La Storia della Scozia
La storia della Scozia è importante per comprendere con un riassunto in breve il passato scozzese e il suo presente. Una terra affascinante dalle antiche civiltà. Dall’arrivo dei Romani nel I secolo, estendendo i confini dell’impero fino al vallo Antonino, arrivando alla Caledonia dei Pitti. Dai regni gaelici, alle invasioni vichinghe e al Regno di Scozia, la storia del paese è segnata da molte guerre e scontri tra clan. Infine, l’ingresso nel Regno di Gran Bretagna, il paese ha subito una forte rinascita intellettuale ed economica. Andiamo quindi a scoprire insieme la sua storia in breve nel nostro riassunto, comprendendo al meglio il paese durante il vostro Viaggio in Scozia!
La Storia della Scozia
Per comprendere il presente è importante conoscere il passato grazie a un riassunto della storia della Scozia in breve. I primi abitanti dell’area furono i Pitti, seguiti da Celti, Romani e dalle invasioni vichinghe. Kenneth I unificò nel IX secolo i regni, dando vita a quello di Alba. La Scozia, durante la sua storia nel riassunto, più volte combatte contro l’Inghilterra per l’indipendenza. Le sanguinose guerre erano seguite da brevi periodi di pace. Tra le figure iconiche che spiccano durante la resistenza, troviamo Robert Bruce e William Wallace, patriota scozzese che ha ispirato il film Braveheart. Vincendo la Battaglia di Bannockburn, nel 1314, gli scozzesi assicurano per secoli l’indipendenza.
Giacomo VI di Scozia sale al trono d’Inghilterra nel 1603, unendo le corone. Ma i regni durante la storia del paese rimangono separati fino al 1707. Con l’Atto di Unione nasce il Regno Unito di Gran Bretagna. Nel XIX secolo arrivarono molti cambiamenti, portando in risalto città come Edimburgo. Il XX secolo e due guerre mondiali portano il paese a un declino, seguito dal nazionalismo. Ancora oggi, il dibattito sull’indipendenza è acceso, vedendo l’ultimo referendum nel 2014 e la vittoria degli unionisti. La Scozia ha un’identità e una cultura radicata nel patrimonio gaelico, come tradizioni musicali e prodotti ben distinti, come il kilt e il whisky. Un paese ricco di fascino e dalla storia complessa, che plasma ancora il suo presente. Grazie alle sue bellezze culturali e paesaggistiche attira un gran numero di viaggiatori.
Le fasi della Storia Scozzese
| Periodo | Epoche Storiche |
|---|---|
| Età preistorica | 8000 a.C – 2000 a.C. |
| Storia Antica | 700 a.C. – 122 d.C. |
| Alto Medioevo | 400 d.C. – 1066 d.C. |
| Guerre d’Indipendenza | 1286 d.C. – 1328 d.C. |
| Regno Indipendente | 1460 d.C. – 1707 d.C. |
| Unione con l’Inghilterra | 1707 d.C. |
| Età Contemporanea | XIX secolo – XX secolo |
| Scozia Odierna | 1997 – … |
Preistoria Scozzese
La storia del paese inizia durante il Mesolitico, con i primi insediamenti provenienti dall’Europa continentale su varie isole o lungo le coste. Nel Neolitico iniziano le coltivazioni e l’allevamento e si hanno tracce dei primi insediamenti sulle isole. Di questo periodo possiamo visitare ancora oggi il sito di Skara Brae, nelle Orcadi. Si sviluppano i cairns, luoghi di sepoltura come quello di Maes Howe. Dello stesso periodo troviamo i cerchi di megaliti. Come gli Stones of Stenness, il Ring of Brodgar o la formazione di Callanish sull’isola di Lewis e Harris: probabili osservatori astronomici.
La costruzione di queste strutture è evidenziata anche durante l’età del bronzo. Insieme alle fortificazioni sulle colline, come quello di Eildon Hill, a Melrose, del 1000 a.C., e i Crannóg: insediamenti su isole artificiali. Nel I millennio a.C. della storia della Scozia in breve riassunto, arrivarono popolazioni celtiche dal sud. Nel 400 a.C. i celti portarono il ferro e la creazione dei brochs: torri circolari sulle coste. In questo periodo della storia del paese, il territorio era diviso in tribù in lotta tra loro. Arrivando nel 55 a.C. all’arrivo dei romani, che chiamarono la popolazione Pitti. Il termine deriva Picti: i tatuaggi locali.

L’arrivo dei Romani
Ciò che sappiamo del primo periodo della storia degli scozzesi, proviene dalle testimonianze di epoca romana. Anche se i popoli locali usavano testi scritti solo per funzione commemorativa. La tradizione druidica sparì con l’arrivo dei romani e senza scritti a riguardo, lanciando poche testimonianze pre-romaniche di Pitea. Nel 43 d.C., durante il riassunto storia della Scozia in breve, i romani conquistano la Gran Bretagna. Dopo un secolo dall’inizio delle invasioni di Giulio Cesare. Gneo Giulio Agricola diventa nel 77 governatore di Britannia. Le truppe romane arrivarono a nord nel 79, insediandosi in Scozia dopo l’opposizione dei Caledoni dal 82 al 83 d.C.
Nel 84 Agricola arriva alle Orcadi e sconfigge nella Battaglia del monte Graupio le tribù dei caledoni sotto Calgaco a Mons Graupius. Agricola allargò i confini dell’Impero, arrivando alla linea che separa la Scozia dal Firth of Clyde al Firth of Forth. I romani non arrivarono nelle Highlands, ma alla costa del mar Nord a Moray Firth, costruendo delle fortificazioni. Con il dominio di Antonino viene eretto l’omonimo Vallo. Abbandonandolo nel 160 e i romani lasciarono la Caledonia nel 155. Solo Settimio Severo tra il 208 e il 211 provò a conquistare l’attuale Scozia; per l’ultima volta.

Storia Scozzese Medievale
Dopo il ritiro definitivo dei romani, nel 410 circa, la storia del paese era caratterizzata dai Pitti. I popoli di origine celtica e i Britanni di origine celtica britannica, influenzati dai romani. I Pitti nel 500 circa conquistarono molte isole e la parte a nord del Firth of Clyde e del Firth of Forth, chiamando l’area Pictavia. Ancora oggi in questa zona in molti luoghi troviamo il prefisso Pit; come Pitlochry. Sotto il Firth of Clyde si trovava il regno di Strathclyde. Mentre in Cumbria Rheged e nella zona centrale, gli Scottish Borders, Selgovae e i Votadini. Questi popoli parlavano lingue britanniche celtiche, derivate dal bretone e dal gallese.
Sempre in questo periodo nel riassunto Scozia storia, arrivarono popoli invasori. Come gli Scoti nel IV secolo, che fondarono il regno di Dál Riata. Gli Angli, dal regno di Bernicia che nel XII secolo presero il il regno di Gododdin, lasciando la lingua scots sul territorio. Verso l’800 arrivarono i Vichinghi sulle Orcadi.

I Vichinghi e la Cristianizzazione della Scozia
Nel 793 durante arrivano i primi Vichinghi. Distruggendo il monastero di Lindisfarne, assaltando Iona nel 794 e arrivando sulle isole Ebridi, Shetland e Orcadi, che diventarono colonie scandinave. Nei secoli dopo i conflitti tra le popolazioni furono costanti. Causati anche della invasioni delle terre e per mettere in luce le abilità militari. Le principali caste delle tribù in questo periodo, infatti, erano quelle dei guerrieri. Le invasioni frequenti portarono anche a rimescolamenti della popolazione, diventando un collante tra le tribù; ma quello principale fu l’arrivo del cristianesimo. Anche prima dell’invasione romana, i Britanni erano cristiani, come il primo santo scozzese: San Ninian, che convertì i pitti.
Scritti arrivati da San Patrizio, dicono che i Pitti dopo la morte del santo lasciarono il cristianesimo. Fu l’arrivo di San Columba, scotto gaelico arrivato nel 563 in Scozia, a continuare la conversione, iniziando dall’isola di Iona. Qui, durante la storia della Scozia riassunto, fondò un monastero e mise le basi per rapporti pacifici tra Scotti e Pitti. Iniziarono matrimoni misti e, nel 843, il re scotto Kenneth MacAlpin, figlio di Pitti, unì Dàl Riata a Pictavia. L’unione dei regni, portò al Regno di Alba grazie a matrimoni misti, creando nel 1034 un territorio simile all’attuale Scozia. Vincendo nel 1018 nella battaglia di Carham, Malcolm II di Scozia prese il Lothian.

Il Regno di Alba
Nel 1034 morì il primo sovrano Máel Coluim mac Cináed. Durante la storia del paese, inoltre, creò il sistema della tanistry. Nel 1057 venne sconfitto Mac Bethad da Máel Coluim III, che divenne Cenn Mór: il grande capo. Questo regno era caratterizzato da cambiamenti sociali. Causati dei suoi anni presso la corte inglese e il matrimonio prima con una principessa norvegese. Poi con una nobile anglo-ungherese: Margaret Ætheling.
Fu lei a iniziare una riforma religiosa, mentre Malcolm introdusse il feudalesimo. Sotto Davide I arrivarono numerosi monaci e vennero fondate della abbazie, come quella di Jedburgh, Melrose e Dryburgh. Si arrivò alla divisione in 11 diocesi nel 1200, lasciando fuori le Highlands. Nel medesimo periodo della storia scozzese, inoltre, nacquero città a statuto particolare con autonomia e vantaggi commerciali, le royal burgh. Tra le più popolari troviamo Berwick-upon-Tweed ed Edimburgo. In questo periodo storico, la differenza tra le Lowlands e le Highlands era profonda. Portando successivamente a problemi per la discendenza come vedremo nella scozzesi storia.

Le Guerre d’Indipendenza scozzesi
Sotto Enrico II di Inghilterra nel 1175, la Scozia durante la storia in breve al termine del XIII secolo, dopo le vittorie inglesi a Berwick e Dunbar, venne assoggettata. La Stone of Destiny, pietra sulla quale erano incoronati durante la storia i re, è trasferita a Londra. Giovanni di Warenne è nominato da Edoardo I governatore di Scozia. Nei 10 anni prima della morte di Alessandro III, nel 1286, la storia Scozia è caratterizzata da decessi nella sua linea di successione. Lasciando solo la nipote in fasce, Margherita.
Edoardo I d’Inghilterra propose il matrimonio tra lei e suo figlio. Nel 1290, i suoi tutori acconsentirono, ma la bambina durante il viaggio dalla Norvegia morì alle Orcadi. John Balliol e Robert Bruce, nel 1291 si scontrarono davanti Edoardo I. Rivendicando il trono e viene scelto Balliol. Fu obbligato però a rendere la Scozia un territorio vassallo. Introducendo vessazioni e cercando l’alleanza con la Francia nel 1295. Così l’influenza artistica e culturale francese arrivò nella storia scozzese, dando vita alla Auld Alliance.

Il periodo del Auld Alliance e William Wallace
In questa parte del riassunto della storia, l’influenza della Francia si ritrova nel linguaggio, nella legislatura, nell’arte e nelle architetture. Con il trattato di Corbeil, nel 1326, Robert Bruce rinnovò questa fase. Edoardo I depose John Balliol nel 1296, quando l’Inghilterra invase la Scozia. Il popolo scozzese iniziò a ribellarsi, guidati da William Wallace e vincendo nel 1297 a Stirling Bridge. Wallace riprese Berwick e iniziò incursioni a Northumberland, arrivando alla nomina a guardiano del regno nel 1298. Venne sconfitto solo nel 1298 da Falkirk, venendo poi torturato, messo in prigione e impiccato, diventando un simbolo di libertà per il popolo scozzese. Robert Bruce è incoronato nel 1306 come re di Scozia. Sconfiggendo nel 1314 Edoardo II durante la battaglia di Bannockburn.
Nel 1320, Papa Giovanni XII e alcuni nobili scozzesi stilarono la dichiarazione di Arbroath, dichiarando l’indipendenza di Scozia. Venne riconosciuta nel 1328 da Edoardo III, con il trattato di Northampton. Pochi anni dopo la morte di Robert Bruce però, nel 1333, l’Inghilterra invase la Scozia per porre sul trono Edward Balliol, figlio di John. Iniziò così durante la storia scozzese la Seconda Guerra d’Indipendenza.

La seconda Guerra d’Indipendenza
Nonostante le numerose vittorie degli inglesi, come quella a Halidon Hill, la Scozia resistette e l’Inghilterra non riuscì a mettere sul trono Balliol. Nello stesso momento, scoppiava tra Francia e Inghilterra la Guerra dei 100 anni per questioni dinastiche ed Edoardo III lasciò perdere la questione scozzese. In questo periodo della storia, nel 1341 l’erede di Roberto I, Davide II, tornò in Scozia dopo il suo esilio in Francia. Edward Balliol, nel 1356, rinunciò a rivendicare il trono di Scozia.
Il periodo Stuart
Durante il riassunto della Scozia storia in breve, nel 1371 salì al trono Roberto II, figlio di Walter Stewart. Seguì Giovanni Stuart, che prese il nome di Roberto III. Dopo la morte sospetta del figlio Davide nel 1406, il re non esitò a proteggere l’altro figlio, Giacomo. Invase la Francia, ma Giacomo venne imprigionato per 18 anni dagli inglesi. Con la morte di Roberto III, il Duca d’Albany diventò durante la storia scozzese reggente, fino alla liberazione di Giacomo nel 1424. Giacomo I riportò l’autorità in Scozia. Gli successe nel 1437 Giacomo II, iniziando una politica di centralizzazione della monarchia, danneggiando i nobili locali. Giacomo III, nel 1468, riceve come dote dalla figlia dei reggenti di Danimarca e Norvegia, Margherita, Shetland e Orcadi.
Anche le Ebridi vennero incorporate alla Scozia con Giacomo IV, che pone fine all’indipendenza della Isole. Si sposò nel 1503 con Margherita Tudor e, nel 1512 venne rinnovata la Auld Alliance dopo l’attacco alla Francia da parte di Enrico VIII. La Scozia attacca l’Inghilterra, ma viene però fermata nella battaglia di Flodden Field, dove muore Giacomo IV, a cui succedette Giacomo V. Sale al trono nel 1513 a solo 1 anno, affidato a Margherita Tudor, sorella del re Enrico VIII d’Inghilterra. Nel 1524, Giacomo V prende il potere, cercando di iniziare un rafforzamento della monarchia locale, sposando la francese Maria di Guisa. I rapporti con il re inglese peggiorarono, portando alla Solway Moss e alla sconfitta scozzese.

Dal 1542 a Maria Stuarda
Durante il riassunto della storia della Scozia in breve, proseguiamo lungo la dinastia Stuart. Arriviamo a Maria Stuarda, figlia di Giacomo V, che divenne regina a soli 6 giorni di vita. Fu la madre Maria di Guisa a prendere la reggenza durante questo periodo storico. Dopo una serie di campagne cacciò gli inglesi, prendendo ufficialmente la reggenza. Maria, cattolica, nel 1558 sposò il Delfino di Francia. Nel 1557 dei nobili protestanti si opposero alle nozze con un papista e venne contrattato un patto. Nel 150, con la morte della madre, terminò anche la Auld Alliance, che legava la Scozia alla Francia. Con la firma del trattato di Edimburgo venne abolito il cattolicesimo.
John Knox, ex cattolico, nel 1559 venne ordinato nella cattedrale di Edimburgo ministro della Chiesa di Scozia. Divenne uno dei personaggi più influenti durante quel periodo della storia scozzese. Tornando in Scozia, Maria Stuarda, cattolica, trovò un paese protestante ma non volle imporsi sui sudditi. Durante i suoi 6 anni di regno ci furono molte crisi e intrighi di corte. Arrivando nel 1567 al suo imprigionamento nel Castello di Loch Leven, obbligata ad abdicare per il figlio, Giacomo VI. Maria fuggì dal castello, cercando di riprendere il trono. Ma fallendo fuggì in Inghilterra dalla cugina Elisabetta, diventando d’ispirazione per i cattolici che cospiravano, sperando di sollevare dal trono Elisabetta Tudor. Dopo le accuse di tradimento, nel 1587 Maria venne condannata a morte.

Da Giacomo VI a Giacomo VII
Giacomo VI, dopo l’abdicazione di Maria nel 1567, divenne re di Scozia a soli 13 mesi, crescendo in un paese protestante. In seguito alla morte di Maria e di Elisabetta I, senza figli, anche la corona d’Inghilterra passò a lui, creando nel 1603 l’Unione delle Corone. Andò a vivere in Inghilterra e non fece ritorno. Unite sotto un’unica corona, Scozia e Inghilterra mantennero le istituzioni anche in seguito alla riforma protestante. Più radicale nella storia del paese, come vedremo nel riassunto. Carlo I, infatti, nel 1637 volle imporre alla Chiesa scozzese un libro di preghiere. Provocò molte rivolte popolari nel paese, come il movimento dei Covenanti, che divulgavano il presbiterianesimo.
Questi, durante la storia scozzese, formarono un esercito contro le riforme religiose. Negli anni ’40 diventarono i padroni de facto del paese. Arrivarono anche in Irlanda nell’Ulster per proteggere i protestanti coloni, alleandosi in Inghilterra nella guerra civile con i parlamentaristi. Il duca di Montrose, nel 1644, diede supporto al re Carlo I. Aiutando le truppe dell’Irlanda nelle Highlands, trovando però la sconfitta nel 1646 e nel 1649 il re venne decapitato. Divenne re Carlo II e la Scozia fu invasa dall’inglese Oliver Cromwell. Portò il paese nel Commonwealth tra 1652 e 1660, tornando poi alla restaurazione monarchica e ai confini. Fino al 1680, nelle Lowlands iniziarono rivolte religiose represse nella violenza e nel 1685 il re morì. Arriviamo a Giacomo VII, che divenne cattolico nel 1672 e fu incoronato nel 1685.

L’insurrezione giacobita
In questo periodo paradossale della storia scozzese, il re era cattolico, ma capo della chiesa d’Inghilterra. Con l’arrivo di Guglielmo d’Orange nel 1688, dai Paesi Bassi, conquistò il trono inglese e scozzese, mentre Giacomo VII scappò in Francia. I fedeli a Giacomo che iniziarono a combattere per lui vennero chiamati giacobiti. Il parlamento scozzese, nel 1704, emanò leggi che vietavano il trono a pretendenti cattolici: l’Act of Security.
Nel 1707, grazie a questo atto, Giacomo Stuart, conosciuto anche dai legittimisti come Giacomo VIII cercò di riprendere il trono. Con l’aiuto francese, fermato però dalla marina britannica. Iniziò così nel 1715 la rivolta giacobita, fermata dal Duca di Argyll. Carlo Edoardo Stuart venne sconfitto nel 1746 nella battaglia di Culloden dagli inglesi, tornando in Italia fino alla morte, nel 1788. Il parlamento londinese iniziò così leggi per minare i clan scozzesi, la loro identità ed economia con il Highland Dress Proscription Act del 1746. Che venne abolito poi nel 1782.

L’Unione Inglese
Nel riassunto dei primi del ‘700 durante la storia della Scozia in breve, vediamo l’indipendenza del paese dall’Inghilterra. Ci fu una pressione per la fusione dei regni, che venne votata nel 1707 dal parlamento inglese e scozzese. Nasce il regno di Gran Bretagna e l’Union Jack, fondendo la croce scozzese di Sant’Andrea e quella di San Giorgio. Nella storia scozzese, i capi clan accumulavano ricchezze, arrivando nel XVIII secolo a una profonda divisione tra capi e membri dei clan. Nelle Lowlands, gli animali in quanto grande fonte di reddito – soprattutto le pecore Blackface – sostituirono le persone. Nel 1785 avvenne lo sgombramento dei contadini: il The Highland Clearances.
Gli agricoltori furono spostati sulle coste, dedicandosi alla pesca e alla coltivazione di alghe usate per i tessuti. Molto redditizie soprattutto durante le guerre napoleoniche, impoverendosi al loro temine. Gli abitanti delle coste iniziarono così a vedere i terreni, spostandosi nelle nuove aree industriali. Come Paisley e Galsgow, o in Irlanda, soprattutto a Belfast; altri arrivarono anche in Nordamerica.

Età Contemporanea Scozzese
A partire dall’800 della storia scozzese ci fu uno sviluppo industriale, soprattutto per il settore tessile sulla costa occidentale. Iniziò anche lo sfruttamento di risorse come carbone e ferro, aprendo nel 1831 la prima linea ferroviaria del paese, dedicato al settore metallurgico. Arrivò anche la crescita demografica e l’emigrazione, soprattutto verso Inghilterra, Sudafrica, America e Australia. In Irlanda, intanto, iniziava la Grande Carestia, portando molti cattolici nel paese, soprattutto a Glasgow.
Le Highlands iniziarono a essere riabilitate, grazie anche all’opera di scrittori scozzesi come Walter Scott, che parlano dell’anima romantica e folcloristica del paese. Nonostante il movimento artistico che convergeva qui, le Highlands rimasero un territorio povero. Il potere era ancora in mano a poche famiglie nobili, prevalentemente nei ceti inglesi. Negli anni ’40 nacquero così movimenti religiosi radicali, appoggiate soprattutto da chi viveva nelle Highlands, vedendo a capo i predicatori. Dopo un periodo di scontri e violenze, il governo supportò i contadini. Il governo britannico, nel 1886, emanò il Crofters Act e con questo un risarcimento agli espulsi delle Clearances.

La Grande Guerra e lo Scottish National Party
All’inizio della I Guerra Mondiale, la Scozia si unì al Regno Unito e l’industria locale ebbe una forte crescita. Terminando verso il 1920 e portando alla rinascita del nazionalismo della Scozia. Nel 1934 nacque lo Scottish National Party la cui politica sfruttava il sistema britannico, come la partecipazione alle elezioni, per arrivare all’autonomia. Fu anche un periodo caratterizzato da un forte flusso migratorio. Nella II Guerra Mondiale la Scozia venne bombardata, ma l’industria navale e bellica prosperò.
Durante gli anni ’70 venne scoperto nel Mare del Nord il petrolio, accrescendo così l’industria e le istituzioni finanziarie locali. Nel dopoguerra il paese accolse molti voti laburisti, come indipendentisti. L’SNP ottiene nel 1945 un seggio, arrivando a 11 nel 1974. Nel 1980 venne fondata la Scottish National Liberation Army. Un gruppo armato che voleva l’indipendenza, che non ebbe la stessa risonanza dell’IRA. Dopo le elezioni del 1997, nacque un parlamento autonomo.

La Scozia Oggi
Durante la storia scozzese odierna, nel 1999, dopo tre secoli, si tennero le prime elezioni del Holyrood: il parlamento scozzese, ottenendo la maggioranza del Labour. Con il passare degli anni fu il Partito Nazionale Scozzese a ottenere la maggioranza, arrivando al 2007 con la vittoria del partito di Alex Salmond. L’SNP ottenne sempre un grande successo elettorale, dividendo però l’opinione pubblica. Ancora oggi, l’indipendenza scozzese da Londra è un tema molto discusso. Seppur nel 2014 il referendum di secessione dal Regno Unito ha visto la vittoria degli unionisti.
La Scozia è il paese più a nord del Regno Unito. Una terra selvaggia e meravigliosa, con una forte e ben definita identità culturale. Famosa in tutto il mondo per le meravigliose terre delle Highlands, gli incontaminati paesaggi montuosi, tra laghi e valli. Qui ancora oggi vivono antiche leggende; come Nessie. Inoltre, la Scozia è la patria del golf, di famosi castelli e di meravigliose città ricche di storia e cultura. Come la capitale Edimburgo e Glasgow.
Un paese meraviglioso vi sta aspettando!

Sulle tracce della storia scozzese
Un viaggio in Scozia vi porta nei luoghi che sono stati protagonisti della sua storia. I castelli di Edimburgo e Stirling ricordano le lotte per il potere e l’indipendenza, le abbazie, i villaggi delle Highlands e le antiche fortezze raccontano secoli di tradizioni e conflitti. Anche le città di Glasgow e Aberdeen mostrano, attraverso architetture e musei, l’evoluzione dall’epoca medievale all’età moderna. Se desiderate visitare i luoghi più significativi della storia della Scozia, nella nostra pagina dedicata ai viaggi organizzati in Scozia trovate tutti gli itinerari che offriamo in questo affascinante Paese.





