Micerino: vita, opere e misteri del faraone d’Egitto
Chi era davvero il Faraone Micerino e qual è la sua storia in Egitto? In questo articolo, vi portiamo ad approfondire la figura di uno dei più famosi e importanti faraoni egizi, esplorandone la vita, la morte, la sua Piramide e le opere di Menkaura, sovrano della IV dinastia, figlio di Chefren e nipote di Cheope. Un viaggio tra storia, misteri e luoghi da visitare per seguire le sue tracce, lasciandovi magari ispirare per il vostro prossimo Viaggio in Egitto, ripercorrendo le orme dei grandi sovrani del passato.
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Il Faraone Micerino in breve
| Categoria | Dettagli |
|---|---|
| Nome | Menkaura (nome egiziano), Micerino (greco) |
| Dinastia | IV dinastia |
| Epoca | Antico Egitto |
| Nascita | c. 2532 a.C. |
| Morte | c. 2503 a.C. |
| Periodo di Regno | ca. 2532–2503 a.C. (circa 29 anni) |
| Predecessore | Chefren |
| Successore | Shepseskaf |
| Relazioni Familiari | Padre: Chefren Madre: Khamerernebty I Consorti: Khamerernebty II, Rekhetre Figli: Shepseskaf |
| Fatti salienti | Costruzione della Piramide di Micerino Ricordato da Erodoto come un faraone giusto |
| Opere costruite | Piramide di Micerino a Giza Templi funerari |
| Luogo di Sepoltura | Piramide di Micerino, Giza |
| Scoperta della tomba | Conosciuta dall’antichità, esplorata nel XIX secolo |
| Curiosità | La sua piramide, pur più piccola, era rivestita in granito rosa di Assuan Avrebbe governato con clemenza, rispetto al padre e al nonno |
| Viaggio per scoprirlo | Crociera sul Nilo + Cairo |

Chi era Micerino
Origini e famiglia
La storia di Micerino parte dalle origini del Faraone, Menkaura, meglio conosciuto con il nome ellenizzato. Fu l’immediato successore di suo padre Chefren, anche se alcune fonti dicono del faraone Baka, ed era nipote di Cheope. Una famiglia intrecciata con la IV dinastia, la madre fu probabilmente Khamerernebti I. Le sue due principali mogli sono la sorella Khamerernebti II, madre di Khuenra, e Rakhetra, sempre figlia di Chefren. Tra i figli troviamo il suo successore Shepseskaf e Sekhemra. Erodoto, inoltre, ricorda anche una figlia morta giovane, e Khentkaus I, che sposò poi i faraoni Shepseskaf e Userkaf. Inoltre, alla sua corte si contano numerosi fratelli, parte della sua amministrazione.
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Ascesa al trono
Il faraone Micerino sale al trono nel 2510 a.C. circa, nella IV dinastia. L’ascesa avviene in continuità con la sua linea dinastica dei grandi costruttori di piramidi egiziane, sebbene il regno fosse segnato da un ridimensionamento delle risorse. Il sostegno della corte, nonostante la presenza di altri principi reali, gli permette di affermarsi e subentrare alla morte del padre, consolidandosi anche grazie a matrimoni con sorelle reali. Secondo le fonti, la sua ascesa fu accolta come un momento mite e giusto rispetto ai predecessori.
Contesto storico e religioso
Collocato in un’epoca d’oro nell’Antico Regno, quello di Micerino è segnato dalla costruzione delle Piramidi di Giza. Rispetto ai suoi predecessori Chefren e Cheope, però, il governo appare più breve e con minori disponibilità economiche; fattore che si riflette anche nella sua piramide. Le varie fonti storiche, tra cui Erodoto, lo descrivono come un sovrano benevolo, in contrasto con i suoi severi antenati. A livello religioso, continua il culto solare di Ra e di Osiride per i riti funerari. Il suo tempo funerario, infatti, ha multiple statue di divinità, vedendo come culto centrale il re, garante del Maat.
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Le opere di Micerino
Progetti edilizi e restauri
Il faraone Micerino, nella storia egiziana, è celebre soprattutto per la costruzione della sua Piramide nella Necropoli di Giza. La minore delle tre era la più raffinata nella sua esecuzione. Presentava un basamento in granito rosa proveniente da Assuan e blocchi bianchi di calcare. Accanto, fece realizzare tre piramidi satellite, probabilmente per le sue regine. Un complesso che includeva anche un tempio a valle e uno funerario, arricchito da statue che lo raffigurano accanto a divinità. Alla sua morte, i lavori erano ancora incompiuti e vennero completati dal figlio Shepseskaf.
Stile artistico del regno
Lo stile artistico durante il regno del faraone Micerino riflette la raffinatezza della storia d’Egitto durante la IV dinastia, tra realismo e monumentalità. Le statue che lo raffigurano, inoltre, sono spesso scolpite in diorite, mostrando tratti idealizzati ma umani, rispetto ai predecessori. Le proporzioni erano armoniche e l’espressione serena. Famosi i gruppi statuari accanto alla dea Hathor, personificazione delle province egiziane. La sua piramide, pur essendo la minore, privilegiò la qualità dei materiali e le finiture, rispetto alle dimensioni, enfatizzando la divinità e il contatto con il sacro.
Iscrizioni, decreti e propaganda
Le iscrizioni e i decreti che riguardano il faraone Micerino, riflettono la figura di un sovrano giusto, rispetto alla durezza dei predecessori. Nel complesso funerario sono stati trovati oggetti votivi e documenti che sottolineano una speciale attenzione all’ordine divino e cosmico del Maat. Inoltre, i decreti riportano decisioni a favore di clero e templi, rafforzando la devozione alla religione e al consenso politico. Molto importanti anche i rilievi sul tempio funerario e sulle statue, che lo raffigurano insieme alle divinità più importanti. Una propaganda chiara a livello visivo, volta a esaltare il ruolo di mediatore e protettore tra dei e popolo.

La morte e la sepoltura
Le circostanze della morte
Ancora oggi le circostanze della morte del faraone Micerino sono avvolte nel mito. Fonti archeologiche mostrano un regno breve, di circa 20 anni, e che la piramide al momento della morte rimane incompiuta, segno probabilmente di una scomparsa improvvisa. Erodoto narra di una malattia, dopo aver cercato con riti e oracoli di allungare la sua vita, senza successo. La morte è datata circa tra 2512/2508 a.C. e, dopo la morte, il figlio Shepseskaf terminò la costruzione del suo complesso funerario.
La tomba e le sue caratteristiche
La piramide di Micerino, conosciuta come Netjer-er-Menkaura, cioè Menkaura è divino, pur essendo la minore delle tre nella Necropoli Giza, è alta circa 65 m. Con un rivestimento inferiore in granito rosa proveniente da Assuan e realizzata in pietra calcarea, è riconosciuta per la sua qualità più che per la grandezza. Accanto, troviamo tre piramidi minori per le regine, tra cui Khamerernebti II. Il complesso prevede un tempio a valle e un tempio funerario, in cui sono state rinvenute celebri statue che raffigurano il faraone insieme a divinità. Nel 1837, inoltre, venne scoperto un sarcofago in basalto oggi perduto dopo un naufragio, e un feretro in legno databile al periodo saitico; verso la XXVI dinastia con ossa tardo-romane. La sepoltura originaria del faraone Micerino quindi è ancora ignota.
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Il corredo funebre e la simbologia
Oggi il corredo funebre del faraone Micerino è perduto per la maggior parte. Questo rifletteva una simbologia religiosa e regale dell’Antico Regno. La piramide, conteneva un sarcofago in basalto, decorato imitando la facciata del palazzo: simbolo di dimora eterna per il faraone. Statue e oggetti votivi raffiguravano il faraone con divinità, tra cui Hathor, segno di protezione e della funzione di garante del Maat. Il feretro in legno di epoca successiva, rivelando ossa di periodi tardi, è invece la testimonianza di intrusioni in varie epoche storiche.

La scoperta della tomba
La scoperta
A differenza di altre sepolture, come quella di Tutankhamon scoperta da Howard Carter nella Valle dei Re, la Piramide di Micerino era già conosciuta nell’antichità. Venne però esplorata nel 1837 dall’ufficiale britannico Richard William Howard Vyse e dall’ingegnere John Shae Perring. Negli scavi alla camera sepolcrale fu rinvenuto il sarcofago in basalto, privo di iscrizioni. Durante il trasporto verso Londra, la nave però affondò nel Mediterraneo, causando la sua perdita. Nel sito furono inoltre scoperti il feretro di legno e il cartiglio di Micerino e ossa, però di epoca copta e saitica. Vennero trovati anche frammenti e oggetti votivi che arrivarono al British Museum. Scoperta che accese il dibattito sull’autenticità delle spoglie reali e sui materiali nel sito.
L’importanza della scoperta
Le scoperte alla Piramide di Micerino hanno rappresentato un passo importante per la conoscenza della Storia d’Egitto durante la IV dinastia. Gli scavi di Perring e Vyse hanno permesso di documentare la struttura originale, delle piramidi sussidiarie e del complesso funerario, offrendo testimonianze preziose dell’organizzazione nella Necropoli di Giza. Inoltre, anche il ritrovamento del sarcofago e del feretro in legno ha permesso studi sull’evoluzione dei corredi funerari, essendo di periodi successivi. Le statue nel tempio, invece, hanno fornito un esempio unico dello stile del tempo, riportando l’immagine di Micerino e la sua memoria storica!
Miti, misteri e curiosità
La figura del faraone Micerino, durante la storia dell’Egitto, è ancora oggi avvolta da numerosi miti e curiosità, accrescendo il suo fascino. Lo scrittore greco Erodoto lo descrive come un sovrano benevolo, in contrasto con i severi predecessori, narrando anche di sua figlia, sepolta in un sarcofago zoomorfo e morta giovanissima. Per via delle dimensioni ridotte e delle risorse forse limitate, oltre che della morte prematura, la Piramide di Micerino ha fatto sviluppare molte teorie riguardo la sepoltura reale e la datazione dei reperti qui trovati.

L’eredità del Faraone Micerino
Ruolo nella storia dell’antico Egitto
Il faraone Micerino, durante la storia dell’Antico Egitto, occupa un ruolo importante nella IV dinastia. Erede dei grandi costruttori, il suo regno fu breve e con risorse ridotte rispetto a Cheope e Chefren. Ricordato come un sovrano giusto, promotore del Maat e devoto religioso, la sua figura segna la continuità della dinastia di Giza, anticipando un periodo di ridimensionamento.
Presenza nella cultura moderna
Il faraone Micerino ha influenzato la cultura, l’arte e l’archeologia, prendendo un posto d’onore nella storia e nei viaggi culturali in Egitto. La sua Piramide a Giza, pur essendo la minore, è spesso rappresentata come simbolo d’ingegno e raffinatezza. I reperti e le statue ritrovate hanno trovato posto in numerose esposizioni museali e studi sull’iconografia. La sua figura inoltre è protagonista di documentari, film ambientati in Egitto e libri, e il sarcofago perduto alimenta leggende e curiosità. La sua Piramide e la Necropoli di Giza sono inoltre tra le mete più visitate in Egitto.

I viaggi per scoprire la storia e le opere del Faraone Micerino
Luoghi da visitare in Egitto
Un viaggio alla scoperta di Micerino inizia dalla sua Piramide nella Necropoli di Giza, nella capitale del Cairo. Inoltre, al Museo Egizio del Cairo possiamo ammirare statue della triade e altri reperti del suo complesso funerario.
Musei che custodiscono i suoi tesori
- Grand Egyptian Museum (Giza, Egitto – prossima apertura completa nel 2025)
- Museo Egizio del Cairo
- British Museum (alcuni oggetti in mostra temporanea)
- Museo Egizio di Torino (mostre temporanee)
- Louvre di Parigi
Itinerari suggeriti in Egitto per scoprire Micerino
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Itinerario: Il Cairo, Oasi di Fayyum, Minya, Sohag, Luxor, Aswan.
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Fonti e approfondimenti
| Tipo | Titolo / Nome | Autore/Ente | Link o riferimento |
|---|---|---|---|
| Libro | The Complete Pyramids | Mark Lehner | Link |
| Documentario | Secrets Of Giza (FULL DOCUMENTARY) The Pyramids Of Ancient Egypt | Curtis Ryan Woodside | Link |
| Articolo | Le statue sepolte del faraone Micerino | National Geographic | Link |
| Fonte ufficiale | Museo Egizio del Cairo | Ministero delle Antichità egiziane | Link |
| Pubblicazione accademica | Menkaure | Britannica.com | Link |
Se interessati a ripercorrere i luoghi descritti vi consigliamo di consultare
le nostre proposte di viaggio in Egitto.






