagna | 1521 – 1821 |
| Guerre e Indipendenza | 1810 – 1821 |
| Primo Impero Messicano e Prima Repubblica | 1821 – 1855 |
| Guerra Messico-USA | 1846 – 1848 |
| Riforma Liberale e Secondo Impero | 1855 – 1876 |
| Porfiriato | 1876 – 1911 |
| Rivoluzione Messicana | 1910 – 1920 |
| Messico Post-rivoluzione | 1920 – 1940 |
| Messico odierno | 1940 – …. |
Preistoria e antichità messicana
Prima di trattare le grandi civiltà, il nostro riassunto della storia del Messico non può che iniziare, in breve, dalla sua preistoria. Un periodo che compre moltissimi anni, dalla comparsa dei primi umani oltre 20.000 anni fa sul territorio, arrivando alle civiltà mesoamericane. I primi abitanti erano raccoglitori, nomadi e cacciatori. Di questo periodo, gli storici hanno trovato utensili e resti di grandi animali, come bisonti e mammut.
Dal 7.000 a.C. circa, inizia la rivoluzione agricola e i nomadi di stabilizzano per le coltivazioni, passando a una vita più sedentaria e le prime comunità. Nei pressi del Golfo del Messico e della valle di Oaxaca, nel 1.500 a.C., sorgevano i primi villaggi. Oggetti innovativi in pietra, segnano l’inizio delle prime civiltà, come gli Olmechi: la cultura madre del Mesoamerica. Questa comparve nel 1.200 a.C. circa, precursori delle grandi civiltà della storia messicana.

Epoca preispanica
Durante la storia del paese, si sono susseguite molte civiltà, come in tutta l’America, inoltre. I primi abitanti furono cacciatori, provenienti probabilmente dall’Asia che attraversarono lo Stretto di Bering durante le grandi glaciazioni. La coltivazione del mais, fondamentale nella storia nazionale, non si sviluppò prima del V millennio a.C.
La lavorazione del vasellame, invece, è introdotta dal 2.500 a.C. circa, data d’inizio per gli storici delle civiltà mesoamericane. Mentre nei deserti a nord, i popoli vivevano ancora di raccolta e caccia, nel sud del Messico l’agricoltura permette la transizione al periodo antico preclassico, fino al XVI secolo a.C. Dal XII secolo a.C., arrivando all’arrivo degli spagnoli nel 1521, il Messico durante il riassunto della sua storia vide alcune importanti civiltà avanzate:
Olmechi
Antica civiltà precolombiana fondamentale per la storia messicana, gli Olmechi vivevano nella zona tropicale del Messico centro-meridionale. Oggi, nelle loro zone, possiamo trovare. ad esempio gli stati di Tabasco e Veracruz, nei pressi dell’istmo di Tehuantepec. Questa civiltà durò circa dal 1400 a.C. al 400 a.C. e furono la prima civiltà mesoamericana, mettendo solide fondamenta per quelle che seguirono. Secondo gli storici, gli Olmechi praticavano primitivi giochi con la palla e sacrifici umani. Tracce di questa cultura sono anche a El Salvador.
Cuore del loro territorio erano le pianure alluvionali, tra colline e vulcani, tra le Montagne Tuxtlas e la baia di Campeche. In quest’area sono rinvenuti importanti complessi templari, come Tres Zapotes, Laguna de los Cerros e San Lorenzo Tenochtitlán. Inoltre, arrivarono vicino al Guatemala. Inoltre, furono i primi a sviluppare la scrittura, e simboli tipo i geroglifici egizi, chiamati Epi-Olmechi. Al Museo di Antropologia di Xalapa sono presenti i pochi resti di questa civiltà, che però ha messo le basi per quelle successive del Mesoamerica, come per quanto riguarda anche il culto del giaguaro e il calendario.

La civiltà di Teotihuacán
La città precolombiana di Teotihuacan, a circa 40 km dall’odierna Città del Messico, è oggi tra i maggiori siti archeologici del paese. Popolare soprattutto per le popolari piramidi e la sua architettura. Ma ha anche un profondo significato antropologico per le residenze multi-familiari e il Viale dei Morti, oltre che per i murales perfettamente conservati. Questa città, fondata intorno al 100 a.C., era un centro religioso e una delle più importanti città del Nuovo Mondo.
Il suo apice fu nel I millennio d.C., quando era la sesta città più grande del tempo al mondo. Il termine Teotihuacan è usato per indicare anche la società e la civiltà che abitava il sito. Anche gli Aztechi sono influenzati da questa società, popolata da diverse etnie. Il sito sorge oggi nella zona di San Juan Teotihuacán e copre circa 83 km2; un Patrimonio Unesco dell’Umanità dal 1987. Nel VIII secolo questa società decade e arrivano potenze ostili, come le tribù chichimeche dal deserto dal X secolo. A nord-est, gli Oasisamericani creano una loro civiltà nei pressi di Paquime.

Zapotechi
Chiamato anche il Popolo delle Nubi, la civiltà degli Zapotechi nasce nella valle di Oaxaca durante la Messico storia. Alcune testimonianze di questa civiltà sono rinvenute anche nei pressi della città antica di Monte Albán. Tra queste troviamo tombe, ornamenti funebri, gioielli in oro, campi di gioco della palla e strutture. Nel XV secolo circa, sono conquistati dagli Aztechi; ma mai sottomessi completamente durante la storia messicana.

Maya
Parlando della storia messicana, i Maya sono senza dubbio tra le civiltà più importanti e conosciute. Un popolo noto per aver sviluppato arte, matematica, astronomia, scrittura e architettura. La zona di sviluppo comprende il sud-est del Messico, Belize, Guatemala, El Salvador e Honduras. Tra le prime civiltà stanziali che coltivarono il mais e le loro città dal 750 al 500 a.C. vantavano architetture monumentali. Kaminaljuyu era uno dei centri fondamentali dell’altopiano del Guatemala. Con i primi monumenti scolpiti nel 250 d.C., si fa iniziare per la storia in breve del Messico il periodo classico.
Una rete commerciale univa le città-stato maya, come Calakmul e Tikal. Il collasso politico nel IX secolo porta a una guerra civile e l’abbandono dei centri abitati, vedendo nascere nel periodo post classico Chichén Itzá. Si espande l’aggressivo regno Quiché di Q’umarkaj. L’impero spagnolo, nel XVI secolo, colonizza questi territori. L’ultima città Maya cade nel 1697. La religione prevedeva un re divinità, che era un mediatori tra umani e soprannaturale. La politica maya, invece era un sistema di patronato chiuso, con una classe aristocratica. Solo tre libri delle conoscenze maya sono arrivati a noi oggi, in quanto distrutti dagli spagnoli.

Toltechi
Altro importante popolo nativo durante l’epoca precolombiana erano i Toltechi. Predominanti tra il X e il XII secolo nell’area centrale odierna del paese, parlavano il nahuatl; lingua anche degli Aztechi. Un popolo prevalentemente guerriero e nomade, nel 1168 la capitale era a Tula, distrutta poi dai Cicimechi. Dopo questo evento, si sgretolò l’unità politica della civiltà, portando caos e imbarbarimento; arrivano anche in Nicaragua. In seguito, furono gli Aztechi a far terminare il loro dominio.
Re Quetzalcoatl porta nello Yucatán i Toltechi, creando con capitale Chichén Itzá un regno maya-tolteco, durato fino al 1544; con l’arrivo degli spagnoli. Fu da questa civiltà che gli Aztechi presero l’uso dei sacrifici per le divinità. I Toltechi sono ricordati soprattutto per un periodo, infatti, di sacrifici umani, terminando i riti pacifici.

Mexica
Tra le più importanti civiltà precolombiane nel riassunto della storia del Messico troviamo i mexica, meglio conosciuti come aztechi da noi. Sicuramente furono la civiltà più attiva e florida quando arrivarono gli spagnoli, provenivano dal sud della California, arrivano nell’odierno Messico dal XIV fino al XVI secolo. Il termine Aztechi non è usato, in quanto anche i loro discendenti si identificano come Mexica o Tenochca. Fu il tedesco Alexander von Humboldt a coniare il temine azteco, riferendosi al popolo di Tenochtitlán. Dal XIII secolo nella valle del Messico, cuore di questa civiltà con capitale Tenochtitlan, si forma una triplice alleanza sulle isole nel lago Texcoco.
Questa triplice alleanza si espande, conquistando tutte le città del Mesoamerica. Questa cultura la suo apice aveva una religione e miti complessi, come manufatti artici e architettonici incredibili. Hernán Cortés nel 1521 sconfigge la triplice alleanza e conquista Tenochtitlan sotto Montezuma II. La cultura mexica è conosciuta grazie a famosi siti archeologici, come il Templo Mayor a Città del Messico e dalle testimonianze dei conquistadores. Tra questi scritti, troviamo il Codice Fiorentino del frate Bernardino de Sahagún.

Il periodo coloniale spagnolo
Nel riassunto della storia del Messico in breve, nel 1517 Francisco Hernández de Córdoba raggiunge la penisola dello Yucatán da Cuba. Nel 1518 arrivano le navi di Juan de Grijalva e nel 1519 Hernán Cortés, che prese Cozumel. Durante la storia messicana, l’accoglienza per gli spagnoli fu pacifica da parte di Montezuma. Infatti, basandosi su antiche leggende, Cortés e i suoi uomini sono scambiati per emissari divini di Quetzalcoatl, il serpente piumato. Cuauhtémoc, ultimo leader azteco è giustiziato nel 1521 dagli spagnoli e, lo stesso anno, cade una delle civiltà più importanti della storia.
Tenochtitlán è poi conquistata e in circa un anno gli spagnoli controllano tutto il paese, sottomettendo i regni mesoamericani. A nord, però, le etnie semi-nomadi resistono fino al XX secolo, quando è negoziato l’armistizio con gli Yaqui. Gli spagnoli erano accompagnati da missionari, convertendo gli indigeni.

La conquista del Messico
Hernán Cortés, in nome di re Carlo I di Spagna, durante la storia spagnola dal 1519 al 1521 diede vista alla conquista del paese, annettendoli all’impero spagnolo. Con la presa di México-Tenochtitlan, favorita anche dai popoli locali prima sottomessi agli aztechi, sperando di liberarsi dalla schiavitù grazie ai conquistadores. La conquista continua fino al 1525, arrivando oltre l’attuale Messico e in parte del sud degli Stati Uniti.
Ciò, oltre al lato militare, cambiò la religione e la cultura, creando una nuova identità nel centro America. Le nuove colonie conquistate vennero unite sotto il vicereame della nuova Spagna. Queste terre erano sfruttate a livello agricolo e minerario, portando gradualmente nel 1810 ai movimenti di ribellione per l’indipendenza messicana, raggiunta nel 1821. Questo periodo della storia del paese è stato ricostruito soprattutto grazie ai diari di Cortés stesso.
La colonizzazione
Per quanto riguarda la vita degli Indios, la Spagna introduce un nuovo sistema tributario, sconvolgendo il carico fiscale. Le differenza tra i popoli erano molte, come quelle sociali e comportamentali, oltre che fisiologiche. Infatti, se per gli indios alcune malattie mortali, per gli spagnoli semplici influenze, e viceversa. Ciò porta alla scomparsa di una grande parte degli indigeni in circa 50 anni dalla colonizzazione. Una vera e propria mattanza, anche dovuta a sfruttamento e crudeltà, oltre che la pretesa di sovrapporre due culture troppo diverse. Una delle prime cause del tracollo demografiche degli indios, fu l’alcolismo, prima punito e bandito dalle vecchie gerarchie.

Il Vicereame della Nuova Spagna
Durante il riassunto della storia del Messico durante il periodo dell’impero coloniale spagnolo, questo fu dal 1535 al 1821 il primo Vicereame della Spagna, oltre che il più esteso. Dal 1763 al 1803, inoltre, si estese anche fino all’allora ex Louisiana francese. La capitale del Vicereame scelta fu Città del Messico. La Nuova Spagna amministrava le terre dentro questi confini, oltre che le Filippine e altre isole minori in Oceania. Solo in seguito alla sconfitta dell’esercito spagnolo, questi territori diventano indipendenti.
L’amministrazione dal 1535 è affidata a un viceré e, il primo, fu Antonio de Mendoza. Nominato da Carlo V, in questo periodo la Spagna si arricchisce grazie all’oro e all’argento, ma anche grazie alle coltivazioni di caffè e zucchero. Tra i principali porti commerciali troviamo Acapulco e Veracruz. Gli indigeni si ridussero dell’80% a causa di epidemie e massacri. In questi tre secoli della storia del paese, la nazione divenne meticcia, cattolica e ispanica, come oggi. Le architetture, la cucina, le festività e la struttura sociale odierne sono influenzate da questo periodo.

La guerra d’indipendenza messicana
Durante la storia nazionale, il periodo dal 1810 al 1821 è segnato da moti rivoluzionari e guerre d’indipendenza; iniziando il 16 settembre del 1810. La scintilla fu un’idealistica rivoluzione contadina contro i coloni, terminando con un’assurda alleanza tra conservadores e liberales. In diverse zone dell’America Latina scoppiano rivolte separatiste. Melchor de Talamantes, eroe indipendentista, muore nel 1809 e, l’anno seguente, Miguel Hidalgo y Costilla, un sacerdote creolo, parte per raggiungere Dolores Hidalgo, nel Guanajuato, a capo di un esercito formato da indigeni e no, per contrastare i coloni.
Nel 1811 conquista la città e il movimento si allarga. Creoli, indigeni e meticci si alleano contro i Gachupines e, nel 1813, viene firmato il primo atto d’indipendenza: l’Atto Solenne della Dichiarazione di Indipendenza del Nord America. Con il patto tra i generali Agustín de Iturbide e Vicente Guerrero nel 1820 ci fu la svolta per il paese: l’atto di indipendenza firmato nel 1821.

La nascita della Repubblica
La costituzione arriva il 4 ottobre del 1824, dando vita alla Repubblica. Nel 1835 i coloni texani americani si ribellano alle autorità messicane e, dopo la battaglia di San Jacinto del 1836, viene proclamata la Repubblica del Texas. Anche Guatemala e Repubblica dello Yucatan chiedono la secessione. Dopo la perdita di molti territori, la superficie messicana si diminuisce in modo drastico.
La Guerra messico-statunitense
Dal 1846 al 1848 vediamo la presidenza Polk in contrapposizione a quella centralista messicana. Conflitto della storia che è ricordato anche come la Mexican War. Questa fu la conseguenza di attriti tra i paesi dopo l’annessione del Texas agli USA nel 1845, in quanto il Messico lo considerava ancora parte del territorio. Ciò accadde anche se molti politici statunitensi erano contro l’annessione texana, in quanto schiavista e ciò avrebbe creato problemi con gli stati antischiavisti al nord. Polk, in seguito alla sua elezione, inizia l’espansione degli Usa verso ovest, iniziando una missione diplomatica in Messico per chiedere un indennizzo.
Ciò era pianificato proprio per spingere il Messico a un attacco, sfruttando l’aggressione e convincendo così il Congresso ad appoggiare la guerra. I messicani attraversano il Rio Grande e si scontrano durante l’incidente di Thornton con gli statunitensi: il motivo della dichiarazione di guerra. Gli statunitensi occuparono velocemente molti territori, arrivando fino all’Alta California messicana, bloccando vari porti. Il governo messicano si rifiutò di firmare la pace, e gli USA invadono così l’entroterra. Winfield Scott raggiunge e conquista Città del Messico, ma i messicani non vogliono negoziare, seppur sconfitti. Solo Nicholas Trist riesce nel 1848 a porre fine al conflitto, con la firma del trattato di Guadalupe Hidalgo. Il Messico cede così molti territori agli Stati Uniti, che cancellano però il debito messicano.

Il Secondo Impero messicano
Durante la breve storia del Messico, nel 1863 viene creato il Segundo Imperio Mexicano. Quando il 10 luglio un gruppo di conservatori notabili decide di modificare il paese in Impero, incoronando Massimiliano d’Asburgo Lorena come imperatore. Massimiliano, inoltre, era appoggiato da un esercito conservatore e da quello imperiale della Francia, entrando dal porto di Veracruz quando l’esercito di Benito Juárez si ritira, venendo così proclamato imperatore.
Ciò fu dovuto al fatto che nel 1861 Spagna, Francia e Inghilterra pretendevano dal Messico pagamenti di debiti, insediando molte navi a Veracruz, durante la pestilenza di febbre gialla. Scesero comunque dalle navi, per portare avanti alcune trattative ma, nel 1862, il paese è invaso da una spedizione di Napoleone III, culminando nella conquista del Messico e nella costituzione del 1863. L’arciduca Massimiliano d’Asburgo, salito al potere come imperatore, viene poi fucilato nel 1867 per ordine del presidente Benito Juárez.

ll Porfiriato
Nella guerra contro i francesi durante la storia Messico riassunto spicca un personaggio, l’eroe Porfirio Díaz. Eletto presidente del Messico nel 1876, in carica fino al 1911, un periodo della storia del paese ricordato per l’instabilità e il suo regime. Un’opera inizialmente orientata per la pace, l’apertura del paese a investimenti stranieri e per il progresso messicano. Infatti, numerose riforme arricchirono il paese, modernizzandolo; ma ciò porta vantaggi unicamente alle classi privilegiate, allargando il divario sociale.
Questo malcontento e i voti ripartiti alle elezioni creano attriti soprattutto nella classe media, portando così alla Rivoluzione messicana. José de la Cruz Porfirio Díaz Mori è storicamente considerato un dittatore a tutti gli effetti durante il suo terzo mandato. Fece correggere la Costituzione e mantenne la carica senza elezioni. Pur avendo idee liberarli, sostenendo inizialmente un regime repubblicano, arrivato al potere ci rimase in forma dittatoriale.

La Rivoluzione messicana
Durante la storia messicana nel 1910, durante le elezioni presidenziali, Porfirio dopo 30 anni al potere partecipa al pari di Francisco Madero, per poi farlo imprigionare e rilasciarlo. Díaz vince le elezioni, Madero prese solo pochi voti, ma ciò perché molti dissero che ci furono brogli e Madero incitò il popolo con il piano di San Luis Potosí. Inizia così una guerra civile, chiamata rivoluzione messicana. La prima fase è chiamata rivoluzione maderista, quando Díaz affronta le molte ribellioni, come quella di Francisco “Pancho” Villa. Con la presa di Ciudad Juárez, Díaz durante la storia del Messico in breve nel 1911 nel riassunto, voleva evitare la guerra civile, già iniziata; andando esule volontario in Francia.
La situazione degenera in lotte per il potere tra rivoluzionari, Madero diventa presidente e viene ucciso con il suo vice nel 1913 dal generale Huerta, che si proclama presidente. In risposta, molti firmarono il Piano di Guadalupe contro Huerta, deposto nel 1914. Viene riunita la Convenzione di Aguascalientes per dare al Messico un governo democratico, ma la guerra civile continua. Si concluse ufficialmente nel 1917, con la nuova costituzione messicana. Anticlericale e divieto di rielezione erano i punti fermi. Le lotte interno però continuarono per anni, arrivando nel 1919 all’assassinio di Zapata e nel 1923 quello di Pancho Villa. Anche Álvaro Obregón, presidente dal 1920, viene assassinato nel 1928 durante un’ondata di violenza, chiamata rivolta dei cristeros durante il governo Calles.

La Guerra cristera
La costituzione messicana, approvata nel 1917 nella storia del Messico riassunto, prevede la separazione netta tra Chiesa e Stato. Nel 1926, questo porta a dare piena attuazione al dettato costituzionale, requisendo beni della chiesa, chiudendo scuole cattoliche e sopprimendo ordini ecclesiastici. I cattolici, dopo molto proteste, si dividono in ramo pacifico e quello pro ad azioni violente, i cristero, unendosi in veri e propri eserciti. Le opposizioni sono represse con la forza, esecuzioni anche verso i non violenti e anche solo verso chi professava pubblicamente la fede. Nel ‘900, molti vennero beatificati come martiri. Il governo, nel 1929 e messo davanti alle troppe rivolte, raggiunse un accordo di cristeros estremisti, però, non erano convinti, opponendosi ancora per un decennio al governo.

Storia messicana contemporanea
Con la morte di Álvaro Obregón e il termine della rivoluzione messicana nel 1929, la storia del paese vede come Jefe maximo de la Revolución Calles. Lo stesso anno forma il Partito Nazionale Rivoluzionario, controllando i politici e mettendosi a capo di partito; detenendo il potere per 71 anni nella storia nazionale. Prima del 1930, gli eventi storici sono sempre connessi a questa rivoluzione. Nasce una nuova classe dominante, più omogenea. Una borghesia nazionalista, progressista e cittadina, accumunata dal mondo industriale e commerciale, appoggiata da militari e politici, oltre che contadini.
Quando Lázaro Cárdenas del Río diventa nel 1934 presidente, società petrolifere e ferrovie sono nazionalizzate e sono distribuiti numerosi ettari di terra. Emilio Portes Gil fino al 1930 viene nominato presidente provvisorio della repubblica civile per evitare conflitti militari, all’ombra di una cospirazione militare guidata da José Gonzalo Escobar. Gli anni ’30 sono segnati da Lázaro Cárdenas del Río alla presidenza fino al 1940, schierato con repubblicani durante la guerra civile spagnola, accogliendo molti profughi. Tra gli anni ’40 e ’50, fu Miguel Alemán Valdés a iniziare l’industrializzazione del Messico.
Il Secondo dopoguerra
Prima dei Giochi della XIX Olimpiade del 1968 in Messico, durante la sua storia in breve il riassunto è caratterizzato dalle rivolte studentesche. Si arriva al tristemente noto Massacro di Tlatelolco. Il paese ospita poi nel 1970 i mondiali di calcio e lo stesso anno Luis Echeverría vince le elezioni, iniziando una politica indipendente dagli Stati Uniti. Nazionalizza le miniere e approva la modifica costituzionale, rendendola meno anticlericale, permettendo la riapertura dei rapporti diplomatici con la Chiesa.
Raúl Salinas viene arrestato nel 1995 per essere il mandante dell’omicidio di J. F. Ruiz Massieu, segretario del Partito Rivoluzionario Istituzionale. Il P.R.I. fu al potere nel paese fino al 2000, con l’elezione di Vicente Fox del Partito Azione Nazionale. Il Messico salda i suoi debiti democratici e i programmi sociali sono sempre attuali, indipendentemente dal partito al governo. Felipe Calderón attua dure lotta contro il narcotraffico, mentre dal 2012 il PRI torna al governo.

Il Messico oggi
Oggi chiamato ufficialmente Stati Uniti Messicani, il Messico è una repubblica di tipo presidenziale federale, con 32 entità. La sede dei poteri e capitale di Stato è Città del Messico ed è delimitato da America Latina e Settentrionale, con Stati Uniti, golfo del Messico e mare Caraibico, Guatemala, oceano Pacifico e dal Belize. Inoltre, è il 14° Stato più esteso al mondo con i suoi 1.972.550 km², e il decimo più popoloso, oltre che quello ispanofono più popolato.
Oltre allo spagnolo, si parlano anche tante lingue indigene. Grazie alla ricca storia messicana, come abbiamo visto nel suo riassunto, il Messico ha una cultura vibrante e meravigliosi paesaggi. Dalle rovine di antiche civiltà, le spiagge meravigliose, i suoi centri culturali, i musei e l’arte presente, senza dimenticare la cucina messicana: un Patrimonio Unesco! Il Messico è in grado di unire i desideri di tutti i viaggiatori e non vede l’ora di accogliervi.

Un viaggio nella storia messicana
Oggi, il passato del Messico lo ritroviamo nelle grandi città preispaniche, nei centri coloniali e nei monumenti che raccontano la trasformazione del Paese dopo l’arrivo degli spagnoli. Teotihuacan, Chichén Itzá e Palenque mostrano la ricchezza delle civiltà mesoamericane, mentre Città del Messico, Puebla e Oaxaca conservano testimonianze dell’epoca coloniale e della storia più recente del Paese. Se volete approfondire questo patrimonio e visitare i luoghi più significativi della storia del Messico, potete consultare la pagina dedicata ai viaggi organizzati in Messico di archètravel, dove trovate tutti gli itinerari disponibili.





