La Storia della Tanzania
La storia della Tanzania è importante per comprendere con un riassunto in breve la storia tanzaniana, il passato e il suo presente. La storia odierna del paese, in Africa Orientale, è il frutto di incontri di civiltà, culture e diverse influenze, come anche di scontri. Inoltre, per molto l’isola di Zanzibar ha avuto una storia distinta, unendosi al paese solo nel 1964. Andiamo quindi a scoprire insieme la sua storia in breve nel nostro riassunto, comprendendo al meglio il paese durante il vostro Viaggio in Tanzania!
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La Storia della Tanzania
Per comprendere il presente è importante conoscere il passato grazie a un riassunto della storia tanzaniana in breve. Sita in Africa Orientale, la Tanzania ha una ricca e complessa storia, con radici che arrivano alle civiltà native bantu. Dal IX secolo, arrivano le influenze di commercianti persiani e arabi lungo le sue coste. Un evento storico che porta alla nascita di città-stato swahili, importanti centri del commercio nell’Oceano Indiano. Dal XX secolo, si succedono i controlli delle potenze coloniali, passando prima dall’Impero Tedesco a Tanganica. Dopo la II Guerra mondiale, inizia il mandato britannico.
L’isola di Zanzibar, fino alla metà del XX secolo, rimane un sultanato indipendente sotto la corona britannica. Nel 1961, Tanganica ottiene l’indipendenza, seguita nel 1963 da Zanzibar, ma solo nel 1964 i due si uniscono per formare la Repubblica Unita di Tanzania. Negli anni ’80, inizia il processo di liberalizzazione economica, per andare incontro alle difficoltà del paese. Oggi, la Tanzania è popolare per le sue bellezze naturali, come il Kilimangiaro, e i meravigliosi parchi dove praticare i safari per osservare la fauna nel suo habitat.
Andiamo quindi a scoprire nel nostro riassunto la storia tanzaniana!
Le fasi della Tanzania Storia
| Periodo | Epoche Storiche |
|---|---|
| Periodo Precoloniale | 2.000 a.C – XIX secolo |
| Africa Orientale Tedesca | 1885 – 1919 |
| Mandato britannico su Tanganica | 1919 – 1961 |
| Protettorato britannico a Zanzibar | 1890 – 1963 |
| Indipendenza di Tanganica | 1961 |
| Indipendenza Zanzibar | 1963 |
| Repubblica Unita di Tanzania | 1964 |
| Presidenza di Julius Nyerere | 1964 – 1985 |
| Presidenza di Ali Hassan Mwinyi | 1985 – 1995 |
| Tanzania odierna | 1995 – … |
Preistoria in Tanzania
Il nostro riassunto della storia tanzaniana inizia dal ritrovamento dei reperti più antichi che riguardano l’evoluzione umana. Nel Nord del paese, infatti, troviamo la Gola di Olduvai, un luogo importante non solo per la storia del paese, ma per quella di tutta l’umanità. Chiamata anche la culla dell’uomo, qui Louis Leakey porta alla luce numerosi fossili umani, tra gli strati rocciosi. Inoltre, qui hanno trovato resti di ominidi Paranthropus, di oltre due milioni di anni. Tra le altre importanti civiltà preistoriche che hanno calpestato il suolo della Tanzania, nel riassunto in breve della sua storia, troviamo nel paleolitico quelle acheuleana, lupembana e sangoana, nella zona del confine con la Zambia, verso le cascate Kalambo.
10.000 anni fa in Tanzania vivevano cacciatori e raccoglitori, del ceppo dei khoisan, arrivarono poi popoli cuscitici, introducendo allevamento e agricoltura. I gruppi bantu arrivano 2.000 anni fa, dall’Africa occidentale, assorbendo le tribù presenti e portando la lavorazione dei metalli. Dopo, arrivano anche le influenze del nord, dai popoli dei pastori nilotici, iniziando gli scambi commerciali.

L’Antichità
Durante la storia della Tanzania in breve nel riassunto, nell’antichità le regioni costiere sono sempre influenzata dai traffici e i commerci stranieri. L’antica città di Rhapta, a metà tra il delta del fiume Rufiji e la zona del Tanga, era tra i fulcri del commercio, già frequentato in epoca romana, a sud dell’area di Azania. I commercianti provenivano da Fenicia, Egitto e Grecia, ma le influenze più forti furono quelle dalla Penisola Arabica e dall’India. I dau, le famose navi, arrivavano a Zanzibar grazie ai venti monsonici dall’India a dicembre, ripartendo verso aprile con gli alisei.
I benefici di questa costa dell’Africa per i commercianti erano molteplici, riportando con loro pelli, schiavi, avori e preziosi. Al tempo, le isole e le coste erano abitate dai Bantu africani. Gli indigeni e i mercanti persiani e arabi avevano fiorenti rapporti commerciali. Durante il I secolo, è scritto il Periplo del Mar Eritreo, manuale per marinai in greco, dove già questi commerci sono menzionati. Inoltre, molti mercanti si sposarono con le donne della Tanzania durante questo momento del riassunto della sua storia.

Il Periodo shirazi
Parlando della storia tanzaniana, l’epoca shirazi indica la fase della storia africana della zona orientale, quindi soprattutto della storia Tanzania in breve. Il periodo va dal XIII al XV secolo e il nome arriva dai sultani che dominavano le città-stato arabe della regione. Questo perché, probabilmente, erano discendenti nobili persiani, della regione di Shiraz.
Quest’epoca plasmò la cultura e i popoli della zona, per via della colonizzazione araba e persiana. Con l’inizio del sultanato omanita, i rapporti tra arabi, islamici e swahili nel XVIII secolo si rinnovarono. Ciò portò a togliere al dominio europeo, quindi cristiano, le coste orientali africane. Tra i principali siti di questo periodo, è a Kaole, verso Bagamoyo. Qui possiamo osservare le rovine della più antica moschea della zona.

Il dominio arabo e persiano
Nel breve storia Tanzania riassunto, dall’inizio del I millennio i commercianti persiani e arabi creano i primi insediamenti lungo le coste tanzaniane. L’incontro di queste culture porta alla nascita della cultura swahili e della sua lingua. Univa elementi islamici, arabi e dei popoli locali bantu, impattando moltissimo sulla storia dell’oriente africano, arrivano anche a Madagascar e Zimbabwe.
Molte città vennero costruite sulle isole di Kilwa e Zanzibar durante il VII secolo, sviluppandosi dal XIII e il XV secolo, alimentate dai commerci di beni preziosi, venduti fino in Cina e India. Ibn Battuta, viaggiatore berbero, nel XIV secolo parlava di Kilwa come una delle più ricche e meravigliose città al mondo. Vasco da Gama, nel 1498, raggiunge le coste doppiando in Sudafrica Capo di Buona Speranza.
Colonizzazione portoghese
Con l’arrivo dei portoghesi durante la storia tanzaniana, inizia una colonizzazione cruenta, con mercenari senza scrupoli ed efferati. Anche con questi metodi estremi, non riuscirono ad avere la sottomissione completa dei bantu. Intanto, il sultanato di Oman nel XVIII secolo si interessa alla zona, supportando i nativi per cacciare i portoghesi, che si ritirarono a nord del fiume Ruvuma. Majid bin Said, sultano omanita, nel 1840 sposta la capitale a Zanzibar, estendendo il suo controllo su quasi tutte le coste orientali della Tanzania odierna. I successori del sultano Majid, seguendo le sue orme portarono un forte sviluppo economico e nuove rotte commerciali durante lo storia della Tanzania riassunto.
Zanzibar, inoltre, in questo periodo divenne tra le capitali di quella che venne chiamata la rotta orientale degli schivi dell’Africa. Inoltre, divenne anche una delle Isole delle Spezie con gli arabi, introducendo la coltivazione dei chiodi di garofano. Prima il dominio arabo, e poi quello shirazi, rafforza notevolmente i tratti mediorientali della cultura dell’isola di Zanzibar e delle coste della Tanzania.

Le esplorazioni e il colonialismo
Dalla colonizzazione portoghese, le coste orientali tanzaniane erano conosciute dagli europei durante la storia del paese. L’entroterra e la zona dei Grandi Laghi, invece, è esplorata solo da metà del XIX secolo. Quando durante la storia tanzaniana gli europei iniziano a esplorare l’entroterra del continente, trovano regni minori, come quello di Buzinza e Karagwe, con rapporti di vassallaggio con regni più potenti. Tra i principali esploratori del periodo, troviamo Johannes Rebmann, un missionario tedesco e tra i primi europei a visitare il Kilimanjaro nel 1848.
David Livingstone nel 1866 parte da Zanzibar per scoprire le sorgenti del Nilo, mettendo l’ultima base sulle rive del Tanganica, a Ujiji. Dato per disperso, venne trovato nel 1871. Dal 1877, nel riassunto della Tanzania storia, iniziano le spedizioni belghe, creando vari insediamento, come a Mpala e Kigoma. Iniziano anche i negoziati tedeschi per convincere i capi locali di accettare la protezione della Germania; mettendo così le basi coloniali. Intanto, i britannici avevano rapporti più stretti con Zanzibar, facendo pressioni sul sultano per abolire la schiavitù; arrivando nel 1876 a fermare la tratta degli schiavi.

Il Trattato Helgoland-Zanzibar
Zanzibar e Pemba, nel 1890 durante la storia tanzaniana, diventano un protettorato britannico dopo il Trattato di Helgoland-Zanzibar. Sempre per lo stesso, il Dito di Caprivi passa sotto il controllo tedesco. A Zanzibar dai britannici viene applicata una formula di governo indiretto; lasciando al sultano un’autonomia locale. Ci furono brevi movimenti indipendentisti, come la breve guerra anglo-zanzibariana del 1896. Il controllo britannico continua senza intoppi, fino al termine della II Guerra Mondiale.

L’Africa Orientale Tedesca
Nel 1884, alla Conferenza di Berlino alcune potenze europee e la Turchia si accordano per alcune regole commerciali, influendo sulla Tanzania storia, in breve. Zanzibar e il sultanato non intervengono nelle trattative e, formalmente, rimane indipendente. Regno Unito, Germania e Belgio alzano delle pretese sull’entroterra. Il Belgio prende il bacino del fiume Congo, mentre inglesi e tedeschi definiscono i loro confini dal 1886 al 1890. Nel 1885, durante la storia tanzaniana, nasce la la colonia dell’Africa Orientale Tedesca; su mandato del Kaiser. Zanzibar vende la striscia costiera dell’isola alla Compagnia, spostando i centri amministrativi prima a Bagamoyo, poi a Dar es Salaam, che nel 1891 diventa capitale coloniale.
Durante il riassunto della Tanzania storia, i tedeschi costruiscono strade, città e ferrovie, introducendo nuovi metodi di coltivazione e tecniche. L’amministrazione, però, fu molto dura verso i locali, iniziando così la rivolta del popolo hehe, guidata dal capo Mkwawa; che venne però repressa brutalmente. I tedeschi, inoltre, nel 1902 cercarono di introdurre i lavori forzati nelle piantagioni di cotone, portando ad agitazioni nei popoli del fiume Rufiji, portando a nuove rivolte da parte dei Matumbi; guidati da Ngwale. Questo segnale porta molti gruppi a scontrarsi con la coloni, da Dar es Salaam, arrivando ai monti Uluguru e al lago Malawi.

Il sentimento nazionalista tanzaniano
L’insurrezione dei Matumbi fu il segnale che molti altri gruppi attendevano, e in poco tempo gli scontri si estesero in gran parte della colonia, da Dar es Salaam ai monti Uluguru, nella valle di Kilombero, sugli altopiani di Mahenge e Makonde, presso il fiume Ruvuma, a Kilwa, Songea, Masasi, Kilosa e Iringa, fino alle sponde settentrionali del lago Malawi.
Nel 1907, si arriva nel riassunto della storia del paese al momento culmine della rivolta, quella dei Maji Maji. Questo, per la storia tanzaniana, coincide anche con la nascita del sentimento nazionalista. Ai Maji si uniscono i Ngoni, unendosi ad altre tribù della Tanzania del sud. Le rivolte vennero represse dai tedeschi, ma le vittime, da entrambi i lati, furono molte.

La Prima guerra mondiale
Dall’inizio della I Guerra Mondiale, durante la storia del paese, i confini inglesi e quelli tedeschi in tutta l’Africa Orientale diventa un territorio di combattimento. Inizialmente, i tedeschi sembra o in vantaggio e gli inglesi non riescono a fare un contro-attacco, anche per via della morfologia del territorio. Il 4 novembre 1914 gli inglesi cercano, fallendo, di prendere Tanga.
La marina britannica, però, riesce a prendere l’isola di Mafia, ponendo la sua supremazia nell’Oceano. Lettow-Vorbeck, dopo che l’Africa Orientale Tedesca perde i contatti con la patria, passa alla guerriglia. I tedeschi resistono per molto tempo, dichiarando la propria resa nel 1918. Durante la guerra, molte infrastrutture tedesche vennero danneggiate, come molte scuole.

Nascita del Territorio del Tanganica
Dopo la sconfitta tedesca durante la I Guerra mondiale, durante la storia della Tanzania, come vedremo nel nostro breve riassunto, al Regno Unito la Lega delle Nazioni assegna l’amministrazione degli ex territori dell’Africa Orientale Tedesca. Come capitale coloniale rimane Dar es Salaam, dove si insedia l’amministratore britannico Sir Horace Archer Byatt.
I coloni tedeschi, invece, durante la storia tanzaniana tornano in Europa o accettano la nuova amministrazione. La colonia viene chiamata Tanganica nel 1920. Belgio e Regno Unito, nel 1924, firmano un trattato per definire i confini tra i possedimenti belgi nel Ruanda-Urundi, e quelli del Tanganica.
La politica inglese
In breve, durante la storia tanzaniana, gli inglese attuano un governo indiretto, supportando la nascita di organizzazioni di africani e istituzioni. I tanzanini entrano quindi negli organi amministrativi e legislativi. Intanto, iniziano anche lavori pubblici, costruendo ferrovie e iniziando campagne contro le malattie più diffuse, aumentando gli ospedali presenti. Le Nazioni Unite confermano il mandato al Regno Unito nel 1946. Successivamente, il Tanganica inizia la sua evoluzione verso l’indipendenza, sotto la guida di Julius Nyerere e della Tanganyika African National Union.

L’indipendenza
La svolta per la storia tanzaniana verso l’indipendenza si ha grazie al TANU di Nyerere, che opera per essa dalla sua fondazione nel 1954, raggiungendo l’autonomia nel 1961. Lo stesso anno, il 9 dicembre, Nyerere diventa primo ministro. La neonata nazione viene accolta dopo un anno dal Commonwealth come Repubblica. Due anni dopo, nel 1963, anche l’isola di Zanzibar raggiunge l’indipendenza, diventando una monarchia costituzionale sotto il sultano. Il Partito Afro-Shirazi diventa il primo governo, guidando l’isola verso l’indipendenza.
Unione tra Tanganica e Zanzibar
Solo nel 1964, si unisce con Zanzibar, formando così la Repubblica Unita di Tanganica e Zanzibar. Il 29 ottobre dello stesso anno, infine, viene ribattezzata Tanzania, unendo i due nomi. Ciò è il frutto di un progetto in condivisione tra Nyerere e le autorità britanniche coloniali, che non si è realizzato, vedendo uniti questi territori anche a Kenya, Uganda e Malawi.
La politica di Nyerere è caratterizzata dal tentativo di riformare la società, sradicando i retaggi coloniali, riprendendo alcune tradizioni africane. Il manifesto principale è la dichiarazione di Arusha, su cui è basata anche la costituzione tanzaniana del 1982, che ha subito modifiche nel 1984. Al centro del manifesto si trova l’Ujamaa, identificando nel villaggio rurale con la proprietà collettiva, anche per l’economia del paese. Nyerere voleva portare la Tanzania durante la sua storia a essere autosufficiente, rifiutando il mercato internazionale. Questo fu uno degli esempi più eclatanti del socialismo africano, entrando in contrapposizione con il Kenya; che abbracciò da subito il capitalismo internazionale.

La Guerra ugandese-tanzaniana.
Un capitolo della storia della Tanzania nel nostro breve riassunto dev’essere dedicato al 1979, quando l’Uganda tentò l’invasione della regione di Kagera. La Tanzania respinse l’invasione di Idi Amin, avanzando in Uganda sostenuta dagli esuli oppositori dell’Esercito di liberazione nazionale dell’Uganda. La coalizione arriva alla capitale Kampala, obbligando Amin all’esilio.
Storia recente della Tanzania
Durante la storia recente tanzaniana, Nyerere dal 1985 passa il governo al suo numero due, del CCM, Ali Hassan Mwinyi, che lo va a sostituire nel 1990. Sotto il suo governo vengono attuate importanti riforme, consentendo le elezione multipartitiche e democratiche per la prima volta nel 1995. Viene eletto come presidente il 23 novembre Benjamin William Mkapa. I risultati delle elezioni del 2000, ancora vinte dal medesimo partito, vennero contestate, creando molte tensioni politiche e scontri pubblici a Zanzibar. Nel 2005, viene eletto Jakaya Mrisho Kikwete.

La Tanzania oggi
Oggi, la Tanzania è in generale un paese stabile, dove ancora occasionalmente possono tenersi dimostrazioni o disordini, ma contenuti. Il paese, inoltre, è una meta sempre più ambita dai viaggiatori di tutto il mondo che vogliono compiere un viaggio in Africa orientale. Diventato sempre più popolare grazie ai suoi meravigliosi paesaggi selvaggi e ai parchi nazionali, qui troviamo anche il Kilimangiaro, la montagna africana più alta. Oltre ai safari, è ideale anche per il turismo balneare, grazie alle sue meravigliose spiagge, come a Zanzibar. Qui, è ancora fortemente radicata la cultura araba e possiamo osservare antichi siti storici. Non perdetevi inoltre la grande migrazione al Serengeti National Park, o scoprite le antiche tradizioni masai vicino alla caldera inattiva del Ngorongoro.

Sulle tracce della storia della Tanzania
Dalle testimonianze archeologiche della Gola di Olduvai alle rovine di Kilwa Kisiwani, passando per Stone Town a Zanzibar e gli antichi insediamenti sulla costa, il Paese conserva tracce di culture africane, arabe, persiane ed europee che ne hanno influenzato la storia. Se desiderate visitare i luoghi più significativi della storia della Tanzania, trovate vari possibili itinerari nella pagina dedicata ai viaggi organizzati in Tanzania di archètravel.





