Il racconto di Viaggio con archètravel in Oman di Anna Maria Volpe…
La Recensione, l’Intervista, le Foto di Viaggio e la Storia
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La mia scelta di visitare l’Oman è stata sopratutto guidata dalla curiosità per un paese culturalmente molto diverso dal mio. Sono stata attratta dal desiderio di avvicinarmi e conoscere un paese arabo e anche dai paesaggi naturali proposti nelle varie brochure. Le aspettative sono state piacevolmente e ampliamente confermate. È stato un viaggio meraviglioso, un’esperienza davvero indimenticabile.


Fin dal primo momento, sono rimasta colpita dalla cordialità e gentilezza di questo popolo. Durante il viaggio abbiamo esplorato alcuni dei luoghi naturali e culturali più affascinanti e significativi del paese: dai Wadi al Gran Canyon, al Palazzo dell’Opera. La Grande Moschea, con la sua maestosa e bellissima architettura, mi ha lasciata senza parole.

L’esperienza più grande che mi resterà nel cuore è sicuramente quella nel deserto, dove ho ammirato il tramonto e anche le prime luci dell’alba. La vista mozzafiato, in mongolfiera, sopra le dune rossastro-dorate, è stata pura emozione. Esperienza meravigliosa!


Esperienza senz’altro positiva. Tutto è stato secondo programma, ben organizzato nei tempi e nei modi. Un particolare ringraziamento alla guida Mahrous (per noi Maurizio) che con la sua profonda competenza, disponibilità, entusiasmo e anche empatia, ha fatto decisamente la differenza, creando un piacevole atmosfera di gruppo. Esperienza con archètravel da ripetere.

Vorrei provare a pianificare, per il prossimo autunno o forse per la prossima primavera, il viaggio in Giappone, paese anch’esso molto distante e diverso dal mio.

“La curiosità è la bussola dei viaggiatori autentici”, pensai quando scelsi quel tour di sette giorni in Oman, attratta da una cultura araba tanto distante dalla mia. Sin dai primi passi, fui colpita dai sorrisi genuini e dalla gentilezza del popolo omanita, elemento tanto prezioso quanto le maestose montagne o le acque cristalline.
Mahrous, che ribattezzammo affettuosamente “Maurizio”, non era solo una guida, ma un ponte tra mondi. Con la sua conoscenza profonda, trasformò i castelli di Jabrin e Bahla in testimoni silenziosi di un passato vibrante.
L’oasi di Wadi Bani Khalid si presentò come un’apparizione dopo una faticosa camminata. Ricordo ancora le acque tiepide che accolsero il mio corpo stanco. “La bellezza è davvero sorprendente”, annotai nel mio diario, “e la purezza del paesaggio è unica.”
Nell’aria, l’Oman mi rivelò la sua essenza. Profumi intensi di incenso e spezie creavano un’atmosfera mistica, espressioni di una cultura che valorizza l’arte olfattiva come manifestazione di tradizione.
Il momento più sacro fu l’alba nel deserto. La mongolfiera rivelò l’immensità delle dune rossastre che si estendevano all’orizzonte. Sotto, piccoli villaggi beduini e cammelli apparivano come punti in un oceano di sabbia.
In quel silenzio assoluto, mi sentii paradossalmente piccola ma parte di qualcosa di più grande. “È scattato naturalmente un ringraziamento”, per le meraviglie che stavo osservando. Compresi che il vero viaggio non era solo quello segnato sulle mappe, ma quello interiore.
Ora, mentre pianifico la mia prossima avventura in Giappone, so che porterò con me le lezioni dell’Oman: la capacità di meravigliarsi e la consapevolezza che i veri tesori sono quelli che si raccolgono con lo spirito.
Perché viaggiare non è solo vedere nuovi luoghi, ma vedere con occhi nuovi. E in questo, l’Oman è stato un maestro incomparabile.
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