Il racconto di Viaggio con archètravel in Argentina di Giovanna Bernasconi…
La Recensione, l’Intervista, le Foto di Viaggio e la Storia
I Nostri Viaggi raccontati dai Nostri Clienti!
Abbiamo scelto questo viaggio perchè ci interessa la natura in genere, ma anche belle città, la gente e la loro storia e cultura.


Nel nostro cuore le Pampas Argentina hanno lasciato un segno indelebile, i gaucho, la loro maestria con i cavalli, stupendi! Le meravigliose e infinite praterie, la gioia contagiosa della loro gente, il Tango, la Milonga, la musica malinconica dell’organetto, le percussioni accompagnate dal battito dei tacchi dei tangheros. Non per ultimo l’assado, loro speciale modo di gustare la carne, annaffiata dall’ottimo vino. Per finire con le Empanadas e Mate. Ci siamo divertiti tantissimo, eravamo tra amici, accoglienza da favola!

Possiamo dire che abbiamo fatto una bella collezione di ricordi stupendi. In primis Buenos Aires, che città… brulicante ad ogni ora, strade immmense, quartieri storici, teatri, il Tango. Le Pampas, poi Iguazù e le sue cascate lato Brasilano e Argentino, con la natura prorompente e un’adrenalinica doccia sotto Salto San Martin con il gommone. E poi? La Patagonia con le sue steppe costellate da furbetti Guanaco, Choique, super veloci e naturalmente lui… il Perito Moreno, un ghiacciaio sornione e brontolone che ci ha fatto rendere conto di quanto è meravigliosa e possente la natura. Per finire il Delta del Paranà.


archètravel ha saputo scegliere un itinerario completo, apparentemente complesso ma che ha dato, grazie ad una perfetta organizzazione, la giusta finestra ad ogni posto visitato. Le guide sono state preparate e cordiali ma non invasive, ci hanno aiutato a comprendere meglio le situazioni storico culturali, nonchè quelle naturali.

Di idee ne abbiamo tantissime, naturalmente abbiamo iniziato a pensare al prossimo viaggio già sull’aereo del ritorno. Per ora sfogliamo i suggerimenti di archètravel e i resoconti di viaggio e chissà…

Buenos Aires ci ha accolto con un’energia che non conosce orari. Strade larghissime, quartieri che cambiano carattere ad ogni isolato, teatri, colori intensi, e ovunque il tango: non come spettacolo confezionato, ma come linguaggio vivo. A La Boca lo si respira nell’aria prima ancora di vederlo, nel clicchettio dei tacchi su un selciato che ha la memoria di generazioni.
Ma il posto che ci ha lasciato un segno davvero profondo è stato la Pampa. Non me la aspettavo così. Le praterie infinite, il cielo enorme che preme sull’orizzonte, e poi loro: i gauchos. Cavalieri nati, con quella maestria tranquilla che appartiene solo a chi cresce a cavallo. La gioia della loro gente era contagiosa, vera. Abbiamo mangiato l’asado come si fa lì, con il vino giusto, le empanadas, il mate che passava di mano in mano. Eravamo tra amici, anche se ci eravamo appena conosciuti. La milonga serale, l’organetto malinconico, le percussioni, il battito dei tacchi dei tangheros: certi ritmi entrano dentro senza chiedere permesso.
Le cascate di Iguazù le avevo immaginate, ma la realtà va ben oltre qualsiasi immagine. Siamo passati dal lato brasiliano a quello argentino, e ogni prospettiva apre un racconto diverso. Il momento più adrenalinico? Sotto il Salto San Martín, sul gommone, a ricevere una doccia fredda e involontaria che ci ha fatto ridere come bambini.
E poi la Patagonia. Le steppe percorse dai guanaco, i choique che schizzano via veloci come ombre. E il Perito Moreno: un ghiacciaio che non rimane in silenzio. Lo senti scricchiolare, brontolare, come se stesse dicendo qualcosa che facciamo fatica ad ascoltare davvero. Di fronte a lui ti rendi conto che la natura ha una misura che non è la nostra.
Prima di tornare a Buenos Aires, anche il Delta del Paranà: altra acqua, altro ritmo, un altro modo di leggere lo stesso paese.
Sull’aereo del ritorno stavamo già sfogliando idee per il prossimo. L’Argentina ti lascia con quella voglia aperta.
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