Il racconto di Viaggio con archètravel in India di Stefania Arsillo…
La Recensione, l’Intervista, le Foto di Viaggio e la Storia
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Ho scelto l’India ed il Rajasthan in particolare perché mi ha sempre affascinato la loro cultura, vedere con i miei occhi i mille colori delle città, quasi fiabesche, viste sempre in foto e l’aspettativa non è stata delusa.


Molto difficile scegliere, il viaggio è stato un crescendo di bellezza… però due posti mi sono rimasti nel cuore, Jaisalmer la città d’oro con i suoi palazzi nobiliari con facciate che sembrano ricamate, e Jodhpur la città blu vista dal meraviglioso Forte, residenza dei maharaja.

L’arrivo al Taj Mahal è stato davvero commovente, si stava realizzando un sogno che non ha deluso le mie aspettative. Meraviglioso!


È stata la mia prima esperienza con archètravel e sono rimasta pienamente soddisfatta. Non amo particolarmente i viaggi organizzati ma stavolta l’idea di affidarmi a loro è stata ottima.


Il Rajasthan è stato un crescendo. Ogni tappa aggiungeva qualcosa, ogni città aveva una voce diversa. Mandawa, Bikaner, poi il deserto che si apriva piano piano fino a Jaisalmer. Lì mi sono fermata. La città d’oro non è solo un colore: è una consistenza, una luce che penetra nella pietra arenaria e la trasforma. I palazzi nobiliari, gli haveli, hanno facciate che sembrano ricamate a mano, ogni balcone un’opera che qualcuno ha scolpito con pazienza per secoli. Camminare tra quei vicoli significava capire che questa civiltà aveva una concezione della bellezza che andava molto oltre l’ornamento.
Poi Jodhpur, la città blu. La vista dal Forte Mehrangarh, la residenza dei maharaja arroccata sulla roccia, ti restituisce la città intera: quel mare di case azzurre che scendono verso il basso, ogni sfumatura diversa dall’altra. Ho capito che il colore, in Rajasthan, non è decorazione. È linguaggio. Ogni scelta cromatica racconta un’appartenenza, una storia, un modo di stare nel mondo.
Udaipur, Pushkar, Jaipur con i suoi bazaar e il Palazzo dei Venti. Il viaggio procedeva verso oriente, e io sentivo che stava costruendo qualcosa dentro di me, mattone dopo mattone.
Poi Agra. Il Taj Mahal lo conoscevo, come lo conoscono tutti. Ma quando ti trovi davanti a lui per la prima volta, qualcosa si spezza. Era un sogno che si realizzava. E non ha deluso nulla di quello che mi aspettavo, anzi.
Non amo particolarmente i viaggi organizzati. Preferisco muovermi a modo mio, scegliere i tempi. Ma questa volta affidarmi ad Arché Travel è stata la scelta giusta. Ogni dettaglio era curato, ogni tappa aveva un senso. Mi sono sentita libera di guardare, senza dovermi preoccupare di nient’altro.
Il Rajasthan mi ha lasciato qualcosa che ancora fatico a nominare con precisione. Forse è la consapevolezza che certe civiltà hanno ancora moltissimo da raccontare. E io ho ancora moltissimo da ascoltare.
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