La Storia del Montenegro
La storia del Montenegro è importante per comprendere con un riassunto in breve la storia montenegrina, il passato e il suo presente. Un periodo che affonda le radici nella preistoria del suo territorio, iniziando ufficialmente nell’Alto Medioevo, segnato dalla formazione del Regno di Doclea. Attraversando il periodo serbo, napoleonico e dovendo più volte conquistare la sua indipendenza, arrivando al crollo della Jugoslavia; fino ad oggi. Andiamo quindi a scoprire insieme la sua storia in breve nel nostro riassunto, comprendendo al meglio il paese durante il vostro Viaggio in Montenegro!
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La Storia Montenegrina
Per comprendere il presente è importante conoscere il passato grazie a un riassunto della storia Montenegro in breve. La storia montenegrina, e in parte dei Balcani, è complessa e caratterizzata dalle influenze provenienti da varie civiltà. In passato, sul territorio erano presenti i popoli indoeuropei degli Illiri, arrivando alla conquista romana dal I secolo a.C., entrando nella Dalmazia. Nel Medioevo, fu parte dell’impero Bizantino e, nel IX secolo, divenne un principato slavo chiamato Duklja che, nel XII secolo, si unisce al Regno di Serbia.
Nel XIV secolo, il regno subisce il suo declino e, nella storia montenegrina, il territorio diventa semi-autonomo con la dinastia Balšić e poi degli Zetani. Dal XV secolo resiste a varie invasioni da parte degli ottomani, conservando una certa indipendenza anche grazie alle caratteristiche del suo territorio e sotto la guida dei governanti ecclesiastici del vladikato. Con il Congresso di Berlino, il Montenegro nel riassunto della sua storia è riconosciuto, unendosi al Regno poi chiamato Jugoslavia nel 1918; dissolta negli anni ’90. Fino al referendum del 2006, il Montenegro era legato alla Serbia, trovando poi la sua indipendenza effettiva. Ad oggi, è una Repubblica Parlamentare e nel 2007 è stata promulgata la sua Costituzione.
Andiamo quindi a scoprire nel nostro riassunto la storia del Montenegro in breve!
Le fasi della Storia del Montenegro
| Periodo | Epoche Storiche |
|---|---|
| Preistoria | Fino al IV secolo |
| Regno di Doclea | IV – IX secolo |
| Duklja | IX – XII secolo |
| Regno di Serbia | XII – XIV secolo |
| Dominio dei Balšić e Zetani | XIV – XV secolo |
| La prima indipendenza | 1878 – 1918 |
| Unione con Jugoslavia | 1918 – 1992 |
| Unione con Serbia | 1992 – 2006 |
| Indipendenza odierna | 2006 – … |
Preistoria e Illiria
Lo storia del Montenegro riassunto, inizia da prima dell’arrivo dei popoli slavi nel VI secolo dai Balcani. In questo momento della storia montenegrina l’attuale territorio del paese era abitato soprattutto dagli Illiri. Invece, sulle coste adriatiche si trovavano colonie greche e celte dal VII al VI secolo a.C. circa. Nel III secolo a.C. circa, emerge il regno illirico con Teuta e Genti, vedendo Scutari come capitale.
Durante quelle che sono conosciute come Guerre illiriche, i Romani nel 9 d.C. iniziano spedizioni militari contro i pirati nel territorio, annettendo poi il territorio alla provincia dell’Illyricum. Dopo la divisione dell’Impero romano in d’Occidente e d’Oriente, e allo Scisma tra chiesa latina e greco-ortodossa, è segnato il confine che oggi divide Albania e Montenegro.

Il Regno di Doclea
Varie tribù slave migrarono nei Balcani durante il VI secolo della storia montenegrina. Quelle croate misero basi sulla costa adriatiche, mentre le serbe nell’entroterra. Gli Avari, nel VII secolo, invadono il territorio dell’Illiria, ma i Serbi, guidati dall’Arconte sconosciuto, li scacciano per volere dell’imperatore bizantino Eraclio I. In questo modo, ottengono la possibilità, durante la breve storia del Montenegro, di creare principato autonomi, sempre sotto la sovranità bizantina. I regni slavi iniziano, grazie all’opera di missionari latini, la conversione al cristianesimo. Il principato di Doclea, nel IX secolo, diventa vassallo del Gran Principato di Rascia, dopo varie ribellioni contro Bisanzio e le guerre con i bulgari, rafforzando così il territorio con il principe Časlav Klonimirović, che unifica vari principati serbi.
In seguito alla sua morte, con la guida di Stefano Voislav, nel XI secolo, si ribella a Bisanzio e consolida lo stato indipendente serbo. Mihailo, suo figlio, gli succede e ottiene da Papa Gregorio VII nel 1076 il titolo di Re degli Slavi. Un regno con influenze cattoliche e ortodosse, con capitale Cattaro. Succede il figlio Costantino Bodin nel 1081, espandendo il regno, sostenuto dal papato, verso Rascia e Bosnia. Con la sua morte nel 1101, inizia una guerra dinastica, portando il declino del regno di Doclea. Dal 1101 al 1150 il trono cambia sette volte, terminando con Radoslav e, alla sua morte nel 1162, viene annesso al principato di Rascia.

Il periodo serbo
Dal XI al XIX secolo della storia Montenegro riassunto, sul trono di Rascia siede Tihomir, spodestato nel 1168 dal fratello Stefano Nemanja. Nel 1186, mette sul trono il figlio Vukan, che mantiene un buon rapporto con Roma e si dichiara cattolico, imparentandosi con Papa Innocenzo III. Nel 1199, alla sua morte, gli succede Stefano II, che inizia una guerra contro il fratello, il Gran principe; tornando poi però a governare la Doclea. In questo momento della storia nazionale, la Doclea prende il nome di Principato di Zeta. Nel 1217, Stefano II diventa re dei Serbi e viene integrata nella Serbia, mantenendo un’autonomia, subendo però un processo di assimilazione culturale voluto dalla dinastia Nemanjić.
Dal 1516, il governo è affidato a un Vladika, ultimo principe e dignitario spirituale. Carica che dal 1697 diventa ereditaria con Danilo Petrovic-Njegosh che, salito al potere, separa dignità spirituale e temporale, dichiarandosi principe sovrano. La dinastia Petrovic è interrotta solo dall’usurpatore Stefano il piccolo, conosciuto anche come lo zar Pietro III; che fu una falsa identità. Le tribù sulle montagne vennero organizzate militarmente da Stefano, sconfiggendo gli ottomani del sultano nel 1768 e poi i russi nel 1769. Anche una spedizione veneta, nel 1770, fu decimata a Cattaro. Nel 1773, Stefano venne però assassinato dal suo barbiere, minacciato dal sultano.

Il dominio veneziana e periodo napoleonico
Nel XV secolo della Montenegro storia in breve nel nostro riassunto inizia la dominazione veneziana controllando alcune città costiere, come Dulcigno e Cattaro. L’entroterra, invece, era sotto il Principato di Zeta e poi del Montenegro. Per contrastare l’espansione ottomana, Venezia rafforza le difese lungo le coste, difendendo così anche le rotte dell’Adriatico per i commerci. In questo periodo della storia montenegrina, si diffondono architettura e cultura cattolica nel territorio costiero, diventando importanti centri di commerci. Sotto il dominio veneziano, le città mantengono una certa autonomia, versando però tributi e seguendo le leggi della Repubblica.
Con la caduta di Venezia, nel 1797 con il Trattato di Campoformio, termina anche il suo dominio. Dal 1806 al 1814, il territorio si trova coinvolto nel periodo napoleonico e nelle guerre contro la Francia. I francesi, guidati da Marmont, occupano le coste montenegrine, trovando però la resistenza dell’entroterra, guidata da Petar I Petrović-Njegoš. Durante questa occupazione, le città delle coste sono incluse nelle province Illiriche, sotto l’Impero francese. Nel 1814, con la caduta di Napoleone e il Congresso di Vienna, i territori tornano sotto il controllo Austriaco, lasciando l’entroterra del Montenegro indipendente, ma senza accessi sul mare. Un evento della storia montenegrina considerato un simbolo di autonomia nazionale e resistenza.

Il Pincipato e la Prima Indipendenza
Durante la storia in breve del Montenegro, il 2 marzo 1852 è fondato il Principato dal Knjaz Danilo I Petrović-Njegoš, quando decide di rovesciare la carica ecclesiastica di Vladika sposandosi. Dopo secoli con un governo teocratico, il paese divenne un principato. Il principe muore a Cattaro nel 1860, ucciso da un fuggiasco. Il figlio, allora di soli due anni, regna con la reggenza della vedova Davinka Kvekivoca. Sale allora al trono il nipote, con il nome di Nicola I Petrovic-Njegos, sposandosi nel 1860 con la figlia del senatore Wukotich. Il suo titolo fu Gospodar, ma i popoli montani lo chiamarono sempre Vladika.
Il 1º maggio 1858, Mirko Petrović-Njegoš conduce contro i turchi il suo esercito, sbaragliandoli nella Battaglia di Grahovac. Una vittoria molto importante a livello politico per la storia del paese, entrando anche nella letteratura slava e nei canti popolari serbi. Inoltre, l’evento obbliga le Grandi Potenze a chiarire ufficialmente i confini tra Impero Ottomano e Montenegro, riconoscendo de facto l’indipendenza e ottenendo nuovi territori.

Il Regno del Montenegro
Nella storia montenegrina, il Regno del Montenegro fu uno stato Indipendente proclamato il 28 agosto 1910 con Cettigne come capitale. Sotto la dinastia Petrović-Njegoš, nel riassunto della storia del Montenegro, si ha l’evoluzione del principato, riconosciuto indipendente dal Congresso di Berlino nel 1878. Primo e unico sovrano fu Nicola I Petrović-Njegoš, già prima principe. Durante la sua breve esistenza, il regno partecipa a conflitti importanti, come le guerre Balcaniche, liberando i territori da vari domini ottomani, portando anche all’ampliamento dei suoi confini e rafforzando il suo ruolo nei Balcani a livello politico.
Con la I Guerra Mondiale, il Montenegro durante la sua storia in breve si schiera con l’Intesa. Nel 1916, però, l’esercito austroungarico invade il paese, obbligando il re all’esilio. Nel 1918, il regno cessa di esistere con la decisione del Consiglio della Grande Assemblea Popolare di Podgorica; unendolo al Regno di Serbia: la base della Jugoslavia. Un’annessione controversa, che porta a numerose resistenze come la Rivolta navale. Il re Nicola muore a 80 anni, nel 1921, in esilio in Francia.

Il Regno di Jugoslavia
Durante la storia del paese, il regno di Jugoslavia dura dal 1929 al 1941; guidato dalla dinastia serba Karađorđević. Nel 1917, in seguito alla Dichiarazione di Corfù che non riconosceva il Montenegro, viene introdotto al nuovo Stato degli Slavi del Sud. Nasce così nel 1918 lo stato degli Sloveni, Croati e Serbi; poi Regno dei Serbi, Croati e Sloveni. Re Nicola I, durante il suo esilio in Italia, si oppose a questa annessione, ma il governo filo-serbo di Cettigne proclama l’unione, supportato anche da truppe alleata e serbe, sotto pressioni armate.
Nel 1918, viene votata la deposizione del re e l’annessione alla Serbia. Si scatenano così divisioni tra verdi lealisti e bianchi filo-serbi, iniziando una guerra civile terminata solo nel 1924. Il Montenegro non fu rappresentato alla Conferenza di Versailles, portando avanti l’occupazione francese, serba e italiana. L’Italia, inoltre, nel 1919 favorisce una rivolta, però abbandonata con il governo Nitti; ponendo fine all’appoggio di Roma per l’indipendenza montenegrina. Anche la Società delle Nazioni, nel 1920, respinge la richiesta di riconoscimento. Il territorio è così incorporato nella Banovina della Zeta, perdendo qualsiasi sovranità e affrontando un difficile periodo economico per i danni della guerra. Oltre alla mancanza di infrastrutture e la popolazione distribuita in aree rurali.

L’Occupazione Italiana e il Regno
Nel 1941 inizia l’occupazione italiana del paese con l’invasione della Jugoslavia. Le truppe italiane, con quelle ungheresi, bulgare e tedesche, prendono il controllo dei Balcani. Il Regio Esercito italiano in Montenegro fu supportato da milizie locali, ma anche polizia e carabinieri. Nella storia montenegrina, l’area delle Bocche di Cattaro viene annessa all’Italia come provincia del Governatorato della Dalmazia. Sekula Drljević, con la resa jugoslava, collabora con i fascisti, sostituiti poi dal Governatorato italiano con Serafino Mazzolini. Il progetto del governo fascista, infatti prevedeva di riportare il Regno del Montenegro sotto l’Italia con Vittorio Emanuele III favorevole, anche per via della regina Elena, figlia del re Nicola I di Montenegro.
Tutti i candidati, però, rifiutarono il trono e nel 1941 un’assemblea proclama l’indipendenza. Questa, però, fu seguita da una breve rivolta popolare e dall’instaurazione del governo militari di Alessandro Pirzio Biroli; non revocando comunque un’indipendenza simbolica. La storia del paese, dal 1942, è sconvolta dalla guerra civile tra separatisti, partigiani e cetnici, aggravata dalle alleanze. Nel 1943, dopo l’armistizio italiano, il paese passa in mano ai tedeschi, vedendo il crescere delle violenze e, nel 1944, i partigiani jugoslavi, guidati da Josip Broz Tito, salgono al potere, terminando l’occupazione italiana e il falso Regno del Montenegro durante la sua storia.

La Repubblica Socialista
In seguito alla vittoria comunista, il paese è integrato nel nuovo stato jugoslavo e nasce così la Repubblica Socialista di Montenegro. Chiamata Repubblica Popolare di Montenegro, è una delle sei repubbliche della Repubblica Federativa Popolare di Jugoslavia, cambiando nome nel 1963 in seguito alla costituzione, quando la federazione diventa Repubblica Socialista Federale di Jugoslavia. Nel 1992, durante il riassunto della storia del Montenegro, termina il governo socialista e c’è la dissoluzione della Jugoslavia, nasce così la Repubblica di Montenegro con la Repubblica di Serbia; creando la Repubblica Federale di Jugoslavia.
La Repubblica di Montenegro e l’Indipendenza
Dal 1992 al 2006, nel riassunto della storia del Montenegro, vediamo la Repubblica di Montenegro: una delle due federali della nuova Repubblica Federale di Jugoslavia. Nata con la Serbia dopo la dissoluzione della Jugoslavia socialista. Negli anni ’90, il paese è alleato della Serbia con Slobodan Milošević, vedendo però una crescente opposizione interna al regime autoritario e alle guerre nei Balcani. Con Milo Đukanović al potere dal 1996, il Montenegro nel riassunto della sua storia in breve, si stacca da Belgrado, rifiutando anche nel 1999 di sostenere la guerra del Kosovo e adotta poi come moneta il marco tedesco e poi l’euro, marcando l’allontanamento dalla Serba.
Nel 2000, termina il regime di Milošević, negoziando con la Serbia un nuovo accordo e nasce così nel 2003 l’Unione Statale di Serbia e Montenegro: debole entità federale con maggiore autonomia per le repubbliche. Il desiderio di indipendenza cresce, arrivando al referendum del 2006 e al voto per la secessione, dichiarata il 3 giugno 2006. Finisce così la Repubblica e nasce lo Stato sovrano. Nel 2007, viene promulgata la nuova Costituzione ufficiale.

Il Montenegro Oggi
Dopo aver visto insieme nel nostro riassunto in breve la storia del Montenegro, oggi questo paese è considerata una vera e propria gemma dei Balcani. Il luogo ideale per chi cerca natura incontaminata, cultura e siti storici. Grazie alla ricca storia montenegrina, pur avendo un piccolo territorio, il paese ospita una gran varietà di paesaggi mozzafiato, dalle coste dell’Adriatico alle montagne interna. Stato europeo della Penisola Balcanica, confina con Serbia, Croazia, Bosnia ed Erzegovina, Albania e Kosovo, e la capitale è Podgorica. Fino al 2006 è stato parte della Repubblica di Serbia.
Tra le cose assolutamente da non perdere qui, troviamo lo spettacolare fiordo di Kotor, Patrimonio Unesco e con nulla da invidiare ai fiordi norvegesi. Inoltre, sono presenti città con mura medievale, spiagge e, nell’entroterra, parchi nazionali, come quello di Durmitor: luoghi che offrono esperienze di vario tipo, dalle più adrenaliniche al relax. Una destinazione lontana dalle rotte del turismo di massa, ancora autentica. Un meraviglioso viaggio in Montenegro vi attende!

Sulle tracce della storia del Montenegro
Dalle mura medievali di Kotor e Budva ai monasteri ortodossi di Ostrog e Cetinje, passando per le fortezze affacciate sulla costa e le testimonianze del periodo jugoslavo, il Paese conserva molte tracce delle diverse culture che hanno segnato la sua storia. Se desiderate visitare i luoghi più significativi della storia del Montenegro, potete dare un’occhiata alla pagina dedicata ai viaggi organizzati in Montenegro di archètravel, dove trovate tutti gli itinerari che offriamo in questo affascinante Paese.





