Il racconto di Viaggio con archètravel in Turchia di Luciano Santarello…
La Recensione, l’Intervista, le Foto di Viaggio e la Storia
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Ero affascinato dai documentari che parlavano di questi posti. In particolare, il resoconto fatto da Alberto Angela su Istanbul e Cappadocia. Per me è diventata una meta irrinunciabile.


È difficile dire cosa è rimasto di più nel cuore. Sono due esperienze molto diverse. Istanbul è affascinante in molti suoi aspetti. Le sue Moschee, i palazzi, i quartieri molto diversi fra loro, il Bosforo, la vecchia Cisterna e poi i colori, la gente. Poi la Cappadocia. Il cammino delle fate, il silenzio e la magia di questi posti.

Il giro in mongolfiera. Temevo l’esperienza per via delle vertigini. Invece è stato tutto bellissimo. Dal trasferimento ancora con il buio alla zona del decollo. I preparativi con i palloni che prendevano forma. Il decollo lento e sicuro di un centinaio di mongolfiere e la visione dell’alba sul cammino delle fate.


Bellissimo. Siamo stati molto fortunati. Eravamo solo tre coppie. Coetanei e provenienti da città diverse. Non ci si conosceva ma siamo entrati subito in sintonia. Siamo rimasti in ottimi rapporti di amicizia e ci incontriamo spesso con il proposito di altri viaggi assieme. Splendida la guida. Da subito, uno di noi.

Stiamo pensando al Marocco. Con lo stesso gruppo. Cinque su sei siamo in pensione. Il tempo libero non manca. Certo viaggiare ha i suoi costi e quindi bisogna anche fare un po di conti.

Fine ottobre 2025. Tre coppie, provenienti da città diverse, estranei fino al giorno prima della partenza. Non sapevo cosa aspettarmi dal gruppo. Me lo ero chiesto, prima di partire. Non avevo motivo di preoccuparmi.
Istanbul arriva addosso senza avvertirti. La Moschea Blu, Agia Sofia, il Gran Bazaar con il suo rumore e i suoi colori. Ma è la Cisterna Basilica che mi ha fermato davvero: scendi sotto la città e ti ritrovi in un altro tempo, tra le colonne che si specchiano nell’acqua ferma, con quella luce dorata che sembra sospendere ogni cosa. Diciotto milioni di abitanti sopra di te, e lì sotto il silenzio di Bisanzio.
Poi la Cappadocia. I Camini delle Fate, le chiese rupestri scavate nella roccia con i loro affreschi bizantini ancora intatti, i villaggi che sembrano cresciuti dalla pietra. Un posto dove l’uomo ha vissuto per secoli, fino a non molti decenni fa. Si cammina e lo si sente.
La mongolfiera la temevo. Ho le vertigini, e non è una cosa che si supera facilmente. Siamo partiti ancora nel buio, prima dell’alba. I palloni che prendevano forma lentamente, gonfiandosi di luce e calore. Il decollo e poi il cielo che si riempie: una centinaia di mongolfiere nell’aria, tutte insieme, mentre l’alba cominciava a tingere il paesaggio. Ho guardato giù e non ho avuto paura. Ho solo guardato.
La guida era uno di noi dal primo giorno. E quelle tre coppie di sconosciuti? Ci vediamo ancora. Stiamo già parlando del Marocco.
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