Il racconto di Viaggio con archètravel in Marocco di Enrico Eusebi…
La Recensione, l’Intervista, le Foto di Viaggio e la Storia
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Ho scelto questo viaggio perché avevo voglia di scoprire il Marocco con un viaggio organizzato e questo tour, tra tutti i vari viaggi messi a confronto, era quello più completo e che rispondeva maggiormente alle mie esigenze di vedere posti d’arte e luoghi naturalistici.


Come città sicuramente Chefchouen, come paesaggio certamente il Sahara.

L’escursione sui dromedari ed il tramonto nel deserto del Sahara.


Era la prima volta che viaggiavo con archètravel ed ha risposto pienamente alle aspettative. Era tutto organizzato nei minimi dettagli e mi ha permesso di godermi l’esperienza appieno senza dover preoccuparmi di tutte le attività logistiche/organizzative.


Partire sapendo che ogni dettaglio era già curato ha cambiato qualcosa nel modo di vivere il viaggio. Non avevo la testa impegnata nella logistica, nei trasferimenti, nelle prenotazioni. Era la prima volta con archètravel, e devo dire che ha risposto pienamente a quello che mi aspettavo: mi sono limitato a guardare, ascoltare, assorbire.
E di cose da assorbire ce n’erano molte. Rabat con la sua compostezza silenziosa. Tangeri affacciata sullo stretto, dove l’Africa e l’Europa si guardano a distanza ravvicinata. Poi Fes, con la sua medina che ti inghiotte appena ci entri: vicoli che si biforcano, odori, voci, artigiani al lavoro in spazi che sembrano fermi da secoli.
Ma la città che mi è rimasta più nel cuore è stata Chefchaouen. C’è qualcosa di stranamente sospeso in quei vicoli dipinti di blu, tra le sfumature del cobalto e dell’indaco che si mescolano alla luce del mattino. Non sai bene come spiegarla quella sensazione: è come se la città avesse deciso una volta per tutte il colore del mondo, e avesse smesso di discuterne.
Poi il sud, le gole del Todra, la strada delle kasbah con Ait Ben Haddou che sorge dalla terra come se fosse sempre stata lì. E infine il Sahara.
Il Sahara è un’esperienza che appartiene a una categoria a parte. L’escursione sui dromedari verso il tramonto era qualcosa che mi aspettavo di fare, ma non mi aspettavo quell’effetto: il silenzio assoluto che ti avvolge quando ti fermi, il sole che scende verso le dune e le tinge di arancio e rosso, la sensazione di essere dentro un paesaggio che esiste da prima che esistessero i nomi per descriverlo.
È stato il momento più bello del viaggio. E probabilmente uno dei più belli che ricordo in assoluto.
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