La Storia della Romania
La storia della Romania è importante per comprendere con un riassunto in breve il passato rumeno e il suo presente. Una terra al confine della penisola balcanica affascinante, con una storia ricca e piena di contaminazioni grazie ai popoli che si sono succeduti. Il popolo rumeno è nato intorno l millennio d.C, unendo genti di varie terre e seguendo la romanizzazione. Un Paese dalle tradizioni profondamente radicate e unito, culturalmente e socialmente. Andiamo quindi a scoprire insieme la sua storia in breve nel nostro riassunto, comprendendo al meglio il paese durante il vostro Viaggio in Romania!
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La Storia della Romania
Per comprendere il presente è importante conoscere il passato grazie a un riassunto della storia rumena in breve. Dal II millennio a.C. il territorio della Romania era abitato da Daci, Traci e Geti. Poi i romani conquistano la Dacia, ritirandosi nel 271 d.C., lasciando il posto alle invasioni dei barbari. Nel IX secolo arrivano gli Ungari e fondano il principato di Moldavia e Valacchia. Tra il XIV e il XV secolo i principati sono sottomessi all’impero Ottomano, sviluppandosi culturalmente ed economicamente. Mihai Viteazul, cercando di unire i principati, viene sconfitto dagli Ottomani. Con l’arrivo dell’influenza occidentale nel XVI secolo, si afferma la borghesia e i principi illuministi. Cercando una rivoluzione contro gli ottomani, che è però repressa brutalmente. Alexandru Ioan Cuza, nel 1859, unisce Moldavia e Valacchia.
Con il supporto della Russia, nel 1878 la Romania vince la guerra d’Indipendenza, diventando un regno nel 1881 sotto re Carol I. Durante la Prima guerra mondiale si allea con l’Intesa e, durante la Seconda, con l’Asse cambiando poi schieramento nel 1944. Nel 1947 è instaurata la Repubblica popolare socialista che rimase fino al 1989 con la rivoluzione rumena e l’esecuzione di Nicolae Ceaușescu. Nel 2007 la Romania entra nella Nato e successivamente nell’Unione Europea. La Romania, durante la sua storia che vedremo anche nel nostro riassunto, ha affrontato numerose avversità e sfide, costruendo la sua economia e la democrazia. Andiamo quindi a scoprire nel nostro riassunto la storia rumena!
Le fasi della Storia Rumena
| Periodo | Epoche Storiche |
|---|---|
| Età preistorica | 5.000 a.C. – 200 a.C |
| Daci | 200 a.C – 476 |
| Medioevo rumeno | 270 – 1504 |
| Sovranità ottomana | 1530 – 1594 |
| Età Moderna | 1529 – 1530 |
| Periodo comunista | 1947 – 1989 |
| Verso la democrazia | 1989 – 1990 |
| La presidenza di Ion Iliescu | 1990 – 1996 |
| Emil Constantinescu | 1996 – 2000 |
| Seconda presidenza di Iliescu | 2000 – 2004 |
| Traian Băsescu | 2004 – 2014 |
| Klaus Iohannis | 2014 – … |
Preistoria rumena
Il nostro riassunto della storia rumena inizia nel Paleolitico, da quando il suo territorio era abitato. Le più antiche tracce di manifestazioni culturali, però, risalgono addirittura a 5.000 anni fa a.C. Qui al tempo si trovavano tribù mediterranee orientali o continentali, che arrivarono nell’odierno territorio rumeno nel V millennio. Delle prime culture troviamo tracce della lavorazione della ceramica tra le più elevate della preistoria europea, evidenziando quella della cultura di Cucuteni.
Arriva poi la cultura di Tripolye e alle statuette femminili simbolo della fecondità o zoomorfe. Nella zona della Transilvania si trovano le prime miniere di rame e oro, sfruttate poi dai Traci e Daci.

La Dacia
Durante la storia della Romania in breve nel nostro riassunto, nel 200 a.C. il territorio era abitato dai Daci, una stirpe tracica. Durante il I secolo a.C., sotto re Burebista, si crea lo stato daco. Grazie al suo sovrano diventa una potente entità politica, temuta e che arriva a minacciare anche l’Impero Romano. Giulio Cesare, prima del suo assassinio nel 44 a.C., aveva deciso di annetterla all’Impero, venendo però fermato. Lo stesso anno, per denaro anche Burebista è fatto uccidere dai nobili del luogo. Al trono dei Daci gli successe nel 95 Decebalo, eletto dal popolo. Anche Domiziano tentò, senza successo, di annettere il regno dei Daci all’Impero romano. Solo Traiano, scontrandosi con la resistenza di Decebalo, riuscì a occupare la maggior parte del territorio.
Decebalo morì nel 106 e i Daci furono assorbiti dall’Impero, diventando un secolo dopo cittadini romani nel 212. Grazie alla Constitutio antoniniana promulgata da Caracalla. Nel 274, durante la storia Romania in breve, Aureliano non riusciva a proteggere la provincia dai barbari, abbandonando la Dacia e ritirandosi dopo il Danubio. L’unica zona conservata dall’Impero romano fu la Dobrogea e, successivamente, divenne parte dell’impero romano-orientale. In Dacia si diffuse la civiltà e la lingua latina, in un popolo che per molto tempo si era unito ai coloni romani, un’unione arrivata fino ai giorni nostri e imprimendosi nella cultura rumena.

Medioevo rumeno
La storie del medioevo della Romania in breve, come vedremo nel nostro riassunto, non dura nel periodo storico compreso solitamente tra il 476 e il 1492. Infatti inizia con il ritiro delle truppe romane dalla Dacia, finendo nel 1504 con la morte di Stefano III di Moldavia. In questo arco temporale si susseguono numerosi popoli, che oggi vanno a formare la Romania. Anche la società subisce cambiamenti profondi. La popolazione si sposta nei latifondi, nelle città fortificate sotto la protezione dei signori locali. Da est arrivarono Goti e Gepidi.
I Goti presero la Valacchia e la Moldavia, oltre a zone della Transilvania tra il 290 e il 330, crollando sotto gli Unni nel 376. Nel 454 il dominio a ovest dei Carpazi e sull’Oltenia passò ai Gepidi. In 100 anni circa, le zone a est dei monti diventano importanti centri per gli Sclaveni e gli Anti. Nel 568 i gepidi sono sconfitti dagli avari e nel mentre, dal 670, i bulgari avevano già creato un impero lungo il Basso Danubio. I conflitti del loro Primo impero portano i nomadi ungari a conquistare i Carpazi nel 895, come narrato nelle Gesta Hungarorum, nelle terre del duca Gelou.

Il Regno d’Ungheria
Dal XI secolo, Transilvania, Crişana e Banato, accorpate al regno d’Ungheria vengono saccheggiate da Cumani e Peceneghi. In questo periodo della storia, dal 1150 viene incoraggiata l’immigrazione dei coloni provenienti dall’Europa occidentale in Transilvania. Dal 1200 vediamo il gruppo dei sassoni di Transilvania, minacciati però dal XIII secolo dai mongoli provenienti dalle steppe eurasiatiche. Infatti, sconfissero i Cumani, distruggendo numerosi insediamenti del Regno d’Ungheria fino al 1242.
La nascita di Valacchia e Moldavia
In seguito a questo momento, tra il Danubio inferiore e i Carpazi nasce la Valacchia, primo stato indipendente nato sotto Basarab I. Ciò termina la sovranità del regno ungherese, in seguito alla vittoria nel 1330 nella battaglia di Posada. Bogdan I, nobile di Maramureș che guida una rivolta contro il sovrano precedente, ottiene invece l’indipendenza della Moldavia. Per preservare l’indipendenza di questi principati, si sviluppa una struttura di vassallaggio nella politica dacia. Nel 1417 la Valacchia e nel 1456 la Moldavia, però, avevano reso omaggio agli ottomani con Mircea il Vecchio e Ștefan III cel Mare. Ciò non impedisce ai sovrano di condurre contro i turchi delle operazioni militari, terminando con molte vittorie.
Al termine del Medioevo, la corona ungherese subisce molti cambiamenti. Dalla frammentazione religiosa tra ortodossi e cattolici, un ottica filo-cattolica da parte dei sovrani dal XIV secolo e la perdita di potere degli aristocratici. Nel 1437 nasce la Unio Trium Nationum, un’alleanza tra nobili sassoni, siculi e ungheresi. Lo scopo era quello di reprimere la rivolta transilvana di Bobâlna. Stefano III di Moldavia, il Grande, permise alla zona una grande ricchezza, fino alla sua morte nel 1504, che pone fine al Medioevo della storia del paese. Tra il 1529 e il 1530, gli ottomani pongono fine alla semi-indipendenza delle terre.

L’età Moderna
Nel riassunto della storia della Romania, l’età moderna, dalla conquista ottomana nella storia rumena alla nascita del territorio dell’odierna Romania, arrivando al risveglio della Nazione nell’800. Dal 1500 al 1530 la storia nazionale fu caratterizzata da sconvolgimenti del potere e cali commerciali in Valacchia e Moldavia, sostituiti dal XVI secolo dall’impero ottomano. Michele il Coraggioso, al termine del ‘500, si oppose agli ottomani, riuscendo a governare su Transilvania, Moldiavia e Valacchia nel 1600. Questa breve unità è stata poi la base per costruire l’unificazione della Dacia, escludendo però Banato e Dobrugia, sottoposte completamente a Istanbul.
Il periodo fanariota
Nella prima metà del ‘600 della storia della Romania riassunto in breve, i principi ortodossi di Moldavia e Valacchia governavano queste terre duramente. Poi il controllo amministrativo, fino al 1670, passò ai boiardi. Il territorio durante questo periodo subì le influenze dei greci, conosciuto come il periodo fanariota. Le entrate statali erano gestite dagli ellenici, come le terre, creando molti conflitti con i principati. A causa della forte imposizione dei tributi, ben presto i contadini si ribellarono ai signori.
Nel 1560, i regni di Vasile Lupu in Moldavia e di Matei Basarab in Valacchia, contribuirono allo sviluppo del territorio, omaggiando sempre i principi di Transilvania, che collaboravano con la Dieta. Una rappresentanza della nobiltà dei sassoni di Transilvania, ungheresi e siculi ungheresi. Il popolo rumeno, in questa fase della storia, non era rappresentato nel Dieta e la religione ortodossa era solo tollerata superficialmente. Stephen Bocskai, Gabriele Bethlen e Giorgio I Rákóczi, tre importanti principi, aderirono al calvinismo, estendendo i domini e difendendo l’autonomia nel XVII secolo contro gli Asburgo.

Verso l’Indipendenza
Durante la storia moderna rumena, vediamo anche l’espansionismo russo. Dal XVIII secolo, Moldavia, Valacchia e Transilvania, fino al XIX secolo, si trovano tra gli scontri dell’impero asburgico, ottomano e russo. Dopo due secoli circa sotto il dominio ottomano, nel XVIII secolo Transilvania e Ungheria passano sotto il dominio dell’Impero Austriaco. A loro volta, gli austriaci stavano iniziano una veloce espansione, incorpoando anche la Oltenia, parte della Valacchia, nel 1718, tornando alla Turchia nel 1739. La Russia, nel 1815 dopo il Congresso di Vienna, era padrona della parte orientale della Romania, mentre l’Austria dell’occidente. Il sud, invece, era ancora in mano all’impero ottomano, seppur al tramonto. Il russo nel 1836 divenne la lingua ufficiale in Bessarabia, iniziando nel XIX secolo la russificazione, iniziando una repressione verso gli intellettuali rumeni.
Nella zona austriaca, Francesco II, avverso la rivoluzione crea una stagnazione, evitando la costituzione della Transilvania e rifiuta di convocare la Dieta per 23 anni. In Transilvania iniziarono così proteste, iniziando la strada verso l’indipendenza e il risveglio del sentimento nazionale nel 1821. La ribellione di Tudor Vladimirescu fallisce, ma segue nel 1848 la rivoluzione di Moldavia, Valacchia e Transilvania. Si raggiunge così l’indipendenza di una parte del territorio.

Il Risveglio nazionale
Durante la storia rumena, come in molti altri paesi europei, dal 1848 nascono sentimenti rivoluzionari, portando alle ribellioni in Moldavia, Valacchia e Transilvania. Lo scopo era completare l’indipendenza, dopo le prime due emancipazioni e la terza incompiuta. Queste rivoluzioni, però, permisero al popolo durante il riassunto della Romania storia a riconoscersi in un’unità linguistica e culturale. Sotto suggerimento di Napoleone III, i popoli di Valacchia e Moldavia elessero come unico principe Alexandru Ioan Cuza, creando così la Romania.
Un’unione personale che escludeva ancora la Transilvania, ancora legata al nazionalismo ungherese. Nel 1861 viene fondata a Sibiu l’Associazione Transilvana per la Letteratura e la Cultura dei Rumeni. Un governo illuminato composto principalmente dai sassoni transivani.

La Grande Romania
La România Mare, è il territorio compreso durante il periodo interbellico, dal 1918 al 1941, con l’entrata del paese nella II Guerra Mondiale. Nel 1920, dopo il trattato di Trianon la Romania raggiunge la sua massima espansione, incorporando però anche minoranze ostili. La finta democrazia presente, guidata da una classe privilegiata, sfocia presto negli anni ’30 nella dittatura. In questo periodo della storia rumena, nel dopoguerra domina il Partito Nazionale Liberale di re Ferdinando. La fase intermedia con il Partito Nazionale Contadino e la fase guidata da re Carlo II, arrivando alla crisi parlamentale e alla dittatura effettiva.

Post Prima Guerra Mondiale
Dopo la prima guerra mondiale, il paese mantenne i rapporti con la Francia, partecipando alla Piccola intesa. Gli atteggiamenti della Germania nazista e la passività di Francia e Regno Unito, portarono la romania prima alla neutralità, poi alla potenza fascista. Probabilmente a causa della crisi economica rumena, promuovendo il riarmo. Con la sconfitta francese nel 1940, la posizione verso Italia e Germania della Romania fu totale. Negli anni ’30, con la formazione di estrema destra ostile all’oligarchia, Carlo II abdica. Entrando nella II guerra mondiale, la Grande Romania termina, alleandosi con l’Asse e iniziando l’operazione Barbarossa nel 1941.
Il Fascismo in Romania
La storia del paese in questo riassunto durante il fascismo si divide in due differenti regimi. Il primo, dal 1937 al 1938 con il Partito Nazionale Cristiano, e il secondo da 1940 al 41 con la Guardia di ferro, arrivando alla dittatura di Ion Antonescu, dal 1940 al 44. Il Partito Nazionale Cristiano, dall’orientamento antisemita e fascista, viene fondato nel 1935. La Romania viola accordi internazionali in questo periodo e danneggia relazioni con Paesi vicini, avvicinandosi a Italia e Germania con il governo Goga; stretto amico di Adolf Hitler.
Le misure antisemite adottate dal suo governo portarono all’impoverimento del paese. Venne rovesciato da re Carlo II, stabilendo la dittatura reale. Con il tempo il nome di Octavian Goga è stato riabilitato, essendo anche uno dei più noti poeti rumeni.

La Seconda Guerra Mondiale
Continuiamo il riassunto sulla storia della Romania in breve, arrivando al patto Molotov-Ribbentrop. Con questo l’URSS nel 1940 impone di cedere Bassarabia e Bucovina, con l’ingresso dell’Armata Rossa nei territori, senza rispettare le volontà della Romania. Un momento ricordato come il massacro di Fântâna Albă. I due territori entrano così nell’Unione Sovietica. Ciò sveglia però i revanscismo ungherese, frenato dalla Germania, anche se comprende le rivendicazioni di Budapest. Berlino spinge quindi per la soluzione, dividendo la Transilvania e convocando una conferenza a Vienna. Il re, considerando le pressioni, abdica per il figlio Michele. La Romania, affianco all’Asse, nel 1941 entra nella II Guerra Mondiale. Invade l’URSS e recupera Bassarabia e Bucovina, ma per poco. Nei territori occupati avviene il massacro di Odessa. Ma le sorti della guerra, dopo la resa italiana e il disastro di Stalingrado si ribaltano.
Il termine della guerra
L’Armata rossa è inarrestabile e la Romania cerca di affiancarsi agli Alleati, sentendosi obbligati a trattare con Mosca. Ma i sovietici odiavano Antonescu, il dittatore rumeno. Re Michele, nel 1944, con un colpo di stato depone Antonescu, affiancando il suo esercito ai sovietici, avanzando contro la Germania. Nella storia rumena, alla fine della II Guerra Mondiale, la zona nord della Transilvania torna alla Romania, ma il Territorio di Herța, Bucovina e Bassarabia restano all’Unione Sovietica, come Dobrugia in Bulgaria. Bucarest accetta la mutilazione del suo territorio e il paese è ancora occupato dall’Armata Rossa.

Il periodo Comunista
Dopo la II guerra mondiale accade un colpo di Stato dove re Michele I è costretto dal primo ministro Petru Groza ad abdicare. Viene mandato in esilio nel 1948 e, lo stesso anno, viene approvata senza referendum una nuova costituzione repubblicana. Dagli anni ’60 della storia rumena, il governo comunista si dimostra più indipendente verso l’Unione sovietica. Nel 1965 Nicolae Ceaușescu diventa capo del partito comunista e nel 1967 di Stato. I consensi verso di lui arrivano soprattutto in seguito alla sua denuncia nel 1968, quando i sovietici invadono la Cecoslovacchia. La sua “seducente” politica indipendente affascinava i capi di stato occidentali, che desistevano quindi ad andare contro il suo regime.
L’impopolarità di Ceaușescu
Nel 1970, però, Ceaușescu divenne sempre più capriccioso e duro, aumentando la sua impopolarità negli ’80. Con la caduta del comunismo in Ungheria, dal 1989 anche in Romania scoppiano le prime proteste popolari, crescendo in tutto il Paese. Anche una parte del regime, inoltre, voleva eliminare Ceaușescu: diventando troppo ingombrante dopo la guerra fredda.
Venne sostituito da Ion Iliescu e Ceaușescu viene arrestato. Si instaura il Fronte di Salvezza Nazionale, proclamando il liberalismo. Il Partito comunista viene dichiarato fuori legge e ritirate le misure impopolari di Ceaușescu, come il divieto di contraccezione e l’aborto.

Dopo il 1989
La caduta di Ceaușescu
Per seguire il sogno dell’autarchia industriale, Ceaușescu introdusse durante la storia rumena il razionamento delle risorse energetiche e degli alimenti. Ciò portò il Paese a contrarre debiti con le banche occidentali, aumentando a dismisura il proprio debito. Per ripagare i costi e finanziare le industrie, aumenta così il disagio economico e sociale venendo saldato nel 1989. Nicolae ed Elena Ceaușescu il 25 dicembre vengono giustiziati.
Il cammino verso la democrazia
L’attore Ion Caramitru e il poeta Mircea Dinescu dichiarano in tv la caduta del regime comunista il il 22 dicembre dello stesso anno e nasce il Consiglio del Fronte di Salvezza Nazionale: un ente di governo provvisorio. Viene abolito il partito unico ed è nominato primo ministro Petre Roman. Nel 1990 il CFSN viene trasformato in un partito politico. Nascono così numerose proteste a Bucarest. Ion Iliescu, preoccupato per l’escalation, fa appello ai lavoratori per intervenire a difesa del paese contro le destabilizzazioni.
I sostenitori furono soprattutto i minatori della valle del Jiu, guidati dal sindacalista Miron Cozma. Furono soprattutto loro a partecipare a violenze e repressioni al fianco delle autorità durante la prima mineriada. In questo clima di disordine durante il riassunto della storia della Romania, avviene il Conflitto interetnico di Târgu Mureș, tra rumeni e ungheresi in questa città della Transilvania.
La presidenza di Ion Iliescu
Ion Iliescu vince le prime elezioni presidenziali. Il FSN ottiene la maggioranza assoluta nel 1990 e inizia così una terapia shock per spostare il paese verso la liberizzazione. La privatizzazione, però, riduce l’intervento in campo economico dello Stato, alzando la disoccupazione e aumentando il malcontento popolare. Nel 1991 viene pubblicata la nuova costituzione democratica e, nel 1992, il FSN si separa in due partiti. Una di matrice socialista con a capo Iliescu, dall’altra i riformisti. Iliescu viene riconfermato per 4 anni, vedendo la preferenza del Fronte Democratico di Salvezza Nazionale. Nicolae Văcăroiu diventa nuovo primo ministro, preparando la strada per l’ingresso nella NATO e supportando l’adesione nell’Unione Europea, presentata nel 1995.

La presidenza di Emil Constantinescu e la seconda di Iliescu
Nel 1996 durante il riassunto della storia della Romania, Emil Constantinescu supera Iliescu, diventando il secondo presidente della storia dei rumeni. Continuano i negoziati per l’UE, con riforme liberali. Nel 1999 avviene la quinta mineriada, a causa delle condizioni salariali dei minatori. Lo sviluppo del paese è lento e, al termine del mandato, nel 2000 viene eletto nuovamente Iliescu alla presidenza della Repubblica, con Adrian Năstase come Primo Ministro. Una legislatura tristemente popolare per la corruzione e gli scandali, ma le riforme messe in atto permettono alla Romania di entrare nell’UE nel 2007.
La presidenza di Traian Băsescu e Klaus Iohannis
Nel 2004 diventa ufficiale l’ingresso nella Nato con Bulgaria, Estonia, Lettonia, Lituania, Slovacchia e Slovenia, e nel 2007 nell’UE con la Bulgaria. Grazie alle liberalizzazione dei mercati e le politiche strutturali effettuate, migliora la condizione di vita della popolazione, ma avviene anche una massiccia emigrazione della forza lavoro all’estero, con un andamento demografico negativo. Klaus Iohannis viene eletto nel 2014 e, dopo la tragedia alla discoteca Colectiv di Bucarest, iniziano nuove proteste per portare alle dimissioni del Primo ministro Victor Ponta. Soprattutto alla luce dei numerosi scandali giudiziari. Nel 2015, con Dacian Cioloș, la Romania durante la sua storia, nel nostro riassunto, vide il primo governo tecnico democratico.

La Romania Oggi
Durante la storia rumena, dopo le elezioni nel 2017 il Partito Social Democratico torna al potere con Sorin Grindeanu come Primo Ministro. Oggi, la Romania è un Paese ancora ricco di contraddizioni e numerosi rumeni è stimato che vivano fuori dalla propria patria. Grazie alle sue meraviglie storie e paesaggistiche, il turismo è un settore sempre più importante per il paese.
Dalla sua capitale, Bucarest, alle spiagge del Mar Nero di Costanza, arrivando a Sibiu, al delta del Danubio e ai Carpazi. Infatti, sono davvero moltissime le ragioni per visitare la Romania, un luogo che può mettere d’accordo grazie alle sue attrazioni principali, come la Transilvania, i viaggiatori di ogni tipo. La Romania è una terra meravigliosa, luogo di leggende, folklore, storia e cultura, grazie al suo ricco passato e le sue tradizioni radicate.

Un viaggio nella storia rumena
Dalle antiche rovine della Dacia romana alle cittadelle medievali della Transilvania, fino ai monasteri dipinti della Bucovina e alle architetture di Bucarest, ogni tappa racconta un periodo diverso della storia rumena. Anche le testimonianze dell’epoca comunista ci aiutano a comprendere le trasformazioni che hanno portato il Paese ai giorni nostri. Se desiderate visitare i luoghi più significativi della storia della Romania, lasciatevi ispirare dagli itinerari dei viaggi organizzati in Romania di archètravel.





