La Storia del Sudafrica
La storia del Sudafrica è importante per comprendere con un riassunto in breve il passato e il presente di questa terra affascinante, e della cultura sudafricana di oggi. Considerata una delle culla dell’umanità, la storia di questo paese affonda le radici nella preistoria, arrivando alla sua “scoperta” nel 1648, dal Capo di Buona Speranza. Passando dalla colonizzazione, le guerre dei Boeri e l’apartheid con importanti personaggi storici, la storia sudafricana è ricca e controversa. Scoprirla attraverso questo riassunto, ci permetterà di comprendere meglio la sua cultura e la popolazione, preparandoci al meglio al nostro Viaggio in Sudafrica!
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La Storia del Sudafrica
Per comprendere il presente è importante conoscere il passato. Andiamo quindi a vedere, grazie al nostro articolo Storia del Sudafrica riassunto, quanto sia difficile parlarne in breve. Il popolo sudafricano si considera da sempre unico, soprattutto per via del suo passato coloniale e del periodo della segregazione razziale. Arrivando poi al trionfo della democrazia del paese passando dall’apartheid. L’eredità del suo retaggio storico, ancora in tempi recenti è vista come un ostacolo a una vera e consolidata unità nazionale della Repubblica Sudafricana. Dalla sua “scoperta” nel 1652 all’inizio dello sfruttamento dei giacimenti di oro e diamanti nella regione del Transvaal, portando contrasti tra Olandesi e Inglesi, iniziando così le guerre anglo-boere.
In seguito alla vittoria inglese, nel 1910 venne fondata la colonia inglese dell’Unione del Sudafrica, iniziando così manovre e leggi che portarono alla segregazione. Ciò portò all’aparthaid, intensificato durante gli anni ’60, istituendo le homeland. Questo sistema legislativo rimase fino al 1990, anche quando nel 1961 l’Unione uscì dal Commonwealth, istituendo la Repubblica del Sudafrica. Nel 1994, Nelson Mandela vinse le elezioni, diventando il primo presidente di colore durante la storia sudafricana, cercando di riunificare il popolo del paese. Dopo più di 20 anni dall’abolizione delle leggi segregazioniste, oggi il Sudafrica sta ancora cercando di raggiungere l’uguaglianza sociale. Il Paese, inoltre, grazie ai suoi magnifici paesaggi e le sue città multietniche, è una meta sempre più ambita dai viaggiatori di tutto il mondo.
Le fasi della Storia Sudafricana
| Periodo | Epoche Storiche |
|---|---|
| Età preistorica | 3 milioni di anni fa – 1.000 a.C. |
| Antichità sudafricana | 1.000 a.C. – X secolo |
| Basso medioevo | 1170 – 1488 |
| Colonizzazione olandese | 1488 – 1795 |
| Colonizzazione britannica, Repubbliche Boere | 1806 – 1907 |
| Indipendenza del Sudafrica | 1910 – 1948 |
| Apartheid | 1948 – 1991 |
| Transizione | 1991 – 1994 |
| Repubblica del Sudafrica | 1994 – … |
Preistoria Sudafricana
Grazie al suo passato, il Sudafrica è considerato la culla della storia dell’umanità. Infatti, sul territorio si trovano moltissimi fossili, soprattutto nella regione del Transvaal. I principali siti archeologici relativi a questo periodo storico sono le caverne di Makapansgat, Kromdraai e Sterkfontein. Qui, infatti, trovarono tracce di australopitechi di 3 milioni di anni fa.
Qui, inoltre, ritrovarono alcuni dei più importanti fossili ominidi di sempre, come lo scheletro di Little Foot, il Bambino di Tanug e la Signora Ples. Grazie ai ritrovamenti fatti in Sudafrica, infatti, è stato possibile ripercorrere l’evoluzione dell’Homo, fino al sapiens.
Antichità
10.000 anni fa circa, durante il riassunto della Sudafrica storia in breve, comparvero i boscimani, conosciuti anche come San. Di questo popolo sono arrivati a noi pitture rupestri, visibili ancora oggi in molti siti archeologici del paese. Gli ottentotti, un popolo di allevatori chiamato Khoikhoi, comparvero circa 2.000 anni fa. Tra il V e il III secolo a.C., dopo un’onda migratoria arrivarono dal territorio sul fiume Limpopo i Bantu, che comprendono i Xhosa e gli Zulu. Arrivati prima nell’odierna KwaZulu-Natal, successivamente si mossero anche in diverse regioni, come gli Xhosa verso sud, arrivando nei pressi del Capo Orientale. Il popolo dei Khoikhoi e dei San, dinanzi a queste nuove popolazioni, si trovarono a vivere nelle aree più aride.

La Colonizzazione di Capo di Buona Speranza
Una delle parti centrali della storia sudafricana, come vedremo in breve nel nostro riassunto, è senza dubbio quella che ruota attorno a Capo di Buona Speranza. In questa penisola, infatti, arrivarono i primi europei. L’odierna Città del Capo fu il primo luogo in cui si stabilirono. Nel 1486, fu il portoghese Bartolomeo Diaz ad arrivare per primo nel paese durante la Sudafrica storia, ma il primo a completare il viaggio fino alle Indie fu Vasco da Gama, realizzando così il sogno di tutti i navigatori. Secondo gli storici, seppur ancora controversa come informazione, la zona di Capo di Buona Speranza venne raggiunta ancor prima dai fenici e dagli arabi. Pur non insediandosi, ma passando nell’Atlantico dall’Oceano Indiano.

L’arrivo degli Olandesi
Gli olandesi crearono, come vedremo in questo riassunto della storia della penisola sudafricana, dove oggi sorge la capitale Città del Capo il primo insediamento. In seguito allo sbarco di Jan van Riebeeck sulla Penisola del Capo, nel 1652, fondarono l’insediamento come stazione per i rifornimenti della Compagnia delle Indie Orientali Olandese. I coloni, inizialmente, erano dediti all’allevamento e all’agricoltura, prendendo così il nome di boeri, cioè contadini, e poi afrikaner.
Popolazioni locali e boeri inizialmente convivevano pacificamente e tra XVII e XVIII secolo si espansero, arrivando fino al Fish River, iniziando gli scontri con i popoli Xhosa e iniziando le guerre di Frontiera del Capo. Gli olandesi, durante questo periodo nel riassunto della storia del Sudafrica, portarono da India, Madagascar e Indonesia molti schiavi, iniziando matrimoni misti e creando i cape coloured: oggi l’etnia predominante nella zona della capitale. In seguito alla caduta dei Paesi Bassi e l’avanzata europea di Napoleone, il Regno Unito sentiva la tentazione di occupare la Colonia del Capo. Con la Quarta Guerra Anglo-Olandese, nel 1797, gli inglesi presero la colonia, annettendola al Regno Unito nel 1806.
Le miniere e le guerre anglo-boere
Gli inglesi, durante il riassunto della storia Sudafrica in breve, proseguirono le guerre contro gli Xhosa, iniziate dai boeri, spingendosi sempre più a est. I boeri non accettarono l’occupazione inglese, soprattutto quando dichiararono ufficialmente l’abolizione della schiavitù. Nella provincia del Capo, gli afrikaner si distaccarono dai possedimenti inglesi, spostandosi nell’entroterra. Qui, i pionieri fondarono le voortrekker, delle piccole repubbliche, che poi si unirono nella Repubblica del Transvaal allo Stato Libero dell’Orange.
Nell’entroterra, inoltre, vennero scoperte miniere di oro e diamanti, che incoraggiarono ancora di più l’immigrazione degli inglesi e gli interessi dell’Impero per la Colonia e per le aree dei boeri. Iniziarono così altre due guerre boere durante la storia del paese, di cui uno dei principali personaggi fu Cecil Rhodes. La prima, dal 1880 al 1881, vide la vittoria dei boeri, mentre nella seconda, dal 1899 al 1902, vinsero gli inglesi. Le guerre vennero osteggiate dal Partito Liberale del Parlamento Britannico, non trovandole necessarie e troppo costose, non calcolando però gli interessi verso le miniere.

L’espansione imperiale britannica
Durante la storia sudafricana, i boeri per contrastare gli inglesi cercarono il supporto Tedesco, in quel momento in Namibia, sulla quale aveva il controllo. Ciò diede più ragioni agli inglesi di continuare l’espansione e la resistenza boera non fu sufficiente, portando infine alla vittoria britannica. Gli inglesi durante queste guerre ebbero un atteggiamento crudele e profondamente criticato, in quanto istituirono campi di prigionia, dove si trovavano anche bambini e donne. Inoltre, bruciarono e distrussero terreni, fattorie e raccolti, portando alla fame gli afrikaner. Un triste capitolo della storia di questo paese.
Solo in seguito al Trattato di Vereeniging, l’Inghilterra ottenne il controllo sul Sudafrica, addossandosi però i debiti della guerra. In questo trattato, inoltre, era scritto che le persone di colore erano prive di diritto di voto, tranne che nella Colonia del Capo. Il governo inglese, durante la storia del Sud Africa, tentò di imporre la propria cultura sui boeri, insegnando a scuola l’inglese. Questo comportamento, però, crebbe solo il rancore. Solo nel 1906, con la vittoria nel Regno Unito dei Liberali, l’afrikaans venne riconosciuto come lingua e il programma di anglicizzazione cancellato.

La nascita dell’Unione Sudafricana
Durante la storia in breve del Sudafrica, come vedremo in questo riassunto, 8 anni dopo il termine della seconda guerra boera, nel 1910 le colonie vennero unificate. Natal, lo Stato Libero dell’Orange, Transvaal e la Colonia del Capo diventarono quindi una dominion autonoma dipendente dal Commonwealth. Sempre a fianco del Regno Unito, l’Unione partecipò infatti alla Prima Guerra Mondiale, ottenendo in seguito dalla Società delle nazioni un mandato per controllare la zona dell’Africa a sud-ovest che oggi corrisponde alla Nimibia; presa alla Germania. Seppur il suo nome saltava agli onori della cronaca internazionale, all’interno dell’Unione era presente una forte crisi.
Infatti, erano frequenti gli sconti, anche violenti, tra gli inglesi e i nazionalisti boeri. La storia sudafricana vede nel 1931 l’approvazione da parte del parlamento britannico dello Statuto di Westminster; lasciando così al Sudafrica un’autonomia parziale. Durante la Seconda Guerra Mondiale, partecipò al fianco dei britannici e degli Alleati. Ciò accadde seppur il partito boero del National Party simpatizzava per la Germania. L’esercito del paese, durante la Sud Africa storia, combattè in Europa, Etiopia e Nord Africa.

L’Apartheid
Il National Party vinse le elezioni nel 1948 dando inizio al periodo dell’apartheid, cioè della segregazione razziale. I sistemi di segregazione, però, erano già stati utilizzati, come a Natal nel XIX secolo. I primi ministri nel NP dal 1948 al 1966, basarono la politica sull’idea che le etnie presenti in Sudafrica non fossero in grado di convivere pacificamente. Per questa ragione vennero istituiti bantustan, cioè zone destinate a popolazioni di colore suddivise in etnie a loro volta. Queste parti, però occuparono complessivamente neanche il 13% del paese. Il governo ebbe quindi la necessità di formalizzare l’indipendenza dei bantustan sudafricani, dichiarandone quattro su dieci indipendenti tra il 1976 e il 1981; ma non arrivarono i riconoscimenti ONU necessari.
Nello stesso momento, il 50% della popolazione di colore rimase nelle terre dei bianchi, perdendo qualsiasi diritto civile. Il 31 maggio del 1961, l’Unione Sudafricana in seguito a un referendum divenne una repubblica indipendente. Gli attivisti scelsero vie violente, l’opposizione formata dal popolo di colore, come l’African National Congress, venne dichiarata illegale, utilizzando così solo obiettivi strategici. L’ANC iniziò quindi a distruggere le centrali elettriche, portando così all’arresto del leader Nelson Mandela. Nel 1966, durante la storia della Repubblica Sudafricana, le Nazioni Unite ritirarono le concessioni al paese per il controllo della Namibia. Il Sudafrica, però, rifiutò l’abbandono.
La figura di Nelson Mandela nella storia sudafricana
Nato nel 1918, Nelson Rolihlahla Mandela fu un politico, attivista e, dal 1994 al 1999 presidente del Sudafrica. Grazie alle sue lotte contro l’apartheid, venne insignito del Premio Nobel per la pace nel 1993, dopo aver scontato 27 anni di carcere per la sua attività contro la segregazione. Inoltre, fu il primo presidente sudafricano di colore. La sua figura ancora oggi è ricordata per la pacificazione e la riconciliazione del popolo sudafricano e su un leader del movimento anti-apartheid, giocando un ruolo fondamentale per la caduta del regime. Simbolo di libertà di pensiero, antirazzismo e opposizione non violenta, seguendo le teorie di Gandhi in India. La casa in qui Mandela viveva a Soweto, una township a Johannesburg. Oggi, la casa in cui abitò è la sede del Mandela Family Museum.

La caduta dell’Apartheid
Il riassunto della Sudafrica storia, in breve, vede durante gli anni ’90 molte pressioni internazionali e dovute al conflitto all’interno del paese. Il regime della segregazione razziale iniziò così a vacillare, grazie anche all’azione di Nelson Mandela. Venne scarcerato, per ordine di Frederik de Klerk, l’11 febbraio del 1990. Nel 1994 si tennero le prime elezioni democratico nella storia sudafricana con suffragio esteso anche alle persone di colore; vedendo come vincitore proprio Mandela, a cui successe Thabo Mbeki; sempre di colore.
Nel paese vennero ufficialmente aggiunte altre 9 lingue native africane, mentre rimasero l’inglese e l’afrikaans come lingue ufficiali sudafricane. L’African National Congress, in seguito alle elezioni, iniziò la ricostruzione del paese, puntando a ricostruire la sua economia. Venne poi sostituita dal Gear, cioè Growth, Employment and Redistribution; dallo stampo più conservatore e servendosi di investimenti esteri. A causa delle tensioni con il ANC e i suoi alleati, questo cambio di rotta fu controverso.

Storia sudafricana moderna
Tutti gli sforzi e le modifiche effettuate, tuttavia, non permisero all’economia del paese di rinforzarsi. Nel 2003 la soglia di povertà della popolazione era elevata, seppur le disparità tra la popolazione bianca e di colore furono eliminate. La crisi economica portò a una forte corruzione politica, non portando comunque a dimissioni dei funzionari interessati nei vari scandali. Nonostante i suoi problemi, la sua economia è in fase di ripresa e mantiene una leadership come paese più moderno e industrializzato dell’Africa. Qui, infatti, si utilizza l’energia nucleare e sono presenti oggi moltissime industrie alimentari.

Il Sudafrica Oggi
Oggi, il Sudafrica, cioè la Repubblica del Sudafrica, è uno stato indipendente sito nell’Africa australe. Si trova sull’estremità più a sud del continente e, il suo punto più meridionale è Capo Agulhas, considerato il confine tra i due oceani. Al Paese oggi appartengono anche le Isole del Principe Edoardo, a 1.770 km a sud-est da Port Elizabeth. Al suo interno è presente una grande varietà etnica e culturale. Si parlano 12 lingue ufficiali e, dopo aver scontato le sanzioni internazionali in seguito alla segregazione, come il boicottaggio sportivo e l’impossibilità di partecipare alle Olimpiadi, oggi il Sudafrica si sta facendo sempre più strada nel mondo del turismo, grazie alle sue bellezze naturali e le numerose attività qui presenti; come i safari.
Il presidente in carica è dal 2018 Cyril Ramaphosa e il paese è una Repubblica democratica Parlamentare unitaria. Inoltre, l’economia sudafricana è di mercato emergente, avendo molte risorse naturali e settori sviluppati, come quello energetico e dei trasporti. Johannesburg è anche una delle principali borse valori a livello mondiale e la prima del continente. Pur essendo un paese ancora ricco di contraddizioni e dalla nomea non proprio rosea, il Sudafrica è una terra meravigliosa, che offre luoghi ed esperienze uniche, tra vita selvaggia e cultura, ma anche magnifici tratti costieri e scenari da togliere il fiato che conducono qui ogni anno sempre più viaggiatori.

Sulle tracce della storia sudafricana
Il Sudafrica custodisce una storia complessa, che si riflette nei siti archeologici, nelle città e nei luoghi legati alla lotta contro l’apartheid. Dalle testimonianze delle popolazioni di Sterkfontein ai resti del Regno di Mapungubwe, passando per Robben Island, Soweto e i musei di Johannesburg e Città del Capo, questi luoghi ci aiutano a comprendere gli eventi che hanno trasformato il Paese nei secoli.
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