Petra, Storia della Città Rosa
La storia del sito archeologico di Petra, in Giordania, ci porta nel passato di una ricca città antica, scomparsa nel nulla per poi essere riscoperta come una delle Sette meraviglie del Mondo Moderno. Petra, l’antica Città Rosa nel deserto meridionale della Giordania, si trova a circa 250 km dalla capitale Amman. Il suo antico nome significa La Variopinta e fu un punto d’incontro per i commerci. Subì con il tempo una decadenza, anche a causa di varie catastrofi naturali. Oggi, ritrova il suo antico splendore per stupire i viaggiatori provenienti da tutto il mondo durante un incredibile Viaggio in Giordania!
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La Storia del Sito archeologico di Petra
Sito in Giordania, il sito archeologico di Petra è tra i luoghi storici più celebri e ricchi di fascino di tutto il mondo. Fondata verso il VI secolo a.C. dalla tribù nomade dei Nabatei, Petra in poco tempo diventa uno snodo commerciale di fondamentale importanza. Fulcro delle rotte delle carovane da Egitto, Arabia e Levante. Famosa per il suo avanzato sistema di gestione idrica, che permise la sua crescita nel mezzo del deserto, facendolo diventare un luogo influente. Dal I secolo a.C. durante la Petra Giordania storia raggiunge il suo apice, quando i Nabatei costruiscono le più iconiche strutture nella roccia, come Al-Khazneh e Ad-Deir, mentre dal 106 d.C. entra a far parte dell’Impero Romano.
Inizia da qui il lento declino, a causa delle modifiche delle rotte commerciali e disastri naturali. Petra cade nell’oblio del tempo, conosciuta solo dai beduini del deserto, viene poi riscoperta nel 1812 da Johann Ludwig Burckhardt. Lo stesso archeologo che nel 1813 scopre tra le sabbie in Egitto il complesso templare di Abu Simbel. Oggi, il sito archeologico Petra è Patrimonio dell’Umanità e tra le Nuove Sette Meraviglie del Mondo.
Andiamo quindi a scoprire nel nostro riassunto la storia del sito archeologico di Petra in Giordania!
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I primi insediamenti a Petra
Durante la storia del Petra sito archeologico della Giordania, vediamo i primi insediamenti intorno al 1200 a.C., durante l’Età del Ferro, quando le prime tribù edomite occupano la zona. Furono però i Nabatei, nomadi arabi, a trasformare Petra dal VI secolo a.C. in un centro urbano. Grazie alla sua posizione strategica sulle rotte commerciali principali, era un punto centrale per i commerci di spezie e incenso. I Nabatei furono in grado di costruire in modo ingegnoso canali, dighe e cisterne per gestire l’acqua. Ciò rese possibile un insediamento duraturo all’interno della zona desertica. Petra prospera, anche con delle condizioni climatiche difficili. Le prime abitazioni erano semplici, ricavate all’interno della roccia.
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Gli Edomiti
Gli Edomiti, che furono i primi a insediarsi a Petra, erano una popolazione dell’antica regione di Edom, che arrivarono qui nel 1200 a.C., precedendo i Nabatei. Durante la storia del sito archeologico di Petra, in Giordania, controllavano prima un territorio conosciuto probabilmente con il nome di Sela; che prima era il loro principale centro. Noti per la loro capacità di adattamento all’ambiente montuoso, usarono la conformazione naturale di Petra per difesa dagli attacchi nemici.
La città, infatti, si trovava in una posizione strategica, collegando Arabia meridionale e Mediterraneo. Sebbene la cultura edomita era meno sofisticata di quella dei Nabatei, lascia qui tracce importanti, soprattutto per quanto riguarda lavorazione del rame e agricoltura. La loro presenza nella regione dal VI secolo a.C. diminuisce, quando i Nabatei prendono il controllo delle rotte commerciali e di Petra.
I Nabatei
La tribù nomade dei Nabatei, durante la storia del sito archeologico di Petra in Giordania, si stabilirono qui dal VI secolo a.C. Un semplice insediamento venne così trasformato in uno dei principali centri del commercio dell’antichità. I Nabatei erano originari della Penisola Arabica, distinguendosi per la loro capacità commerciale e usando Petra come uno snodo lungo le rotte principali. Divenne così il fulcro di scambi per spezie, mirra e incenso, oltre che altri beni. I Nabatei si adattarono a questo ambiente ostile, anche grazie alla progettazione di un sistema per la raccolta dell’acqua piovana, creando un’importante risorsa.
Questo fu un fattore importante per la crescita di Petra. Grazie ai numerosi contatti commerciali, i Nabatei unirono la cultura egizia, romana e greca alle loro tradizione; come si può vedere nei monumenti da loro creati nella roccia. Tra le più importanti opere nabatee nei sito archeologico di Petra, e in tutta la Giordania, troviamo infatti il Tesoro, Al-Khazneh e Ad-Deir, il Monastero: testimoni silenziosi della loro grandezza. Fino al 106 d.C. Petra fu sotto il controllo dei Nabatei, passando poi a quello romano…

Il periodo romano di Petra
Dal 106 d.C. durante la storia della Giordania, nel sito archeologico di Petra, inizia il periodo romano sotto l’Imperatore Traiano dopo la morte del re Rabbel II, con l’annessione del regno nabateo. Petra si trasforma in una parte della provincia di Arabia Petrea, annessa da Cornelio Palma, governatore di Siria. La città continua comunque a prosperare, ma l’inizio dell’occupazione romana segna l’inizio del suo cambiamento. Da importante fulcro commerciale, i romani migliorano le sue infrastrutture, costruiscono ponti e strade, ampliando il sistema idrico presente. Dal 114, Petra diventa una base per i romani per attaccare a est i Parti. Il controllo dei romani sulle vie commerciali fu fatale per i nabatei e Petra.
Le rotte cambiarono e le carovane che sostavano qui erano sempre più rare, malgrado i lunghi chilometri di strade. Nel 130, l’Imperatore Adriano visita Petra e la città viene nominata Petra Hadriana in suo onore. Tuttavia, durante la storia di Petra Giordania la Pax Romana la porta in un periodo di crescita, riorganizzando l’impero sotto Diocleziano. Petra diventa così la capitale di una delle parti della Provincia di Palestina, la Palaestina taertia. Con le nuove rotte marittime, Petra perse il suo ruolo e una serie di calamità naturali, tra cui il terremoto del 363 d.C., la danneggiarono molto. Di questo periodo sono databili le modifiche alla viabilità e alle grandi opere cittadine. Un esempio di queste sono l’anfiteatro, il complesso delle tombe imperiali, la strada colonnata e la porta Traianea, il grande tempio e le modifiche al Qasr al-Bint.

Il Periodo bizantino e il cristianesimo
Quando Costantinopoli con Costantino I diventa la nuova capitale al IV secolo, il cristianesimo raggiunge il sito archeologico di Petra durante la storia della Giordania. Viene infatti favorita la diffusione di questa religione, anche se gli abitanti di Petra rimangono fedeli agli antichi dei per tempo. Però, nel 350, Atanasio di Alessandria menziona nei suoi scritti Asterio come Vescovo di Petra, che divenne quindi una sede vescovile. Il terremoto del 363 danneggia gravemente il teatro e gli acquedotti. Cirillo, vescovo di Gerusalemme, in una lettera testimonia queste scosse che distrussero quasi la città, impoverita in seguito alla dominazione romana.
Questi eventi portarono Petra a svuotarsi lentamente, non riuscendo più a risollevarsi all’antico splendore. Solo nel V secolo d.C. cominciano a sorgere chiese all’interno della città che modificarono alcuni monumenti precedenti. Alcune di questi sono la chiesa o monastero al Deir che si arricchisce di sculture cruciformi nelle stanze interne; così come la chiesa di Petra che presenta pavimenti in mosaico di stampo bizantino. Nel 551, un altro terremoto danneggia Petra; già eccessivamente indebolita e svuotata.

Storia Medievale di Petra
Tra il 629 e il 632 avviene la conquista islamica della regione durante la storia Petra, pur ignorando il sito apparentemente. Anche se poche menzioni sono presenti tra il V e il VI secolo nei testi del vescovo Antenogene. La conquista musulmano nel sito archeologico di Petra ha un impatto poco chiaro e ridotto, anche per via della tolleranza mostrata in questo periodo nei confronti del cristianesimo. Inoltre, dal VIII secolo di Petra era rimasto solo un piccolo villaggio, spopolandola ulteriormente dal 749 con un altro terremoto. Con la conquistata dai Crociati Franchi, vengono costruiti qui dei castelli, come le fortezze di al-Wu’ayrah e al-Habis.
Con la Prima Crociata, Petra è occupata da Baldovino di Boulogne, che costituisce nella signoria d’Oltregiordano un feudo. Fino al 1189 nella Petra storia il sito archeologico in Giordania è in mano ai crociati, quando Saladino li sconfigge con la Battaglia di Hattin. Successivamente, le notizie su Petra sono sporadiche, come quella del sultano mamelucco Baibars al-Bunduqdari, nel 1276 qui di passaggio. Prima della sua riscoperta, questa fu l’ultima notizia, poi l’oblio per oltre cinque secoli. Molti nomadi, inoltre, pensavano che la città fosse infestata da demoni, chiamando l’arco all’entrata della sua gola Il ponte del diavolo.

La Riscoperta di Petra
Durante la sua storia, il sito archeologico di Petra in Giordania è rivelato al mondo solo nel 1812, grazie al viaggiatore svizzero Johann Ludwig Burckhardt. Aveva infatti sentito dire che nei pressi di Wadi Musa si trovava un’antica fortezza naturale. Presentandosi come solo un pellegrino, che voleva sacrificare ad Aronne un agnello, recandosi alla sua tomba del XII secolo, in cima al Jebel Harun. Percorrendo le rovine di Wadi Musa, si rese conto che erano le vestigia di Petra. I suoi studi vennero pubblicati però dopo la sua morte, nel 1823.
In seguito alla diffusione delle sue notizie tra Egitto e Occidente, vennero condotte anche altre esplorazioni per cercare Petra, ma ci furono molti contrasti con le tribù locali che non permettevano mai lunghi soggiorni. Le vere missioni archeologiche iniziano solo nel 1828 e nel 1830 Petra diventa un luogo di pellegrinaggio religioso. Ma anche meta ambita per artisti e poeti, arricchendo i capi delle tribù locali. Nel 1929 avviene la prima missione britannica, con scavi ancora oggi in corso nel sito.

Petra Oggi
Oggi, il sito archeologico di Petra è tra i più popolari non solo della Giordania, ma nel mondo, raggiunta dai viaggiatori di tutto il mondo. Il sito è raggiungibile a cavallo o a piedi, attraversando l’iconica fessura del Siq. Percorrendolo, lentamente si aprirà davanti ai nostri occhi lo spettacolo del Tesoro del Faraone; scolpito nella roccia. Una delle Meraviglie del Mondo Moderno, incrementando così in modo straordinario il turismo della zona. Per proteggere dalle alluvioni periodiche il sito, sono stati inoltre creati canali di scolo. Uno dei modi più speciali per visitare la zona, è sicuramente durante lo spettacolo di Petra by Night.

Sulle tracce della storia di Petra
Se volete ripercorrere la storia di Petra, il modo migliore è dedicare tempo all’antica capitale nabatea e alle sue testimonianze, dal Siq al Tesoro, dalle Tombe Reali al Monastero, con uno sguardo anche al periodo romano e bizantino. Potete inserire la Città Rosa in un itinerario più ampio alla scoperta del Paese, con Amman, Jerash, il Wadi Rum e il Mar Morto. Scoprite i viaggi organizzati in Giordania di archètravel e scegliete l’itinerario più adatto per conoscere la storia e il patrimonio del Paese.





