La Storia della Mongolia
La storia della Mongolia è importante per comprendere con un riassunto in breve il passato e il presente della storia mongola. Una storia legata a quella dei popoli nomadi nella steppa dell’Asia centrale. Tra Russia e Cina, fu culla di importanti confederazioni tribali, creando grandi imperi. Dagli Unni, arrivando al potere di Gengis Khan, seguiti da secoli di dominazioni straniere, arrivando all’indipendenza nel XX secolo. Oggi, è una democrazia giovane, in evoluzione e ancora radicata alla cultura nomade. Andiamo quindi a scoprire insieme la sua storia in breve nel nostro riassunto, comprendendo al meglio il paese durante il vostro Viaggio in Mongolia!
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La Storia della Mongolia
La Mongolia ha una storia complessa, di cui cercheremo di riportare le fasi principali nel riassunto in breve. In gran parte la storia mongola coincide inizialmente con quella dei popoli della steppa nell’Asia centrale. Tribù di guerrieri allevatori, fin dalla preistoria, hanno saputo sfruttare anche il loro rapporto con i cavalli e la mobilità del nomadismo per creare confederazioni. Gengis Khan, tra XIII e XIV secolo, fonda il più vasto impero della storia umana; da Asia a Europa. In seguito alla frammentazione del suo impero, il territorio venne dominato nel XVII secolo dai Manciù, arrivando nel 1911 all’indipendenza dalla Cina grazie ai russi. Oggi, è uno stato democratico in forte trasformazione, con meravigliosi paesaggi e una cultura nomade profondamente radicata…
Andiamo quindi a scoprire nel nostro riassunto la storia della Mongolia!
Le fasi della Storia Mongolia
| Periodo | Epoche Storiche |
|---|---|
| Antichità e prime popolazioni | III millennio a.C. – III secolo d.C. |
| Confederazioni delle steppe | IV – X secolo d.C. |
| Impero mongolo | XIII – XIV secolo |
| Frammentazione dei territori | XIV – XVI secolo |
| Dominio Manciù | XVII – inizi XX secolo |
| Indipendenza e Stato teocratico | 1911 – 1921 |
| Repubblica Popolare Mongola | 1924 – 1990 |
| Transizione democratica | 1990 – 2000 |
La Storia antica della Mongolia in Breve
Il Paleolitico
La storia della Mongolia in breve nel nostro riassunto, inizia durante un periodo compreso tra 200.000 e 100.000 anni fa, con l’inizio della presenza umana sull’attuale territorio. Localizzati soprattutto nel Gobi e nel Khangai, nei primi insediamenti sono stati trovati utensili primitivi; attribuiti all’uomo di Ordos, simile a quello di Neandertal. Allora il clima era mite, creando praterie con mammut e foreste. I gruppi umani praticavano la caccia e lavoravano le pelli. Nel Paleolitico medio, l’inizio della glaciazione durante la storia mongola impone nuovi usi, come il fuoco, rifugi in grotte e trappole per la caccia. Con uno stile di vita sempre nomade, ma più organizzato…
Paleolitico superiore e Neolitico
Intorno al 40.000 a.C., con l’Homo sapiens, la storia mongola vede un ulteriore sviluppo: nei siti sono stati rilevati l’uso di armi da getto, migliori tecniche di caccia e maggior stabilità negli insediamenti. Il riscaldamento climatico portò la costruzione di capanne lungo le valli fluviali e la formazione di famiglie con una discendenza comune. Tra VII e V millennio a.C., Neolitico, si vede la levigatura e la foratura delle pietre, la lavorazione dei cereali, pesca e scambi commerciali su distanze maggiori; trovando utensili anche di altre regioni.
La cultura della steppa
Durante il V secolo a.C., nella storia della Mongolia in breve nel riassunto l’allevamento diventa fondamentale. Ciò trasforma la struttura della società, favorisce le famiglie patriarcali e si diffonde l’allevamento di ovini e cavalli. Da un’agricoltura primitiva, si passa a una materiale, come testimoniano le stele del cervo, risalenti tra 1.100 e 800 a.C.; un rituale elaborato legato al culto di guerrieri e capi. Dal III secolo a.C., con l’età del ferro emerge l’aristocrazia della steppa, con forme di potere collettivo. I corredi funerari ricchi e le tombe con lastre rivelano contatti estesi e una società stratificata nell’area a ovest del Lago Baikal.

La confederazione nomade dei Xiongnu
Nel 245 a.C., nel riassunto della storia della Mongolia, compaiono gli Xiongnu: potente confederazione nomade. Il loro centro era nelle valli dell’Orkhon e del Selenga, organizzati come Stato militare guidato dal chan-yu. Disponevano inoltre di una gerarchia rigorosa, con un esercito basato su cavalleria e divisione decimale; popolare per il tiro con l’arco. Inoltre, erano pastori semi-nomadi, allevatori di cavalli e buoi, intrattenendo scambi anche con la Cina. Erano anche tessitori, lavoravano il ferro e l’oro, con una religione sciamanica fondata sul Tengrismo e la Natura. I loro riti funebri erano cruenti e complessi.

L’ascesa dei Mongoli e gli imperi delle steppe
La storia mongola dal II secolo d.C. fu teatro di potenze nomadi e successioni rapide. In seguito al declino degli Xiongnu, nella Mongolia orientale arrivano gli Xianbei, seguiti dai Rouran. Nel 552 sconfitti dai Göktürk, la regione venne poi controllata Göktürk, Uiguri, Chirghisi e Kitai, e lo spopolamento favorisce così l’arrivo dei proto-mongoli dalla Manciuria. Il modello degli Imperi delle Steppe, con confederazioni che nascevano intorno al khaan carismatico, che però svanivano in poco. Con Temüjin, tra XII e XIII secolo, emergono le tribù turco-mongole, mettendo le basi all’Impero e proclamandosi nel 1206 Gengis Khan…
L’origine di una Società
Nel riassunto della storia della Mongolia in breve, i mongoli compaiono nelle fonti cinesi la prima volta nel IV secolo; con il nome di Meng-gu e originari nella Manciuria occidentale lungo il fiume Amur. A lungo ai margini rispetto ai grandi popoli, svilupparono un legame sacro con il massiccio del Khentei e il Burqan Qaldun; luogo fondamentale per gli antenati. Nasce nel XII secolo la prima confederazione guidata da Qabul Khan, seguita dall’aristocrazia della steppa: i noin. Le guerre tra le tribù favoriscono capi forti e la nascita di un modello nomade feudale, fondato su proprietà privata dei pascoli e un controllo militare dei popoli sottomessi.

L’Impero Mongolo e Gengis Khan
Durante la storia mongola, tra 1206 e 1227 Gengis Khan crea uno dei più vasti imperi della storia, tra Europa e Asia. Con un’organizzazione in quattro grandi ulus, dopo il 1260 l’Impero si frammenta. Gengis Khan fonda il suo Stato strutturato con leggi, la Grande Yasa, e un’amministrazione militare che rafforza a scapito dei clan il feudalesimo. Pur arricchendo l’élite, le conquiste spopolano il territorio e ne rallentano lo sviluppo, vedendo la disintegrazione dell’impero e la caduta degli Yuan nel 1368. La Mongolia, durante il riassunto della sua storia in breve, entra così in una fase di crisi: l’economia è stagnante, sfruttando i pastori e vedendo il ritorno a una vita più povera e autarchica.
La suddivisione del territorio
In seguito alla frammentazione della Mongolia durante il riassunto della sua storia in breve, i mongoli occidentali, gli Oirati, emergono come nuova potenza. Al di fuori delle grandi conquiste, conservano un’autonomia e, tra XIV e XV secolo, tentano il dominio della Mongolia centrale. Sotto Esen Tayisi, e il padre Toghon, si crea l’impero calmucco, ottenendo grandi successi; catturando l’imperatore Ming. Lotte interne e assassinii, però, portano alla veloce disintegrazione del gruppo. La Mongolia rimane così divisa in khanati occidentali e orientali, aprendo una fase instabile e di competizione tra i nomadi.
Restaurazione e conversione religiosa
Sotto Mandukhai Khatun, che impone il trono a Dayan Khan, si vede la restaurazione durante la storia in breve della Mongolia, unificando e pacificando il territorio per più di 70 anni. Organizza nuovamente le tribù in una struttura riconoscibile e, dopo la sua morte, il potere si frammenta ancora. Figure come Altan Khan cercano di riportare stabilità e favorire così lo sviluppo agricolo, economico e commerciale. Per questo fu fondamentale nel XVI secolo la conversione al Buddhismo tibetano, e Altan Khan conferisce il titolo di Dalai Lama, facendo diventare la religione un elemento centrale dell’identità mongola. Si vedono inoltre in questo periodo la fondazione di importanti monasteri, come quello di Erdene Zuu.

La storia della Mongolia dal XVIII secolo
In seguito alla morte di Altan Khan durante la storia mongola, l’impero si frammenta velocemente in feudi in rivalità; indebolisce così l’assenza di scambi e una politica divisoria Ming. Ultimo detentore del titolo di Gran Khan è Ligden Khan, che tenta, senza successo, la riunificazione. Molte tribù della Mongolia meridionale, però si alleano con i Manciù. Poche figure isolate, come Tsogto Taiji, cercano la resistenza armata, venendo però sconfitte. Nel 1634, in seguito alla morte di Ligden, i Manciù impongono la sovranità e, nel 1636, i principi riconoscono il fondatore della dinastia Qing, Huang Taiji. Gli Oirati, si spostarono, migrando soprattutto verso il basso Volga: una nuova diaspora mongola.
La Dominazione Manciù e l’organizzazione feudale
In seguito al 1644, nel riassunto della storia della Mongolia in breve, la conquista manciù vede la nascita della dinastia Qing. Il territorio a sud è annesso alla Cina e i Khalkha riconoscono la supremazia. Emerge il Khanato zungaro, spingendo i mongoli a diventare vassalli dei Qing, consolidando questa sottomissione. La Cina impone un’amministrazione rigida, suddividendo i territori in sumun e khoshun, controllando i nobili mongoli, vincolando i pascoli, i tributi e le corvée. I commerci sono regolamentati e gli insediamenti mercantili e cinesi aumentando le pressioni economiche. Le leggi Qing, però, limitano anche le razzie e le autonomie dei signori locali, accrescendo anche la povertà dei pastori, aggravando usura e causando migrazioni verso la Russia.
Cultura, religione e la stirpe di tulku
La Mongolia nella sua storia in breve nonostante le dominazioni mantiene una forte identità religiosa e culturale. Tra XVII e XIX secolo si diffondono traduzioni tibetane e opere di scienza e filosofia dall’India. Racconti e poesia popolare esprimono resistenza antimanciù e antifeudale. Nasce la stirpe dei Jebtsundamba Khutuktu con Zanabazar; considerato un buddha vivente: leader spirituale e fondatore del monastero di Da Khüree, futura Ulan Bator. Promuove architettura, arte, pittura, e scritture fonetiche. Una linea che garantisce coesione tra identità e religione, influenzando politica, cultura e religione fino al 1911 con l’indipendenza…

Le rivolte e la strada verso l’Indipendenza
Tra il termine del XIX secolo e i primi del XX, la storia mongola è scossa da molte rivolte arat contro il controllo manciù e l’oppressione sino-manciù. Dambïjanstan, nel 1890, si spaccia per la reincarnazione di Amursanaa, eroe oirato, ottenne un gran seguito tra i pastori. Gli arat si riunivano sotto i signori per l’indipendenza, disertavano i domini, incendiando magazzini e depositi. Nel 1899, sommosse e petizioni contro abusi e tasse vennero represse dai Qing, vedendo durante la ribellione dei Boxer sabotato il reclutamento manciù. Con l’influenza dei rivoluzionari russi, dal 1905, si rafforza il movimento Duguylang. Viene chiesta uguaglianza, autonomia e condizioni migliori di vita, scatenando fino al 1910 rivolte, raid e assalti contro i Qing.
L’indipendenza della Repubblica Popolare Mongola
Con l’appoggio del Bogd Gegeen, dal 1911 la Mongolia, durante il riassunto della sua storia in breve, si separa dall’Impero Qing: dichiara il 1° dicembre l’Indipendenza con il Bogd Khan sovrano. Nel 1913, la Repubblica Cinese riconosce l’autonomia mongola e il paese diventa un protettorato russo. Con la rivoluzione russa e l’occupazione cinese del 1919, si generano due movimenti indipendentisti, avvicinandosi alla Russa sovietica. Il Partito popolare mongolo, nel 1921, sostenuto da sovietici, libera Urga, sconfiggendo Ungern-Sternberg; conosciuto come il Barone Sanguinario. Si istituisce così un governo provvisorio e Bogd Khan mantiene solo un ruolo religioso. Nel 1924, alla sua morte, la Mongolia diventa così una Repubblica comunista e Urga, in memoria di Sùhbaatar, rinominata Ulaan Baatar.

La Mongolia socialista e la transizione verso la democrazia
Con il maresciallo Čojbalsan, dal 1929 al 1952 la Mongolia vive una storia di collettivizzazione forzata, purghe e repressione del lamaismo. Nel 1932, si vede una repressione brutalmente sedata. Con la Battaglia di Khalkhin Gol, i sovietici sconfiggono i giapponesi, consolidando così il regime comunista. Nel 1951, con il riconoscimento cinese, Yumjaagiin Tsedenbal è alla guida del Paese durante la storia mongola fino al 1984. Firma trattati con Cina e URSS, rafforzando i rapporti con Mosca. Con Jambyn Batmönkh, il regime vede un forte malcontento e, nel 1989, il movimento democratico chiede nuove riforme. Il marzo del 1990, il partito comunista perde il suo ruolo e, le prime elezioni multipartitiche, eleggono presidente Punsalmaagiin Ochirbat, aprendo alla liberalizzazione economica e politica…
Transizione democratica e politica contemporanea
Dal gennaio 1992, durante la storia mongola, il Paese adotta una nuova Costituzione democratica, garantendo la libertà di opinione, neutralità politica estera ed economia mista, abolendo la Repubblica popolare e la stella rossa. Il PRPM vince le elezioni, ma il Gran Khural diventa monocamerale, le truppe sovietiche lasciano il paese e, nel giugno 1993, si tengono le prime elezioni presidenziali dirette: Punsalmaagiin Ochirbat sconfigge il suo avversario comunista, sostenuto dall’opposizione democratica. Dubbi sulla conversione dei comunisti e le crisi economiche segnano i successivi anni. Nel 1996 l’Alleanza democratica ottiene la maggioranza e Natsagiin Bagabandi è eletto presidente nel 1997 e nel 2001. Nel 2005, invece, Nambaryn Ėnhbajar prende la presidenza e continua il processo democratico.

La Mongolia Oggi
Oggi, la Mongolia è un meraviglioso Stato dell’Asia orientale, privo di sbocchi sul mare e confina con Cina e Russia. Su circa 1,566 milioni di km², ha la più bassa densità abitativa al mondo; concentrata soprattutto nella capitale: Ulan Bator. Prevalentemente, la sua popolazione è di allevatori e nomadi, di etnia mongola e con minoranze tuvane e kazake. La religione principale è il buddhismo tibetano, è una Repubblica semipresidenziale e promuove il commercio regionale. Dopo secoli di imperi nomadi, influenze Qing e sovietiche nella storia mongola, dal 1992 ha un’economia di mercato ed è una democrazia. Caratterizzata da una steppa infinita, è una regione remota e vastissima, tra montagne, dove la cultura nomade è autentica, come l’ospitalità del suo popolo.

Un viaggio nella storia della Mongolia
Ripercorrere la storia della Mongolia ci aiuta a leggere anche i luoghi che si incontrano durante il viaggio. Le steppe dove nacque e si espanse l’Impero Mongolo, l’antica Karakorum e i monasteri buddhisti raccontano momenti diversi del passato del Paese e permettono di ritrovare le tracce della sua tradizione nomade legata al territorio. Se volete trasformare quanto avete appena scoperto in un’esperienza sul posto, potete visitare i luoghi più significativi della storia della Mongolia e consultare la pagina dedicata ai viaggi organizzati in Mongolia di archètravel, dove trovate gli itinerari disponibili.





