La Storia dello Sri Lanka
La storia dello Sri Lanka è importante per comprendere con un riassunto in breve il passato e il presente di quest’isola affascinante. Chiamato anche la Lacrima dell’India, per via della sua forma e posizione nell’Oceano Indiano, è sempre più popolare tra i viaggiatori di tutto il mondo. Retaggio di antiche civiltà, grandi dinastie e anche del periodo coloniale. Inoltre, a livello paesaggistico, l’ex isola di Ceylon è caratterizzata dalle verdeggianti piantagioni di tè e dalle sue spiagge. Le prime tracce riguardo la storia dello Sri Lanka, provengono da un popolo Vedda e sono presenti testimonianze storiche di oltre 125.000 anni fa. Andiamo quindi a scoprire in breve la sua storia, comprendendo meglio il paese durante il vostro Viaggio in Sri Lanka!
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La Storia dello Sri Lanka
Per comprendere il presente è importante conoscere il passato. Andiamo quindi a vedere la storia dello Sri Lanka grazie a un riassunto. Le prime tracce di civiltà presenti sull’isola appartengono al popolo Vedda. I cingalesi, invece, arrivarono dall’India, in particolare dal Gujarat, solo dal VI secolo a.C. Dal III secolo a.C., sull’isola è introdotto il buddismo, portando successivamente alla nascita delle prime vere città, come Polonnaruwa e Anuradhapura. Dall’India del sud, nel 500 a.C. arrivarono i Tamil, regnando per molti anni e introducendo l’induismo. Si distaccarono dalla loro cultura indiana, unendosi con i cingalesi in un complesso rapporto, tra fusione e invasione.
Da sempre, come vedremo nella storia dello Sri Lanka riassunto, la posizione dell’isola nell’Oceano Indiano ha sempre avuto un ruolo importante a livello commerciale. Soprattutto per le spezie. Per questa ragione, nel XVI secolo è occupata dai portoghesi. Nel XVII secolo dagli olandesi e, nel 1796, prendendo il nome di Ceylon, divenne una colonia inglese. L’isola ottenne l’indipendenza nel 1948. Negli anni 80′, aumentarono le tensioni e le violenze tra tamil e cingalesi, creando nella capitale Colombo un vero conflitto etnico. Arrivando alla tregua solo nel 2001 e terminando nel 2009. Oggi, lo Sri Lanka è un paese in espansione e con uno sguardo rivolto alla sua crescita turistica. Oltre che all’industria tessile e alle sue coltivazioni di spezie e tè.
Le fasi del Sri Lanka Storia
| Periodo | Epoche Storiche |
|---|---|
| Preistoria | 500.000 anni fa – 543 a.C. |
| Storia Antica | 543 a.C. – I secolo d.C |
| Arrivo degli Europei | 1505-1660 |
| Dominio britannico e Ceylon | 1796 – 1948 |
| Indipendenza | 1948 |
| Repubblica Socialista dello Sri Lanka | 1948 – … |
Preistoria
Un milione di anni fa, lo Sri Lanka era collegato all’India, a causa del livello dei mari, separandosi definitivamente 7.000 anni fa. Dei resti rinvenuti sull’isola, è possibile dedurre che la presenza umana durante la storia del paese è databile a 500.000 anni fa. Nell’era Paleolitica, in alcune caverne, come quelle di Batadombalena e Fa-Hien, nella zona centrale e occidentale, trovarono vari utensili del popolo Balangoda. Inoltre, iniziarono anche i primi rituali di sepoltura e decorazioni simili a quelle dravidiche in India. I Balangoda, inoltre, crearono la pianura di Horton, modellandola per la caccia e le coltivazioni intorno al 15.000 a.C. Negli scavi nelle grotte di Varana Raja e Kalatuwawa, invece, trovarono artefatti del Mesolitico.
La cannella, probabilmente, fu portata dall’Egitto, dov’era già in uso per l’imbalsamazione, deducendone la presenza di commerci tra i due paesi. Uno dei primi grandi insediamenti del 900 a.C., fu quello di Anurādhapura durante l’età del Ferro.

Storia Antica
Uno dei più antichi riferimenti scritti riguardo la storia dello Sri Lanka, è presente nel Rāmāyaṇa, poema epico che racconta la vita di Rama, incarnazione di Visnù, che invase l’isola con i Vanara, l’esercito mitologico per salvare la sposa rapita da Ravana, re dello Sri Lanka. Secondo gli storici, la popolazione originale si unì con quella indiana, lasciando una piccola discendenza diretta dei Vedda, sopratutto nel nord dell’isola.
Il Mahavamsa, libro buddista, narra che il primo re dell’isola fu il cingalese Vijaya nel 543 a.C., governando l’allora Regno di Tambapanni, spostando la capitale a Upatissagama e poi ad Anurādhapura. Il nome dei cingalesi, in questo periodo, era Shimapura, cioè provenienti dalla terra di Lala Rattha. Nel III secolo a.C., il monaco buddista Mahinda arrivò sull’isola sotto il regno di Devānampiya Tissa, portando la sua religione ed è considerato il padre del buddismo nel paese e anche della letteratura cingalese.

I primi re
In breve, durante la storia dello Sri Lanka che vedremo in questo riassunto, si sono succeduti molti sovrani in vari regni. Nel 286 dell’era buddista, il re Uṭṭiya morì e l’isola venne invasa dai Tamil, che occuparono Anurādhapura. I principali re di questo popolo furono Sena, Guttika e Elara, che venne poi sconfitto dal figlio di Kĩkavanna Tissa, Duṭṭhagāmaṇi, in battaglia. Uccidendo il re, divenne così sovrano dal 101 al 77 a.C. Fino al V secolo d.C., lo Sri Lanka era governato da dinastie singalesi e, dopo la morte di re Mahānāma, i Tamil tornarono al trono a Anurādhapura. Invece, Rohana rimase sotto il potere singalese, fino alla sconfitta del re tamil da Dhātusena, riportando al potere i cingalesi fino al VII secolo, arrivando alla guerra civile e alla divisione in gruppi etnici dell’isola.
Questa, terminò solo sotto il re singalese Kassapa Ⅱ, al potere dal 640 al 650 d.C. Dal V secolo al XI secolo, la storia del paese fu tormentata di rivalità politiche e invasioni dall’India. Solo nel XI secolo con re Vijayabāhu I, l’isola torna sotto il potere singalese. L’epoca d’oro del regno inizia però nel XII secolo, quando re Parakrama Bahu I unifica l’isola e inizia a invadere Burma e India.
La sua importanza commerciale
Nel VIII secolo la capitale è spostata, e inizia così il regno di Polonnaruwa, conosciuto anche da romani e greci con il nome di Tambapanni. Inoltre, per via della sua importanza commerciale, era conosciuta anche da persiani e arabi, che nel X secolo d.C. costruirono una comunità musulmana. Dallo Sri Lanka, nel I secolo d.C., il re invia un’ambasciata per l’imperatore romano Claudio. Nel XIV secolo, il giurista e storico marocchino Ibn Battuta e, prima di lui, Marco Polo arrivarono sull’isola e la descrissero come l’isola più bella al mondo nei loco scritti.

I Primi Europei in Epoca Moderna
Durante la storia dello Sri Lanka in breve, come vedremo nel riassunto, i primi europei ad arrivare in epoca moderna in quest’isola dell’Oceano Indiano furono i portoghesi nel 1505. Lourenço de Almeida, a causa di un errore di rotta, che approdò a Galle durante una tempesta. Trovò un territorio diviso in 7 regni tra loro in guerra e senza le capacità di difendersi da attacchi stranieri, stringendo alleanza con il re di Kotte.
Il Portogallo, quindi, gli offrì la sua protezione, in cambio di un tributo di cannella, tra le merci più pregiate dell’epoca. I principali porti dello Sri Lanka, al tempo erano prevalentemente in mano ai musulmani e la politica era molto tollerante e aperta verso tutte le religioni. I Portoghesi, però, erano in competizione con i musulmani per quanto riguardava i commerci nell’Oceano Indiano, modificando la situazione. Nel 1518, ai portoghesi è accordato il permesso per costruire nel porto di Colombo, allora musulmano, un forte. Questo fu il punto d’inizio per la costruzione di numerosi porti, espandendo in questo modo su tutta la costa.
Il controllo portoghese
I portoghesi, nel 1520 durante la storia in breve dello Sri Lanka, presero il controllo della costa dell’isola, andando contro il volere del re di Kotte, costruendo numerose mura difensive. I singalesi, quindi, nel 1592 decisero di spostare nell’entroterra la capitale, a Kandy, riuscendo a difendersi dagli invasori europei. Gli scontri durante il XVI secolo furono numerosi e i portoghesi nel 1597 presero il controllo di Kotte e occuparono molte zone costiere. Il portoghese Jerónimo de Azevedo si dichiarò un sovrano e costruì il suo palazzo nei pressi del corso d’acqua Kelani.
I coloni costruirono molte infrastrutture, come strade per i commerci delle spezie, tagliando così però fuori molte terre, abbandonandole. In quel periodo storico, Colombo era dipendente da Lisbona. Molti singalesi si convertirono al cristianesimo, ma la maggioranza, che disprezzava i portoghesi, rimase buddista, accogliendo volentieri gli olandesi per far cacciare i portoghesi. Il capitano Joris van Spilbergen nel 1602 arrivò sull’isola.

L’arrivo degli olandesi
Il re di Kandy si rivolse al capitano Joris per far cacciare gli invasori portoghesi, disprezzando il loro atteggiamento, accogliendo gli olandesi. L’attaccò da parte degli olandesi, però, avvenne solo nel 1638 e Colombo venne presa nel 1656. A partire dal 1660, gli olandesi iniziarono a controllare tutta l’isola, tranne il regno di Kandy. Purtroppo per la popolazione dello Sri Lanka, anche gli olandesi si rivelarono dei tiranni, perseguitando i singalesi cattolici e applicando dure tasse alla popolazione. Alcuni singalesi si unirono agli olandesi in matrimonio, creando la casta dei Burgher.
Cacciando definitivamente i portoghesi, gli olandesi presero pieni poteri sullo Sri Lanka durante la sua storia, come vedremo nel riassunto, finché i rapporti con Kandy non si deteriorano. Questo portò gli olandesi a controllare solo Jaffna, Galle e Colombo.

Il Dominio Britannico e la nascita di Ceylon
Il Regno Unito, in concomitanza delle Guerre Napoleoniche, sotto lo spettro della minaccia della Francia per il controllo dei Paesi Bassi, temeva che lo Sri Lanka potesse essere consegnato ai francesi. Decise quindi di agire in anticipo, occupando la zona costiera con l’esercito nel 1796. La resistenza del popolo dello Sri Lanka era praticamente nulla e l’isola prese il nome di Ceylon.
Il Governatore Britannico di Ceylon fu al potere dal 1798 al 1948. Nel 1802, anche la parte della Germania venne ceduta agli inglesi con il Trattato di Amiens, diventando parte della corona. Il Regno di Kandy venne invaso nel 1803, durante la prima guerra Kandyane. Le perdite erano molte, ma i britannici vennero respinti. Il secondo attacco, nel 1815, portò però alla caduta del regno e alla perdita dell’indipendenza. Durante la ribellione di Uva, chiamata anche terza guerra Kandyane, avvennero molte repressioni dal 1817 al 1818, portando al trattato per la pace e alla consegna del regno di Kandy alla corona britannica.

L’economia britannica a Ceylon
Con l’ordinanza di Wastelands, ai contadini vennero confiscate le terre e la popolazione fu impoverita, prendendo gli altipiani per le coltivazioni di gomma, caffè e, soprattutto, tè di Ceylon. Queste coltivazioni arricchirono le caste bianche di coltivatori, fondando la Ceylon Government Railway nel 1858, aprendo la prima linea ferroviaria nel 1865. Molti tamil provenienti dall’India del sud vennero deportati per lavorare nelle piantagioni, arrivando a superare il 10% degli isolani.
Gli inglesi, inoltre, crearono appositamente odio tra i vari gruppi etnici autoctoni dell’isola, favorendo i Burghers e le caste di singalesi più elevate. I semi-europei avevano molti privilegi dal 1833, ottenendo nel 1909 anche un’istituzione semielettiva parlamentale. Bisognerà aspettare, in breve, nella storia dello Sri Lanka il 1913 per il suffragio universale, anche se i gruppi elitari rimase contrariati e nacquero molte proteste contro le etnie e classi più umili.

Gli scontri per l’indipendenza
Per aumentare l’autonomia e il potere dei britannici in Sri Lanka durante la sua storia venne fondato nel 1919 il Ceylon National Congress, diviso in fazioni che riflettevano la condizione delle caste e delle etnie. Nel 1930 votarono per una legge che permetteva di aumentare il potere della corona nel paese. Tuttavia, l’emendamento venne ritirato poco dopo, in seguito alle pressioni delle leghe giovanili.
Lo Lanka Sama Samaja Party, movimento di stampo marxista nato dalle file Giovanili durante il 1935, iniziò a chiedere l’Indipendenza per lo Sri Lanka, trovando appoggio nel Consiglio di Stato da parte dei moderati, collaborando per richiedere la rimozione della lingua britannica come nazionale, sostituendola a quella tamil e singalese.

La Seconda Guerra Mondiale
Durante la storia dello Sri Lanka, in breve, durante la II Guerra mondiale l’isola divenne una base per operazioni britanniche contro il Giappone. Le autorità inglesi arrestarono gli esponenti del Lanka Sama Samaja Party (LSSP), che si opponevano alle attività militari sull’isola e al coinvolgimento del paese alla guerra. Nel 1942, la Marina del Giappone bombardò la capitale Colombo. I capi della LSSP fuggirono e alcuni si recarono in India, mentre altri guidati da Gunawardena Robert iniziarono la lotta per l’indipendenza. Sulle isole Cocos, il distaccamento cingalese ammutinò per appoggio al LSSP.
Alcuni vennero fucilati e furono gli unici soldati britannici ad essere condannati a morte durante la II Guerra Mondiale. Alcuni membri del governo dello Sri Lanka, intanto, chiesero un incontro con il Giappone, sia per trattare l’alleanza che per cacciare gli inglesi. A Singapore, i cingalesi e i malesi fondarono nell’esercito nazionale indiano il reggimento Lanka.
L’Indipendenza dello Sri Lanka
Nella storia dello Sri Lanka riassunta qui in breve, arriviamo al 1948, quando l’isola divenne un dominion inglese dopo le negoziazioni con l’esercito delle colonie e la concessione del contingente inglese per lasciarle sull’isola. Il Primo Ministro fu Senanayake e alla sua morte nel 1952 gli successe il figlio Dudley. Nel 1953, dopo un colpo alla politica UNP, con vari scioperi e sommosse guidate dalla sinistra, il primo ministro diede le dimissioni, cedendo la carica a Kotelawala. L’UNP venne sconfitto alle elezioni del 1956 da una coalizione che includeva lo SLFP, guidato da Lanka e Bandaranaike. Le basi militari inglesi vennero distrutte nel 1957 e il paese si dichiarò non allineato. Con il leader tamil del Federal Party, Bandaraike iniziò un’alleanza politica, garantendo così maggior autonomia per il tamil.
Il suo tentativo, però, venne ostacolato dal leader del UNP Jayawardene, con la Marcia su Kandy. Nel 1959, le proteste dell’etnia tamil divennero sommosse popolari e crebbe il consenso per la destra. Le rivolte del 1971 vennero bloccate in modo sanguinario, uccidendo molti giovani e studenti del partito comunista di Peramuna. Con l’esercito sottodimensionato, il governo chiese aiuti all’Unione Sovietica e agli USA. Nel 1972, il 23 maggio, Ceylon divenne ufficialmente Repubblica Socialista Indipendente dello Sri Lanka alle 12.45, ora augurale per gli astrologi locali.

L’Epoca Moderna
Nel 1983, con la fondazione delle Tigri Tamil, iniziò per la storia di questo paese una cruda guerra civile. I morti furono oltre 65.000 e molti gli sfollati. Nel 2001, il governo e le Tigri Tamil firmarono una tregua con la Norvegia da mediatore per la pace. Le Tigri vennero dichiarate dagli Usa, Inghilterra, India, Australia e Canada un’organizzazione terroristica e, lo stesso presidente Chandrika Kumarutanga ammise all’ONU la presenza di discriminazione radicate tra la società singalese.
Nel dicembre 2004, le coste a sud dell’isola e quelle orientali vennero devastate da uno tsunami, causando oltre 40.000 morti. Maithripala Sirisena, presidente dal 2015, decise di non ricandidarsi nel 2019 in seguito agli attacchi terroristici che colpirono il paese, venne così eletto Gotabaya Rajapaksa, prima ministro della difesa. Il fratello, Mahinda Rajapaksa, divenne primo ministro.

Lo Sri Lanka Oggi
Dopo un forte periodo di crisi economica dal 2010, dovuto al debito estero e alla bassa crescita economica, unito alla recessione globale dal 2020, lo Sri Lanka ha avviato le procedure per ristrutturare il suo debito. Oggi, lo Sri Lanka è una Repubblica Semipresidenziale e il Presidente della Repubblica è Ranil Wickremesinghe. Pur vivendo tutt’oggi una grave crisi finanziaria, i disordini sono contenuti e gli scontri limitati. L’economia principale si basa ancora oggi sul settore agricolo, soprattutto per la coltivazione del riso e del tè, importantissime risorse insieme alle spezie. Inoltre, lo Sri Lanka oggi è uno degli esportatori più importanti al mondo di pietre preziose al mondo. Sono presenti due capitali, Colombo dal 1814 e Kotte dal 1982, la nuova capitale.
Questo paese meraviglioso, ricco di siti archeologici, cultura, spiritualità e bellezze paesaggistiche, inoltre, si sta concentrando sempre di più per sviluppare il suo settore turistico e non vede l’ora di accogliervi per un meraviglioso viaggio in Sri Lanka, che rimarrà per sempre nel vostro cuore!

Sulle tracce della storia dello Sri Lanka
Dalle antiche città di Anuradhapura e Polonnaruwa alla roccaforte di Sigiriya, passando per i templi rupestri di Dambulla, le architetture sacre di Kandy e gli antichi regni che hanno segnato l’isola, lo Sri Lanka conserva un patrimonio in cui si intrecciano storia, religione e cultura buddhista. Se desiderate visitare i luoghi più significativi della storia dello Sri Lanka, date un’occhiata ai viaggi organizzati in Sri Lanka di archètravel.





