Il racconto di Viaggio con archètravel in India di Eva Gabrielli…
L’Intervista, le Foto di Viaggio e la Storia
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Ero e sono affascinata dall’India e dalla sua cultura, in particolare l’architettura dei templi giainisti e poi volevo assolutamente vedere il Taj Mahal.


Il posto che mi è rimasto nel cuore è Udaipur, piccola cittadina che si affaccia sul lago molto caratteristica e romantica… meraviglioso il palazzo della città visto dal lago e spettacolari i suoi interni.

Il ricordo più bello è stato la visita al tempio giainista di Ranakpur, meraviglioso il suo interno dove rimani inacantato dalle pareti di marmo bianco minuziosamente scolpite.


Positivo, solo un piccolo disguido con il volo di rientro in Italia che poteva essere affrontato in modo migliore già prima della partenza. Io ho risolto da sola facendo una notte in più, per rientrare con un volo molto più comodo come orario di decollo, soluzione che poteva essermi proposta subito prima di partire pagando una piccola penale.


Partire da sola ma in un tour di gruppo è stata la scelta perfetta. Ho condiviso questa esperienza con persone che, come me, amavano viaggiare e scoprire orizzonti sempre nuovi. Da Delhi ci siamo spinti verso occidente, attraversando Mandawa e Bikaner, fino a raggiungere Jaisalmer, la città dorata che emerge dal deserto come un miraggio. Il confine con il Pakistan era lì, vicino, e io mi sentivo davvero all’altro capo del mondo.
Ma è stato a Udaipur che il mio cuore si è fermato. Questa piccola cittadina sul lago è stata una rivelazione: caratteristica, romantica, con il suo palazzo che si specchiava nell’acqua. Ammirarlo dal lago, poi entrare e perdersi nei suoi interni spettacolari… è un ricordo che custodisco gelosamente.
Il momento più intenso, però, l’ho vissuto a Ranakpur. Entrare nel tempio giainista è stato come attraversare una soglia verso un’altra dimensione. Le pareti di marmo bianco, scolpite con una minuzia che toglie il respiro, ti avvolgono. Sono rimasta incantata, immobile, cercando di imprimere nella memoria ogni dettaglio di quella bellezza.
A Pushkar ho ricevuto una benedizione. Quella benedizione mi ha emozionata profondamente: culture e religioni diverse che ti abbracciano, che ti accolgono, chiunque tu sia.
E poi, finalmente, Agra. Ero troppo felice quando mi sono trovata davanti al Taj Mahal. L’avevo visto mille volte al computer, in foto, alla televisione, ma essere lì, poterlo ammirare con i miei occhi, è stato diverso. Ero davvero lì, finalmente.
Ora sono tornata, ma già penso al prossimo viaggio. Il Messico, il Perù, la Malesia… sono indecisa, ma vorrei almeno quindici giorni per perdermi ancora, per scoprire nuovi posti, nuove storie. Perché viaggiare, alla fine, è questo: continuare ad andare verso nuovi orizzonti.
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