Il racconto di Viaggio con archètravel in Uzbekistan di Camilla Garavaglia…
La Recensione, l’Intervista, le Foto di Viaggio e la Storia
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Ho scelto l’Uzbekistan perché è ancora un territorio poco turistico e conserva ancora le bellezze e le tradizioni dell’antica Via della Seta.


È molto difficile trovarne solamente uno dato che anche Khiva e Bukhara si sono rivelati due gioielli nascosti. Ma Samarcanda con la sua maestosa Piazza Registan e Shah-i-Zinda sono sicuramente due dei posti più belli che abbiamo visitato durante il tour!

Il ricordo che ci rimarrà sempre impresso nella mente è stato vedere piazza Registan con i giochi di luce, suoni e colori la prima sera dell’arrivo a Samarcanda dopo un lungo viaggio attraverso l’entroterra ed il deserto dell’Uzbekistan. Ancora oggi se chiudo gli occhi sento i brividi sulla pelle.


Come sempre sopra tutte le aspettative! Gruppo fantastico e guida sia dall’Italia che in loco di grandissimo livello e hanno reso unica la nostra permanenza in Uzbekistan!

Non vedo l’ora di scoprire il Sud-America, prima tappa vorrei che fosse il Brasile.

È stato ad agosto, otto giorni attraverso l’entroterra uzbeko. Il viaggio vero è iniziato dopo Khiva, quando abbiamo attraversato il deserto del Kizilkum verso Samarcanda. Ore di strada in cui il paesaggio cambia solo nei toni del sabbia, dove il silenzio è interrotto solo dal ronzio costante del pullman. Eravamo stanchi, quasi intorpiditi dal caldo, quando alla sera siamo finalmente arrivati in città.
Non dimenticherò mai quella prima sera a Piazza Registan. Abbiamo lasciato le valigie in hotel e siamo usciti subito, ancora con la polvere del deserto addosso. La piazza si è aperta davanti a noi come un palcoscenico: tre madrase monumentali illuminate da luci che ne esaltavano ogni dettaglio architettonico. C’erano giochi di luce programmati, colori che si rincorrevano sulle facciate, una colonna sonora che amplificava la dimensione epica del luogo. Ancora oggi, se chiudo gli occhi, sento quei brividi sulla pelle. Era come se tutto il viaggio, il deserto attraversato, la fatica, trovassero lì un senso compiuto.
L’Uzbekistan ci ha regalato anche scoperte inaspettate. Khiva, con il suo centro storico racchiuso dentro mura antiche, è un gioiello che pochi conoscono. Bukhara ci ha fatto camminare su strade che per duemila anni hanno visto passare carovane, mercanti, studiosi. A Shah-i-Zinda, la necropoli di Samarcanda, abbiamo ammirato una concentrazione di maioliche turchesi e blu cobalto così intensa da lasciare senza parole. Ogni mausoleo racconta una storia, ogni decorazione è un capolavoro di geometria e luce.
Le guide che ci hanno accompagnato, dall’Italia e in loco, hanno fatto la differenza. Spiegavano contesti, leggevano le architetture, ci facevano vedere oltre la superficie. Viaggiare con archètravel significa avere il tempo necessario per assorbire davvero i luoghi, per capirli, accompagnati da chi li conosce in profondità.
L’Uzbekistan è una destinazione autentica che lascia qualcosa dentro, oltre che nelle foto dello smartphone.
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